Marta Camposana è una giovane che ha accolto l'invito del movimento No Tav in Val di Susa e il 19 luglio scorso ha dato voce alla sua protesta. Dal suo racconto apprendiamo che ha subito cariche indiscriminate e violente operate dalla Polizia contro i/le manifestanti, di notte e in mezzo ai boschi; ha respirato lacrimogeni caricati con gas venefici; è stata fermata e picchiata violentemente; e mentre due poliziotti la stavano già portando via un terzo le ha tirato una manganellata in viso rompendole il labbro (sei punti esterni e due interni). Inoltre gli agenti le hanno palpeggiato il seno e l'hanno toccata in mezzo alle gambe. ...

Il NoTav paura non ne ha!

  • Lunedì, 29 Luglio 2013 13:44 ,
  • Pubblicato in Flash news
No Tav
29 07 2013

Aggiornamento ore 11.30: Le camionette e i blindati che si erano posizionati nel pressi del campeggio di Venaus sono andati via. Intanto è stata annunciata una conferenza stampa alle ore 16 di oggi, presso la Comunità Montana a Bussoleno. Una conferenza alla quale prenderanno parte, tra gli altri, il presidente della comunità montana Sandro Plano e il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano. Nel frattempo, giungono notizie più dettagliate rispetto alle perquisizioni di questa mattina. Per il momento risultano essere state perquisite e indagate un totale di 12 persone, tutte del comitato di Lotta popolare di Bussoleno: Luca di Bruzolo, Giulia, Martina, Lorenzo e William di Bussoleno, Andrea di Mompantero, mentre Rubina, Davide, Mattia B, Ruben, Dana, Mattia M. sono residenti a Torino.

Alcune considerazioni con Nicoletta Dosio (Radio Onda d’Urto)

Ascolta la diretta con Dana, NoTav che ha subito la perquisizione (Radio Onda d’Urto)
 
Se il buongiorno si vede dal mattino…

ORA TIRANO FUORI “TERRORISMO E EVERSIONE”!

Decine di perquisizioni sono in corso da questa mattina in Val Susa e a Torino ai danni di divers* compagn* del Comitato di Lotta Popolare. Perquisiti anche i locali dell’Osteria La Credenza di Bussoleno. Un luogo di ritrovo e aggregazione conosciuto e frequentato da centinaia di persone (notav e non solo) viene di fatto additato come luogo di oscure trame… Perché l’articolo indicato nei mandati che accompagnano l’ennesima “operazione” targata Padalino & co. sono il 280 comma 1 n.3 cp e 10 e 121. 497/74, quello che indica “l’attentato con finalità terroristica e di eversione”.

CREI reati contestati farebbero riferimento alla sera del 10 luglio, quando, tra molte altre iniziative, si verificò anche un’iniziativa al cantiere di Chiomonte, con taglio di reti.
Nei mandati si legge la volontà di ritrovare nelle case degli indagati [citiamo a braccio] “materiale esplosivo, contundente, atto al taglio di recinzioni e supporti audio-visivi e digitali che permettano il riconoscimento di eventuali complici”. Come al solito sono stati sequestrati compiuter e altri dispositivi tecnologici di comunicazione. Così commenta ironico uno dei compagni perquisiti: “cercavano armi, si son presi computer e I-Phone”…

Ma aldilà delle battute, si profila un salto di qualità nell’operato dei Pm con l’elmetto. Non fanno arresti o misure disciplinari ma, quatti quatti, iniziano a far trapelare la possibilità di nuove maxi-inchieste con imputazioni gravissime che, anche in assenza di prove, possono permettere lunghe detenzioni cautelari. Evidentemnte, non gli basta la figura di merda fatta con gli arresti della scorsa settimana (già tradotti ai domiciliari) e continuano a puntare in alto, verso la madre di tutte le imputazioni che Magistrati di questo calibro sognano proprinare alle lotte sociali e ai movimenti, specie quando questi non abbassano la testa!

Questo ennesimo atto intimidatorio – vera e propria provocazione – non deve lasciarci indifferenti e necessita una risposta determinata e corale del movimento, in difesa di quest* compagn* e di un luogo di aggregazione che è di tutti i Notav…

L'appuntamento è a Giaglione, oggi alle 14. Dal campo sportivo partirà la marcia popolare fino a Chiomonte. Per scandire ancora una volta "il No a un'opera inutile e dannosa". E intanto continua la campagna #senonconmartaquando, in solidarietà con Marta Camposano, che ha denunciato molestie sessuali da parte delle forze dell'ordine durante il fermo a Chiomonte. ...

Se Non Con Marta Quando? Se toccano una toccano tutte!

  • Venerdì, 26 Luglio 2013 08:30 ,
  • Pubblicato in Flash news
Abbatto i muri
26 07 2013

Quanti soldi spende lo Stato (cioè noi) per pagare polizie, armi, manganelli, mezzi, lacrimogeni, repressione, che poi ci si rivolta contro? Capitoli di spesa? In nome di chi? In nome di quali “emergenze” sociali se poi tutto ciò si ripercuote contro le persone più precarie? Quanto spendiamo per dare man forte a chi poi va a sostenere uno sfratto, a respingere un migrante, a manganellare una compagna in piazza mentre rivendica il diritto alla casa, al lavoro, al reddito, all’istruzione, alla sanità, alla salvaguardia del territorio in cui vive…

Si fanno tagli per sottrarci scuola pubblica, sanità pubblica, beni che ci sono necessari ma non mi risulta che si taglino mai le spese in direzione di giustizia e difesa (militare). Com’è possibile che poi, anche se questa gente la paghiamo noi, non ci riesce mai di licenziarla? Perché mai quelli che hanno percosso e fatto male a Genova nel G8 2001 sono stati promossi o comunque stanno ancora lì? Voi paghereste lo stipendio ad uno che vi ha picchiato, limitato, represso, fatto male? E perché mai?

Dopodiché chi usa la polizia per proteggere proprietà deposita i propri capitali all’estero e dunque in definitiva la gente come noi paga la security a tutela di proprietà e business di imprese, ricconi e potenti che per l’appunto si tutelano da chi chiede diritti, riconoscimenti, condizioni di lavoro più umano, no speculazioni sui territori, no disastri ambientali da chi arriva, distrugge per arricchirsi e dietro di se’ lascia solo macerie, no prevaricazioni, furti, l’imposizione di una economia che se ne frega di chiunque. Vale a dire che si “tutelano” da noi.

Le Donne No Tav a proposito delle ultime vicende e degli abusi subiti nella notte del venerdì 19 luglio, con un lungo comunicato [LEGGI] chiedono:

Per Marta e i feriti della Val Susa esigiamo giustizia.

Per le donne violate esigiamo rispetto. Se il carnefice è pagato dallo Stato ne esigiamo di più.

Io a parte questo vorrei anche sapere quanto paghiamo queste persone che per essere finanziate si servono di un perenne marketing istituzionale giocato sulla nostra pelle (anche).

Quanti soldi finanziano attività militari, per esempio, in nome della difesa delle donne? Di quali donne?

Le Donne NoTav hanno attivato l’iniziativa Se Non Con Marta Quando. Se toccano una toccano tutte.

Marta scrive delle cose e domani sarà sentita in Procura (con presidio convocato annesso per darle solidarietà).

Per partecipare all’iniziativa fate come lei (o lui) e postate la foto QUI.

InfoAut
23 07 2013

Questa mattina si è svolta l'udienza di convalida per gli arresti dei notav avvenuti durante gli scontri del 19 luglio nei pressi del ponte della Clarea.

Il giudice si è riservato di decidere sulla convalida o meno degli arresti. Da notare come i pm Padalino e Rinaudo, mastini fedeli della questura e di Caselli, durante l'udienza di convalida di questa mattina siano stati oltre modo eccitati nel riportare le accuse che secondo loro vedono imputati i notav arrestati.

Durante lo svolgimento dell'udienza gli avvocati hanno potuto vedere per la prima volta i propri assistiti. Ciò che riportano sono informazioni che rispecchiano in tutto l'operato violento delle forze dell'ordine avvenuto durante il fermo dei notav. Le denunce riportate dai legali parlano di violenze subite dai no tav durante i fermi, già denunciate da Marta durante la conferenza stampa, e di un generale atteggiamento criminoso e vendicativo perpetuato dalle forze dell'ordine.

Le violenze ai danni dei notav sono continuate anche dopo il fermo, tanto da richiedere poi l'intervento da parte di medici, avvenuto solo ed esclusivamente in questura. Tutti i notav riportano grosse ferite alla testa, costole fratturate e nasi rotti.

L'unico a non aver ricevuto le dovute cure mediche è stato Ennio Donato, il cui legale riporta gli siano state rifiutate ripetutamente le necessarie cure sia durante il fermo in questura sia nel carcere delle vallete dove si trova insieme agli altri notav arrestati. Continua quindi l'assurdo accanimento di procura e questura nei confronti degli arrestati, in modo particolare quello riservato ad Ennio, militante notav che dallo sgombero di Venaus del 2005 si batte a fianco del movimento con determinazione e generosità. Grave questo tipo di atteggiamento che tende ad intimorire personalmente ma porta con sé anche tutto il disprezzo che si ha nei confronti di un movimento popolare che da anni lotta e mette in difficoltà il ceto politico che vede nel Tav una grande opportunità di profitto.

Un comportamento schifoso che fa il paio con il sequestro dei registri del Pronto Soccorso dell'ospedale di Susa effettuato venerdì notte dalla Questura di Torino con l'intento di denunciare chi è andato a farsi ricoverare. Questa è la Polizia italiana...
 
Ennio, Luke, Marcello, Piero, Matthias, Gabriele, Alberto liberi tutti!
 
Continuiamo a scrivere agli arrestati!
 
Alberto DE STEFANIS
Ennio Edoardo DONATO
Gabriele TOMASI
Luke MOLINA
Marcello BOTTE
Matthias MORETTI
Piero ROSSI

Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno”
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10151 TORINO

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