×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Nel covo di comunisti, femministe e "parassiti sociali" Anders Ericsson arriva a piedi. A Sodermalm, l'ex quartiere popolare di Stoccolma diventato la culla di artisti, intellettuali e vita notturna, lui, nato e cresciuto nel sobborgo di Huddinge, non ci viene quasi mai. ...

Stragi nazifasciste senza colpevoli

  • Sabato, 28 Giugno 2014 14:45 ,
  • Pubblicato in Il Ricordo
L'Unità
27 giugno 2014

Stragi nazifasciste, una lunga scia di sangue innocente che punteggò l'occupazione tedesca in Italia tra l'estate del 1943 e il maggio 1945, con epicentro nel 1944 in Toscana. Solo furore? O anche metodo nella follia, cioè strategia? ...

La Stampa
17 06 2014

Il bellissimo Hostal de San Marcos di León, il primo esempio di architettura rinascimentale spagnola innalzato nel XVI secolo per ospitare i pellegrini del Cammino di Santiago, è uno dei 94 hotel della rete statale Paradores. Peccato però che sia stato per 4 anni, dal ’36 al ’40, uno dei più duri lager del sanguinario dittatore Francisco Franco. La webcam della catena alberghiera, che enumera le meraviglie architettoniche dell’Hostal, dedica solo una riga al fatto che fu un campo di concentramento in cui furono torturati la bellezza di 7 mila democratici che appoggiavano il governo della II Repúbblica ( ’31-’39), abbattuta dal “Caudillo” con il suo golpe del ’36.

L’Hostal funziona dal ’64 e nessuno aveva mai avuto niente da ridire, benché nel 2011, premier il socialista José Luis Rodríguez Zapatero, il professor di Storia Contenporanea della Università di León avesse pubblicato il libro “Carceri e campi di concentramento della Castilla-León”, in cui si rivelava che nella zona che adesso occupa il lussuoso albergo da 5 stelle vennero imprigionati e torturati gli antifranchisti ( e pure che vi venne incarcerato il nonno di Zapatero, nativo della città di León, prima di essere fucilato).

Il vergognoso black-out però è stato infranto da un tedesco, Wilfried Stuckmann, che insieme alla moglie vi ha alloggiato per la scorsa Pasqua. Il turista ha scoperto, vicino al chiostro, una piccolo cartello in cui, in 12 righe, si ricorda la tragedia che occorse nell’edificio, cosi come che i morti ammazzati nella provincia di León allo stragismo franchista, e prima detenuti nell’Hostal, sono stati ben 3 mila.

Lo sdegno di aver dormito ed alloggiato in un lager ha spinto il signor Stuckmann ha scrivere una lettera di protesta presso un noto portale turistico, sostenendo che mai avrebbe prenotato se avesse saputo la sinistra storia. La lettera non esce, l’ostinato democratico insiste con pignoleria teutonica e un giorno si vede recapitare, nel suo conto corrente, i 390 euro che gli sono costate le due notti. Ma la più che giusta protesta non è mai uscita sul web.

L’antifranchista germanico non sapeva cosa fare dei soldi, così è entrato in Internet ed ha donato il denaro alla più che meritoria Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica ( Armh), che da anni cerca di recuperare e dar sepoltura alle 100 mila vittime della tirannia del Caudillo che ancora giacciono, come cani, nelle fosse comuni sparse per mezza Spagna. E la rete statale Paradores ed il portale turistico? Fanno gli gnorri e continuano a riempire l’Hostal. Business is business, alla faccia delle vittime. “Credo che l’Hostal dovrebbe essere un monumento commemorativo, non un hotel”, commenta scandalizzato Stuckmanm.

L'Unità
14 05 2014

“Io mi chiamo Alice Pasquini, dipingo per strada e penso che non sto facendo niente di male”. Impossibile non essere d’accordo con la giovane artista dal cognome irresistibile (una fortuita coincidenza, ndr), una firma sempre più visibile sui muri di tutto il mondo, e di Roma, sua città natale, alla quale ha dedicato un murale sulla liberazione dal nazifascismo

In Ungheria avanzano i nazisti

  • Giovedì, 10 Aprile 2014 08:38 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
10 04 2014

Le elezioni di domenica scorsa oltre alla tenuta del partito di maggioranza "Fidesz" hanno segnato anche un altro avveninento di rilievo, ovvero il radicamento nella politica nazionale del gruppo di estrema destra "Jobbik", uno dei più radicali d'Europa. La formazione, che è fortemente appoggiata dal Fronte Nazionale francese e il Partito della Libertà austriaco, ha ottenuto il 20,54 % piazzandosi al terzo posto dietro "Fidesz" e l'alleanza della sinistra. È salito di 3,5 punti percentuali rispetto al 2010, quando aveva partecipato per la prima volta alle elezioni parlamentari e questo successo viene raggiunto mentre il partito conservatore del primo ministro Viktor Orban partito ha sutito una lieve flessione.

Una delle ragioni di questo risultato sta nel fatto che da quattro anni "Jobbik" rosicchia il terreno politico al gruppo di maggioranza con il proprio nazionalismo, col populismo, l'impegno proclamato per promuovere i valori cristiani e la costante drammatizzazione dei conflitti con l'Unione europea. Ma soprattuto "Jobbik" che appena sei mesi fa veniva dato in declino, "ha quasi raddoppiato in due mesi il numero dei suoi sostenitori grazie alla sua campagna elettorale", osserva l'esperto Zoltan Miklosi.

A giudizio dell'analista Kornelia Magyar, dell'istituto "Progressiv", "Jobbik", sfrutta la delusione di moti sostenitori "Fidesz" ed anche catturato gran parte del voto di protesta che sarebbe chiaramente legato al fallimento della sinistra. La signora Magyar dice che l'estrema destra ha approfittato soprattutto delle tensioni con la minoranza rom nel nord-est del paese d: "Le soluzioni offerte dalla sinistra non hanno vinto, a differenza di quelle di Jobbik e c'è poi un terzo elemento che spiega il successo nazionale dell'estrema destra: gli estremisti non hanno solo ha confermato il loro potere a est raggiungendo il 30% in alcuni distretti, ma hanno anche migliorato il loro consenso altrove, con l'eccezione della capitale Budapest e di alcuni centri urbani.

La chiave finale di questo successo sta nella "ripulitura" che il partito ha dato alla sua immagine lo scorso anno. Lo stile dei manifesti della campagna 2014 è stato diverso dal marziale bianco e nero lì quattro anni con l'inseriento di giovani professionisti come candidati sorridenti sullo sfondo di fiori bianchi. Sul versante degli degli slogan "Non si può fermare il futuro "ha sostituito "l'Ungheria per gli ungheresi". Il programma del partito continua a stigmatizzare la più grande comunità rom europea con quasi il 10 % della popolazione.

Jobbik chiede di stabilire una categoria di reati "in genere commessi da minoranze etniche" e promette anche centri di detenzione speciali per i "devianti" rom . La creazione di un gendarmeria rurale è un'altra proposta del partito che nel 2007 aveva dato vita a una milizia battezzata "Guardia ungherese" e bandita due anni più tardi dopo aver organizzato marce di intimidazione nei quartieri rom. Se "Jobbik" respinge l'accusa di antisemitismo, non ha esitato a febbraio per organizzare un incontro a Esztergom, nel nord-ovest del paese, in una vecchia sinagoga.

Secondo Kristof Domina, presidente dell'Istituto "Athena", un osservatorio dei movimenti estremisti in Ungheria, quello è stato un messaggio all'ala più estrema partito. Un membro di "Jobbik" aveva sostenuto nel 2012 e la costituzione di un" elenco di parlamentari ebrei" sostenendo che essi potessero rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale. "Nello stesso anno, un altro aveva detto a un sito francese che gli ungheresi erano" vittime di una cospirazione ebraica per colonizzare il loro paese e rubare le loro risorse".

facebook