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Il nuovo confine del diritto d'amare

  • Giovedì, 12 Maggio 2016 09:47 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Keith Haring, AmoreMichela Marzano, La Repubblica
12 maggio 2016

Dopo trent'anni di attese, silenzi, smarrimenti e voltafaccia, anche in Italia, oggi, abbiamo finalmente una legge sulle unioni civili. Colmando così un incomprensibile vuoto normativo.

Il Fatto Quotidiano
18 06 2015

Le foto ritraggono un bel ragazzo nero che sorride, in piedi mentre tiene una formazione alla lavagna e poi seduto, in atteggiamento rilassato, mentre lei, bianca e più attempata, è ritratta insieme ai suoi cani nella prima immagine e nella seconda ride di gusto vicino ad persona mascherata.

I nomi non dicono nulla in Italia, ma stanno rimbalzando, con la loro storia, nei media internazionali: Omar Currie e Meg Goodhand sono, rispettivamente, maestro elementare e vicepreside, ora disoccupati, della scuola Efland-Cheeks nella Carolina del Nord, Stati Uniti.

Il motivo per il quale hanno rassegnato le dimissioni è questo: in seguito ad un episodio di bullismo in una classe, dove alcuni bambini (siamo alle elementari) avevano chiamato ‘gay’ (e non si trattava di un complimento) un loro compagno, ritenuto dai poco più che lattanti poco virile, il maestro Omar, dopo aver chiesto consiglio alla collega vicepreside, decideva di leggere in classe una fiaba illustrata dal titolo King e King, disegnata e scritta da Linda De Haan e Stern Nijhand, olandesi.

Nella fiaba si racconta di un principe che cerca moglie e che invece, folgorato da Cupido mentre gli presentano varie aspiranti principesse, sposerà il fratello di una di queste.

L’iniziativa ha riscosso l’approvazione di una parte dei genitori, ma un’altra parte si è risentita, motivando il disappunto con il fatto che i bambini non sarebbero stati pronti ad una svolta così ‘brutale’ nella visione della vita e delle relazioni che evidentemente stavano tranquillamente assumendo in famiglia.

Bene dare del gay con disprezzo ad un compagno, male scoprire che l’amore può prendere altre strade e fregarsene del (presunto) destino dettato tra tradizioni, religioni, abitudini e stereotipi sessisti e omofobi.

Così quella scuola ha perso due persone intelligenti, coraggiose e preziose, quei bambini e bambine la possibilità di crescere apprezzando le differenze, e quegli adulti, mamme e papà rispettabili convinti che l’unica normalità sia la loro, dormiranno il sonno dei giusti. Tutto al suo posto.

In previsione dei Pride italiani a luglio in Italia questa storia, certamente non unica, aiuta a capire che, se non si opera in modo capillare e urgente con la formazione antisessista e antiomofoba a scuola e fuori dalla scuola, ma anche con leggi che sanciscano diritti di cittadinanza e uguaglianza per tutte le famiglie, il rischio di riprodurre nella società mentalità, visioni e comportamenti violenti è altissimo.

A Omar e Meg tutta la nostra comprensione e simpatia, nell’auspicio che trovino presto un’altra scuola dove portare civiltà ed empatìa.

Monica Lanfranco

Keith HaringLa questione della donazione del sangue da parte delle cosiddette categorie "a rischio" prima fra tutte quelle degli omosessuali uomini, è vecchia e risale ai primi protocolli che dagli Stati Uniti e poi in Europa furono decisi dopo lo scoppio dell'epidemia nei primi anni '80. Il dibattito è tutt'altro che chiuso così come ci ricorda la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea rispetto a un ricorso presentato contro l'attuale normativa vigente in Francia.
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