Asca
21 01 2013

''Sono settemila le bambine immigrate, residenti in Italia, a rischio di mutilazioni genitali e il 6 febbraio , in occasione della giornata mondiale dedicata al tema, Peter Pan Onlus chiedera' un impegno a tutti gli ambasciatori dei Paesi a rischio, in Italia, di promulgare una carta d'intenti contro questa vergognosa pratica''.

''Le donne che vivono nel nostro Paese e che provengono dai Paesi piu' a rischio ( Egitto,Somalia e Ghana soprattutto ) sono addirittura centomila. C'e' un problema di adeguata sensibilizzazione su questo tema - dice Mario Campanella, Presidente della Peter Pan - che purtroppo non fa emergere la contiguita' tra alcune comunita' e strutture pseudoreligiose che sostengono l'infibulazione e la corroborano di significati culturali''.

Campanella informa che '' sara' inviato un protocollo agli ambasciatori dei Paesi a rischio nel quale si chiedera' di collaborare con il nostro Ministero dell'Interno al fine di consentire l'emersione di un fenomeno che non accenna , purtroppo, a diminuire''. Testimonial dell'iniziativa sara' Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta , membro del Comitato Onu per i diritti dell'infanzia .

''L'infibulazione e' una sorta di catena medievale che esalta l'abbrutimento della persona - continua Campanella - ma solo agendo con una prevenzione culturale e politica potranno ottenersi risultati concreti''.

AIED Roma
22 dicembre 2012

L'AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) sezione di Roma accoglie con molta soddisfazione la notizia della risoluzione delle Nazioni Unite che chiede a tutti i Paesi del mondo di mettere al bando le mutilazioni genitali femminili.
Questa chiusura, molto pericolosa per la salute della donna, serve a controllarne la vita sessuale. I rapporti sessuali diventano un incubo per la donna, così come la nascita di un figlio. Sono circa 2 milioni le bambine che ogni anno subiscono questa pratica e si calcola che le donne mutilate al mondo siano circa 140 milioni.
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Prima risoluzione Onu contro le mutilazioni genitali femminili

  • Martedì, 27 Novembre 2012 12:12 ,
  • Pubblicato in Flash news
TM News
27 11 2012

Ambasciatore italiano: dobbiamo eliminarle in una generazione

New York, 27 nov. (TMNews) - L'Assemblea generale dell'Onu ha adottato la sua prima risoluzione di condanna delle mutilazioni genitali femminili, subite nel mondo da oltre 140 milioni di donne.

La pratica dell'escissione è illegale in una ventina di paesi africani, in Europa, negli Stati Uniti e in Canada, ma non era mai stata oggetto di una condanna da parte dell'Onu. Più di 110 paesi, tra cui circa 50 africani, hanno sostenuto la risoluzione che invita gli Stati membri a "integrare le misure punitive con attività di educazione e informazione".

"Non risparmieremo sforzi per raggiungere il nostro obiettivo: mettere fine alle mutilazioni genitali femminili nell'arco di una generazione. Oggi questo obiettivo appare più vicino che mai", ha detto Cesare Ragaglini, l'Ambasciatore italiano all'Onu, uno dei protagonisti dell'impegno internazionale contro questa pratica. Ragaglini ha quindi definito la risoluzione uno "strumento potente" contro le resistenze ancore diffuse nel mondo per la messa al bando di tale pratica. "Spetta a noi ora sfruttarla nel modo più efficace", ha concluso.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), le mutilazioni genitali femminili riguardano tra 100 e 140 milioni di ragazze e donne in tutto il mondo e questa pratica ha raggiunto negli ultimi anni anche i Paesi occidentali, come conseguenza dei flussi migratori. 

Ci riguarda tutti da vicino non solo perché è odiosa e insensata, ma anche perché i flussi migratori l'hanno portata nei nostri confini. Nel 2009 il ministero delle Pari Opportunità ha stimato che in Italia c'erano 35.000 bambine vittime delle mutilazioni.
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