Sud discriminato persino nelle carceri: più reclusi

carceriPersino nelle carceri il Mezzogiorno si scopre separato dal resto d'Italia. Tra i dati forniti nell'ultimo rapporto di Antigone, presentato ieri, questo è un motivo di allarme in parte imprevisto.
Errico Novi, Cronache del Garantista ...

Razzismo quotidiano: un’altra aggressione in Puglia

  • Giovedì, 30 Luglio 2015 14:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache di ordinario razzismo
30 07 2015

Un’altra aggressione razzista. Ancora una volta in Puglia, nel leccese.

“Sto venendo per squartarlo a quel porco straniero”: con questo sms un 45enne emiliano da tempo residente a Lecce avrebbe annunciato alla sorella l’aggressione che stava per compiere, ai danni del fidanzato di lei, un cittadino rumeno. Una relazione che il fratello non tollerava, e contro cui scagliava da tempo insulti e offese razziste. Fino a martedì scorso, quando si è recato presso l’abitazione della coppia con un coltello da cucina di 26 centimetri.

Solo la prontezza di riflessi della vittima ha impedito il peggio: l’uomo è fuggito lungo via Taranto, incontrando i carabinieri che intanto erano stati avvertiti dalla donna. L’intervento delle forze dell’ordine ha portato all‘arresto dell’aggressore, il quale, chiuso dentro l’abitazione con il proprio pitbull – precedentemente aizzato contro la vittima – continuava a urlare: “Tanto quando esco dalla questura lo voglio sventrare!”.

Ieri abbiamo dato notizia di due aggressioni razziste, una a Bari e una a Novara. Ventiquattro ore prima ne abbiamo riportato un’altra, nel leccese. Oggi, questa. Un bollettino da brividi, una fotografia preoccupante della realtà quotidiana.

la Repubblica
30 07 2015

In tredici anni, dal 2000 al 2013, l'Italia è stato il Paese che e' cresciuto meno, +20,6% rispetto al +37,3% dell'area Euro a 18, addirittura meno della Grecia, che ha segnato +24% quale effetto della forte crescita negli anni pre crisi, che è riuscita ad attenuare in parte il crollo successivo. Questa la fotografia scattata da Svimez nelle anticipazioni del Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2015, che sottolinea come la situazione e' decisamente più critica al Sud, che cresce nel periodo in questione la metà della Grecia, +13%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell'Europa a 28 (+53,6%).

Una situazione che Svimez fotografa così: "Il Sud è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l'assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all'area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente". Un quadro che preoccupa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il quale "non possiamo abbandonare giovani e Meridione".

Prodotto, la forbice si amplia. Il divario del Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud è tornato ai livelli del secolo scorso, dettaglia ancora il rapporto Svimez. In particolare, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 63,9% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi. Recentemente, uno studio di Confindustria aveva mostrato che il Mezzogiorno offre segnali di ripresa, dal calo della cassa integrazione al recupero dell'occupazione, ma aveva anche aggiunto che bisognerà aspettare il 2025 (assumendo per altro una crescita in linea con il resto del Paese) per recuperare i 50 miliardi di Prodotto interno dispersi negli anni della recessione.

Allarme lavoro e consumi. Tornando ai dati Svimez, resta comunque un allarme sul fronte del lavoro: "Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat". Al Sud, inoltre, lavora solo una donna su cinque. Nel 2014, a fronte di un tasso di occupazione femminile medio del 64% nell'Europa a 28 in età 35-64 anni, il Mezzogiorno è fermo al 35,6 per cento. Dal rapporto emerge poi che i consumi delle famiglie meridionali sono ancora scesi, arrivando a ridursi nel 2014 dello 0,4%, a fronte di un aumento del +0,6% nelle regioni del Centro-Nord. Qui si è registrato un recupero dei consumi di beni durevoli, con un aumento delle spese per vestiario e calzature (+0,3%) e di altri "beni e servizi", categoria che racchiude i servizi per la cura della persona e le spese per l'istruzione (+0,9%). In crescita nel centro-nord anche i consumi alimentari (+1%), a fronte della contrazione del mezzogiorno (-0,3%). In generale, nel 2014 i consumi pro capite delle famiglie del mezzogiorno sono stati pari al 67% di quelli del Centro-Nord.

Rischio povertà. In Italia negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà, nel 2013 in Italia vi era esposto il 18% della popolazione, ma con forti differenze territoriali: 1 su 10 al Centro-Nord, 1 su 3 al Sud. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). La povertà assoluta è aumentata al Sud rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord. Nel periodo 2011-2014 al sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute di oltre 190 mila nuclei in entrambe le ripartizioni, passando da 511 mila a 704 mila al Sud e da 570 mila a 766 mila al Centro-Nord.

Desertificazione industriale. Nel 2014 a livello nazionale il valore aggiunto del manifatturiero è diminuito dello 0,4% rispetto al 2013, quale media tra il -0,1% del Centro-Nord e il -2,7% del Sud. Un valore ben diverso dalla media della Ue a 28 (+1,6%), con la Germania a +2,1% e la Gran Bretagna a +2,8%. In calo anche l'industria in senso stretto: -0,7% al Centro-Nord, -3,6% al Sud. Complessivamente, negli anni 2008-2014 il valore aggiunto del settore manifatturiero è crollato in Italia del 16,7% contro una flessione dell'Area Euro del -3,9%. A pesare, ancora una volta, soprattutto il Mezzogiorno: dal 2008 al 2014 il settore manifatturiero al Sud ha perso il 34,8% del proprio Prodotto, e ha più che dimezzato gli investimenti (-59,3%). La crisi non è stata altrettanto profonda nel Centro-Nord, dove la diminuzione è stata meno della metà, -13,7% del prodotto manifatturiero e circa un terzo negli investimenti (-17%).

Non si fanno più figli. Oltre al tessuto economico, preoccupa la situazione demografica: "Nel 2014 al Sud si
sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l'Unità d'Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili", sono le parole del rapporto.

Terremoto L'Aquila. Arresti per sfruttamento manodopera

  • Giovedì, 30 Luglio 2015 09:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Dazebao News
30 07 2015

Dalle prime ore del mattino i carabinieri del comando provinciale di L'Aquila, insieme ai reparti territoriali competenti, hanno eseguito una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di una associazione per delinquere, composta da soggetti residenti in Abruzzo e Romania, operante nel settore della ricostruzione post-sisma.

L'indagine transnazionale, denominata 'social dumping' e coordinata dalla procura distrettuale presso il tribunale di L'Aquila, ha messo in luce un'organizzazione dedita al reclutamento e allo sfruttamento di flussi di manodopera provenienti dall'est Europa. Per la prima volta a L'Aquila, nello scenario della sua difficile e sofferta ripresa, e' stato contestato agli arrestati anche il reato di autoriciclaggio, recentemente introdotto. I dettagli dell'operazione saranno illustrati dal capo della procura distrettuale antimafia, Fausto Cardella, nel corso di conferenza stampa che si terra' presso il Tribunale di L'Aquila (sede di Bazzano) aula C alle 11.

Le persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'attivita' denominata 'social dumping sono: Antonio D'Errico detto 'Tonino' 59 anni, residente a Tortoreto (Teramo); Nicolae Otescu detto 'Nico' di 46 anni, cittadino romeno residente a Lugoj (Romania); Francesco Salvatore di 56 anni di Pettorano sul Gizio (L'Aquila), residente a Sulmona; Panfilo Di Meo di 52 anni di Sulmona; Giancarlo Di Bartolomeo di 49 anni di Teramo; Massimo Di Donato di 63 anni, anche lui di Teramo. Tra le diverse misure cautelati adottate, il Gip del Tribunale dell'Aquila, Guendalina Buccella ha disposto per gli ultimi quattro la detenzione per soli due mesi. Successivamente, la misura prevede i domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
Infine disposto anche il divieto di esercitare l'attivita' imprenditoriale.

 

Corriere della Sera
24 07 2015

L’esplosione nella ditta di fuochi pirotecnici Bruscella a Modugno, in provincia di Bari, ha provocato quattro morti e almeno sei feriti, alcuni dei quali gravi. Dopo la prima più violenta esplosione, a quanto sembra un furgone è saltato in aria per primo, ne sono seguite altre, avvertite anche a diversi chilometri di distanza. Mentre una colonna di fumo si è alzata in cielo. Sul posto stanno intervenendo carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118 con ambulanze. Le fiamme, peraltro, sono divampate anche oltre l’area dello stabilimento e hanno raggiunto una vicina pineta.

Sul posto sono intervenuti uomini dei vigili del fuoco, dei carabinieri e personale del servizio di emergenza 118. I soccorsi sono ancora in corso e sono molto difficoltosi. Il titolare della ditta è tra i feriti ed è stato trasportato all’ospedale San Paolo di Bari. Dei sei feriti, uno è in gravi condizioni. L’area della fabbrica è ancora interessata da piccoli focolai. Abitualmente in fabbrica lavora una decina di persone. La fabbrica si trova poco fuori dell’abitato di Modugno, in direzione di Bitritto, ed è in una zona di campagna circondata da un boschetto che ha preso fuoco in seguito all’esplosione. Sul posto, oltre alle squadre dei vigili del fuoco al lavoro da terra, sono arrivati anche due Canadair. Secondo una prima ricostruzione, ad esplodere per primo sarebbe stato un furgone e successivamente la deflagrazione si sarebbe estesa a tutta la fabbrica.

Carmen Carbonara

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