Come disfare la banalità del male

  • Sabato, 27 Gennaio 2018 10:43 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Banalità del maleGuido Caldiron, Il Manifesto
27 gennaio 2018

"Memoria, consapevolezza, responsabilità". Nel tracciare le coordinate del suo lavoro come direttore del Museo-Memoriale di Auschwitz-Birkenau, creato dove esisteva il più grande campo di sterminio industrializzato del Terzo Reich, ma un luogo assurto anche a tragico simbolo dell’intera barbarie nazista, lo storico polacco Piotr M. A. Cywinski non ha mai avuto dubbi.

Anna Frank, l'oblio dalla parte del vincente

  • Mercoledì, 25 Ottobre 2017 07:28 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Salvador Dalì, La persistenza della memoriaEnzo Collotti, Il Manifesto
25 ottobre 2017

La vicenda che in questi giorni chiama in causa Anna Frank ha più risvolti.
Da una parte mira a banalizzare e a infrangere un simbolo, quello che al di là di ogni lettura critica, è diventato l'emblema della Shoah; dall'altra, impone una riflessione approfondita sulle radici di una incultura che consente di sfidare impunemente la sacralità di una memoria che sintetizza un mondo di valori che pensavamo fosse ormai diventato patrimonio dell'intera società.

Netanyahu, Hitler e i terroristi

  • Giovedì, 22 Ottobre 2015 08:28 ,
  • Pubblicato in Il Commento
AssurdoZvi Schuldiner, Il Manifesto
22 ottobre 2015

E' molto difficile trasmettere all'esterno il clima nel quale stiamo vivendo in Israele: la disintegrazione del tessuto democratico, la crescita galoppante del razzismo, nessun miglioramento all'orizzonte...

"Questa non è la Shoah ma il Male può tornare"

  • Giovedì, 03 Settembre 2015 07:56 ,
  • Pubblicato in Flash news
la Repubblica
03 09 2015

"Numeri scritti sulle braccia dei migranti, vecchi e giovani, uomini donne e bambini? Devo davvero dirle - con tutte le differenze storiche tra allora,quando sopravvissi, e oggi - quali memorie queste notizie-shock da Praga evocano nel mio animo?".

Il professor Elie Wiesel, tra i massimi intellettuali della comunità ebraica mondiale, premio Nobel per la pace, risponde scosso eppure insieme freddo e lucido nell'analisi.

Professor Wiesel, come sa la polizia cèca ha cominciato a scrivere numeri d`identificazione e registrazione sulle braccia dei migranti che in treno o altrimenti passano per il territorio cèco diretti in Germania o Austria. Che ne dice?
«Davvero succede questo? Sta scherzando? Dio, la mia prima reazione è lo shock assoluto, quasi a citare papa Wojtyla, che definì il nazismo e la Shoah il Male assoluto. M`intenda bene, la Shoah non è paragonabile a nessun altro crimine nella storia dell`umanità. Però apprendendo quelle notizie da Praga confermate da Mlada Fronta Dnes (autorevole quotidiano cèco, ndr) mi chiedo: ma perché mai lo fanno? E perché mai lo fanno ancora proprio in Europa?». ...
Profughi marchiati come fossero bestiame al macello, secondo un triste rituale burocratico che evoca gli anni atroci in cui si tatuavano i deportati nei campi di sterminio nazisti.
Pietro Del Re, la Repubblica ...

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