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La Repubblica
29 11 2013

Ventotto anni, skinhead milanese, Luigi Celeste era stato a condannato a nove anni per aver ucciso il padre. La linea di abbigliamento è quella del gruppo che organizzò la festa per il compleanno di Hitler

di PAOLO BERIZZI

Uccidi tuo padre. Gli hai rovesciato addosso l’intero caricatore di una Beretta 7.65. Ti arrestano e ti condannano a nove anni. Esci dal carcere e, riconquistata la libertà, i naziskin ti scelgono come modello per vendere t-shirt online. È la parabola di Luigi Celeste, 28 anni, skinhead del Lorenteggio a Milano. Fisico palestrato, un tatuaggio sulla gola con la scritta vendetta, un passato tra risse e aggressioni fino al parricidio: è la sera del 20 febbraio 2008. Adesso i bicipiti di Celeste, scolpiti e istoriati con simboli runici e fasci littori, sono esibiti in bella mostra sulla pagina Facebook della Comunità militante dei dodici raggi.
 
Chi sono i Do.Ra.? Sono i naziskin varesini che lo scorso 20 aprile a Malnate hanno organizzato una festa per celebrare il compleanno di Adolf Hitler, un maxiraduno (denunciato da Repubblica) al quale hanno preso parte centinaia di camerati provenienti da tutta Europa. Per pubblicizzare sul web la nuova linea di abbigliamento — magliette e canotte in vendita nella sede di Caidate — ai Do.Ra. occorreva un modello, come dire, esemplare. E la scelta è caduta su Celeste, il camerata assurto alle cronache per l’omicidio del padre al termine di una violenta lite. Nelle immagini postate sul social network lo skin milanese è inconfondibile, nonostante gli abbiano “tagliato” il volto.

La scritta vendetta, le braccia tatuate, la stessa posa muscolare sfoggiata nelle fotografie pubblicate da Celeste sul suo profilo Fb. A commentare la “performance” da neomodello, sempre sul social, è intervenuto Fabio Carlini, skinhead ferrarese già condannato (associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione razziale, etnica e religiosa) assieme a Alessandro Limido, il capo dei Do.Ra. Ma ripercorriamo ora la storia e il curriculum di Luigi Celeste, partendo dalla maledetta notte del 20 febbraio di cinque anni fa. All’epoca venticinquenne, ha appena finito di scontare un anno e quattro mesi di detenzione per un agguato (il 7 agosto del 2004) ai “rossi” del centro sociale Conchetta, sul Naviglio Pavese (un frequentatore venne ferito gravemente).

Nell’appartamento dei Celeste in via dei Gigli, al Lorenteggio, scoppia l’ennesima lite tra Luigi e il padre Francesco, anche lui pregiudicato. Quando a 51 anni Francesco era uscito di galera (condannato a dieci anni e mezzo per la sparatoria con dei carabinieri dopo l’assalto a un supermercato), aveva trovato a casa il figlio, agli arresti domiciliari. Rapporti sempre più tesi. In mezzo, la madre di Luigi. La lite, dunque. Celeste, accecato dalla rabbia, apre il fuoco contro il padre: sette colpi. Alla scena assiste la madre, è lei che chiama i carabinieri. Lo skinhead tenta la fuga, ma dopo un’ora finisce in manette. Un militare lo chiama al cellulare. «Dimmi dove sei. Fermati. Ti stiamo venendo a prendere». «Ok, venite a prendermi. Quella pistola l’avevo comprata per difendere mia madre», sussurra lui a un brigadiere.

Celeste, che ha sempre sostenuto di avere agito per mettere fine a una serie di soprusi del padre nei confronti della madre, viene condannano a nove anni di carcere. Il parricidio arriva a suggellare una lunga scia di risse e aggressioni, ricostruita dall’Osservatorio democratico sulle nuove destre. A Bergamo il 1° agosto 2004: tre accoltellati. L’agguato sui Navigli e ancora a Milano, il 9 aprile 2005, contro un gruppo di punk in Porta Ticinese. Pestaggi “politici”: neri contro rossi, agguati e vendette a colpi di spranghe, tirapugni e coltelli. Celeste è sempre in mezzo. Quando nel 2008 lo portano in carcere per l’assassinio del padre, sui siti dell’estrema destra lombarda i camerati gli tributano attestati di solidarietà e di vicinanza.

In questi cinque anni molto è cambiato nella scena skinhead milanese: i gruppi storici hanno perso un po’ di smalto. Continua a vivere la Skinhouse di Bollate, certo, ma in Lombardia il vero laboratorio dei militanti neonazisti si è spostato nel Varesotto. Nei nuovi equilibri dei gruppi e dei movimenti “neri”, la Comunità militante dei dodici raggi conquista posizioni. Adesioni in crescita, collegamenti coi principali gruppi neonazi italiani ed europei. I Garrota sono l’emanazione musicale della comunità. I Do.Ra. organizzano concerti e raduni. Il prossimo è previsto per il 13 dicembre e si intitola “Skins 4 Skins”.

Nella provincia di Varese è ancora vivo il ricordo della festa Do.Ra. per Hitler del 20 aprile scorso: dopo le polemiche, e dopo la richiesta da parte del centrosinistra al consiglio comunale di assumere provvedimenti per vietare eventi di quel tipo in tutta la provincia, sui muri della sede del Pd di Varese comparvero delle svastiche. Era la risposta dei neonazi. Prima le scritte sui muri, adesso la campagna delle t shirt. Il salto di qualità è il modello parricida.

Modello Le Pen

  • Martedì, 19 Novembre 2013 12:05 ,
  • Pubblicato in L'Intervista
Chiara De Carolis, Left
16 novembre 2013

"Alle prossime elezioni europee l'estrema destra segnerà un'avanzata senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale". Parla Valerio Gentili, storico ed esperto di antifascismo.

La destra radicale italiana prova a unificarsi. Che ne pensa? ...

Stormfront nazismo sul web, perquisizioni in tutta Italia

Huffington Post
14 11 2013

Video antisemiti e post contro Saviano e il sindaco di Lampedusa.

Trentacinque perquisizioni nei confronti di altrettante persone sono state eseguite stamattina con l'operazione "stormfront ii" da polizia postale e digos di roma in 22 province italiane (tra cui Roma, Milano e Torino) su mandato della procura della capitale che indaga per identificare gli autori della diffusione in internet di idee fondate sull'odio razziale, etnico e di incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici.

In particolare l'attività investigativa è stata incentrata sull'identificazione degli autori della diffusione in rete, attraverso canali di condivisione video, di un filmato chiamato "il nemico occulto - un documentario sulla questione ebraica", realizzato da utenti della sezione italiana del forum "stormfront", dagli evidenti contenuti antisemiti che riproduce immagini finalizzate ad accusare gli ebrei della crisi economica mondiale, indicando alcuni di loro come titolari di ruoli apicali all'interno di banche ed altre istituzioni.

Nello stesso contesto sono stati condotti approfondimenti per risalire agli autori di "post" pubblicati sempre sul forum italiano stormfront, istigatori all'odio ed alla violenza per motivi razziali, etnici nazionali ed al contempo fortemente diffamatori nei confronti di alcuni personaggi pubblici, come il sindaco di Lampedusa Giuseppina Maria Nicolini, Carla di Veroli, già assessore alla politiche culturali, giovanili e pari opportunità di un municipio di Roma e lo scrittore Roberto Saviano.

I "post" sono stati pubblicati da utenti coperti nell'identità personale da pseudonimi, alcuni dei quali palesemente echeggianti una cultura della discriminazione.

A vederlo, nulla tradiva il suo reale lavoro. Come una vocazione nascosta, il mestiere di spia era celato con grazia. Sembrava un professore: il portamento elegante, la fronte alta, l'incedere distinto e l'eloquenza gentile. ...

La spia del Ghetto (Wladimiro Settimelli, L'Unità)

La tragedia del Ghetto ebraico di Roma, con il rastrellamento del 10 ottobre del 1943, ha riproposto all'attenzione di tutti il dolore, la sofferenza, il terrore e la morte di migliaia di persone portate via, verso le camere a gas, in una città incupita e sconvolta dall'occupazione e dalle scorribande quotidiane dei torturatori fascisti e nazisti. ...

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