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Fermarci è davvero impossibile

  • Martedì, 24 Febbraio 2015 14:14 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune-info
24 02 2015

Il commento di notav.info dopo la grande manifestazione di Torino.

Quando l’assemblea popolare di Torino scelse Torino come sede della manifestazione ci dicemmo che sarebbe stata una scommessa. Lasciare la Valle, con le certezze sulla partecipazione, era un rischio eppure il movimento ha dimostrato di avere ancora una volta coraggio quando è chiamato a fare delle scelte.

Abbiamo scelto Torino perché volevamo un corteo che lasciasse il segno, in risposta alle condanne del maxiprocesso, per chiedere la liberazione dei notav ancora in carcere e di dimostrazione di come saremmo ancora una volta ripartiti, perché è tornato il momento di non solo difenderci da arresti e condanne, ma di far capire a tutti perchè tanto accanimento nei nostri confronti.

E questo è stato, una manifestazione grande, veramente grande, che sotto una pioggia battente ha mostrato le facce di chi lotta, le fasce dei sindaci, le bandiere di tanti, il trenino con i bambini e gli anziani, i cartelli con i costi del tav, gli striscioni di solidarietà, la geografia resistente delle lotte per il territorio.

Mancavano i notav da Milano, bloccati prima alla stazione centrale, poi a Biella e infine a Porta Susa e poi dirottati a Porta nuova e fatti scendere a corteo finito. Un’assurdità targata Trenitalia e forze dell’ordine.

Anonymous nel frattempo manifestava a modo proprio mandando in tango down il sito del Cipe, del tribunale di Torino e del sen Esposito.

I sindaci della Valle hanno deliberato in piazza Castello davanti alla Regione, il no al tav e nei prossimi giorni invieranno la delibera a tutti i comuni italiani. Il movimento ha lanciato la campagna con #1metrodiTav e rilanciato verso il futuro. Non bastano le condanne, l’ennesima approvazione fuffa del Cipe, lo scavo al contrario da Chiomonte a Susa per far abbassare quelle bandiere.

La scommessa che avevamo fatto l’abbiamo vinta, ora lo diciamo con ancora più convinzione: fermarci è veramente impossibile!

Mai più scrittori alla sbarra

Rodney SmithFosse capitato a un altro scrittore, poeta, filosofo, scienziato di essere incriminato per la sua parola contraria, sarei andato al suo processo. Avrei voluto ascoltare gli argomenti della pubblica accusa e della parte civile, per sapere in che tempo e in che Paese mi trovo. Nell'aula 52 del Tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 c'era, fitta in piedi come in tram, una piccola folla di lettori.  
Erri De Luca, Il Fatto Quotidiano ...
Andrea Giambartolomei, Il Fatto Quotidiano
27 gennaio 2015

Pene da 250 euro di multa ai 4 anni e mezzo di reclusione. Dal pubblico si è levato grida come "Vergogna" e "Liberi tutti" poi alcune persone, tra cui gli imputati, hanno intonato "Bella ciao".Quarantasette condanne per un totale di circa 140 anni di carcere e sei assoluzioni. Si è chiuso così a Torino il maxi processo ai no tav per gli scontri del 2011 in Valle di Susa. La sentenza è stata letta dal giudice Quinto Bosio nell’aula bunker delle Vallette.

Contropiano
13 01 2015

Apprendiamo con sgomento la notizia che la Guardia Civil Spagnola ha proceduto stamane (ieri, ndr) all’arresto di sedici persone, fra cui dodici avvocati impegnati nella difesa dei militanti baschi; tre di loro addirittura sono stati arrestati a Madrid dove si trovavano per assistere i loro clienti nel processo che avrebbe dovuto aprirsi oggi davanti all’Audienzia Nacional.
All’indomani della grande manifestazione parigina con la quale si è voluto ribadire il no a ogni forma di violenza e censura della libertà di pensiero la risposta che arriva dalla Spagna non può che suscitare disappunto. Come può celebrarsi la libertà e al contempo negarsi la pratica non solo dei diriti civili e poltici, ma addirittura di uno dei capisaldi dello Stato di Diritto quale l’inviolabilità del diritto di difesa?
I popoli europei che hanno manifestato in questi giorni per scuotersi dalla barbarie dei tragici fatti parigini del 7 e 8 gennaio non chiedono il ritorno all’oscurantismo, ma anzi invocano il rispetto della libertà di pensiero come baluardo più efficace della democrazia.
Non è punendo ogni forma di disobbedienza, di opinione contraria, di agire politico contrario alla maggioranza che si potrà combattere il terrore.
Per queste ragioni, Noi avvocati da anni impegnati nella difesa degli attivisti NOTAV esprimiamo la nostra solidarietà a tutti gli avvocati baschi arrestati e incriminati dalla Giustizia Spagnola, proclamando che Gara (noi siamo) Arantxa Aparicio, Aiert Larrarte, Onintza Ostolaza, Ainhoa Baglieto, Atxarte Salvador, Kepa Manzisidor, Jaione Karrera, Ane Ituño, Amaia Izko, Haizea Ziluaga, Eukene Jauregi eta Alfonso Zenon.

avv. Alessio Ariotto
avv. Stefano Bertone
avv. Massimo Bongiovanni
avv. Valentina Colletta
avv. Emanuele D’amico
avv. Marco Melano
avv.Federico Milano
avv. Cristina Patrito
avv. Enzo Pellegrin
avv. Gianluca Vitale

Torino, 12 gennaio 2015

Il Fatto Quotidiano
08 01 2015

“Rivendico il diritto di adoperare il verbo sabotare come pare e piace alla lingua italiana. Il suo impiego non è ristretto al significato di danneggiamento materiale, come pretendono i pubblici ministeri in questo caso”. E’ esteso per esempio a “uno sciopero” o a “un ordine eseguito male” o un “ostruzionismo parlamentare”… Erri De Luca travasa in un pamphlet sulla libertà di parola il caso giudiziario che lo vede coinvolto per le sue dichiarazioni sulla lotta No Tav in Valsusa. O meglio sulla libertà di dire “La parola contraria“, titolo del libro pubblicato da Feltrinelli (64 pagine, 4 euro), in uscita il 14 gennaio (oggi in Francia). Il 28 gennaio lo scrittore napoletano, già capo del servizio d’ordine di Lotta continua a Roma fino al 1976, comparirà davanti al tribunale di Torino dopo il rinvio a giudizio per istigazione a delinquere.

la parola contraria-300 okLe frasi incriminate risalgono a un’intervista all’Huffington Post del primo settembre 2013, seguita alle dichiarazioni dell’allora procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli sugli intellettuali che “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Valsusa. “La Tav va sabotata”, replicava lo scrittore nell’intervista. “Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo”. Il riferimento era a due ragazzi fermati il giorno prima mentre trasportavano in macchina moltov, maschere antigas, fionde, chiodi e, appunto cesoie. Materiale, secondo gli investigatori, destinato ad azioni contro i cantiere della contestatissima linea ferroviaria ad alta velocità. E alla domanda sulla liceità di “sabotaggi e vandalismi”, De Luca rispondeva: “Sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile”. E ancora: “Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”. Da qui la denuncia alla Procura di Torino da parte della Ltf, la società italo-francese che gestisce l’opera, firmata dal direttore generale Marco Rettighieri.

Il tema è tornato recentemente alla ribalta con gli incendi alle centraline della linea ad alta velocità a Bologna il 23 dicembre, con conseguenti pesanti ritardi nella circolazione dei treni, un “salto di qualità” rispetto al danneggiamento di cantieri di una linea al momento inerte come quella della val Susa. Lo stesso Caselli è tornato a sottolineare, su Il Fatto Quotidiano del 27 dicembre, “le spregiudicate teorizzazioni secondo le quali i reati di sabotaggio contro il cantiere Tav di Chiomonte non sarebbero da condannare, ma anzi giustificabili e persino encomiabili”. Perché, rimarca il magistrato oggi in pensione, “tutti i reati sono da condannare”, a meno di non “piegarsi all’idea terribilmente berlusconiana di una giustizia à la carte“. Per concludere: con la “storia dei compagni che sbagliano abbiamo già dato negli anni Settanta”.

Così, nell’imminenza del processo, con “La parola contraria” Erri De Luca ripropone l’eterno dibattito sui confini della libertà d’opinione, sul discrimine tra legalità e protesta politica, sul rapporto tra intellettuali e movimenti. “Se dalla parola pubblica di uno scrittore seguono azioni, questo è un risultato ingovernabile e fuori dal suo controllo”, scrive De Luca, che nelle pagine del pamphlet mette in discussione il concetto stesso di “istigazione” alla base del reato che lo vede imputato, e che prevede pene da uno a cinque anni di reclusione. E anzi confessa l’aspirazione ad accomunarsi a George Orwell, che con il suo “Omaggio alla Catalogna” sugli anarchici nella guerra di Spagna “mi ha spostato la direzione della vita”. Questa è “l’istigazione alla quale aspiro”, nei confronti di una lotta, quella dei No Tav in Valsusa, “diffamata e repressa”. E nel contempo sfida i pm di Torino, Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, a dimostrare un nesso causale tre le sue dichiarazioni all’Huffington Post e concreti episodi di danneggiamento. Una petizione politica più che giuridica, dato che secondo il codice penale la contestazione dell’istigazione a delinquere non richiede che qualcuno sia poi passato effettivamente all’azione.

“Dopo la fabbricazione dei fazzoletti di carta le persone si sono soffiate il naso. E prima?”, ironizza De Luca, che fa altrettanto sulla rediviva accusa di essere un “cattivo maestro”, rivendicando al contrario il suo passato scolastico da “cattivo allievo”. “Se avessi inteso il verbo sabotare in senso di danneggiamento materiale, dopo averlo detto sarei andato a farlo”. Nell’aula del tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 “non sarà in discussione la libertà di parola”, conclude. “Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo”.

Mario Portanova

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