La cultura di pace oggi è minoritaria

  • Mercoledì, 18 Novembre 2015 12:30 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
PacifismoGuido Viale, Il Manifesto
18 novembre 2015

La guerra non è fatta solo di armi, eserciti, fronti, distruzione o morte. Comporta anche militarizzazione della società, sospensione dello stato di diritto, cambio radicale di abitudini, milioni di profughi, comparsa di "quinte colonne" e, viva iddio, migliaia di disertori e disfattisti, amici della pace. ...

La Repubblica
05 11 2013

MESSINA - Il sindaco pacifista Renato Accorinti non rinuncia al suo credo neanche il giorno della Festa delle Forze Armate. E dopo aver inneggiato al disarmo ed al ripudio della guerra, sventola una bandiera della pace sotto gli occhi delle più alte autorità militari cittadine. Alcuni secondi di stupore finchè il generale Ugo Zottin, comandante della divisione Culqualber dei carabinieri, ha lasciato la piazza visibilmente indignato. A ruota lo ha seguito il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Stefano Spagnol ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Accorinti ha preso la parola dopo la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti. Il sindaco ha ricordato che la Costituzione recita che l’Italia ripudia la guerra e invece continuiamo a finanziare la corsa agli armamenti. Oltre 20 miliardi in tre anni –ha detto Accorinti - mentre sottraiamo risorse per le spese sociali, beni culturali e sicurezza. Io stesso ogni giorno ho dietro la porta tanta gente che vive sotto la soglia di povertà e non posso dare risposte per mancanza di soldi. Questa amministrazione dice sì al disarmo e dichiara no a tutte le guerre mentre la Sicilia rischia di diventare una portaerei del Mediterraneo”. Poi Accorinti ha estratto dalla tasca una bandiera della pace e ha iniziato sbandierarla sotto gli occhi dei presenti.


E’ stato a questo punto che il generale Zottin ha lasciato piazza Unione Europea mentre scoppiava la bagarre fra sostenitori ed oppositori del sindaco. Anche la Digos è dovuta intervenire per placare gli animi più esagitati. "Il sindaco Accorinti dovrebbe scusarsi pubblicamente con la cittadinanza messinese per una provocazione demenziale e inopportuna, che offende le Forze Armate e la memoria di quanti, anche nostri concittadini, sono morti per la pace in Italia e nelle missioni internazionali". Così il ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione Gianpiero D'Alia commenta il gesto del sindaco. "Alle Forze armate, giustamente indignate per questo comportamento - aggiunge il ministro centrista - va la nostra solidarietà e gratitudine. Essere sindaco non significa fare l'attivista di una minoranza, per quanto rispettabile, ma rappresentare tutti i cittadini e il sentimento di un'intera comunità. Oggi Accorinti non l'ha fatto".

Contro la guerra, invasa base Dal Molin

  • Mercoledì, 04 Settembre 2013 13:37 ,
  • Pubblicato in Flash news

Nodalmolin.it
04 09 2013

Duecento attivisti del Presidio Permanente NoDalMolin sono entrati a mezzogiorno all’interno della nuova base Usa al Dal Molin dopo aver tagliato alcune centiaia di metri di recinzione. Una volta all’interno, hanno piantato bandiere e uno striscione con scritto "Stop war in Siria".

L’iniziativa è una risposta concreta e diretta contro l’ipotesi dell’ennesima guerra umanitaria, questa volta in Siria, che non porterebbe altro che nuovi lutti e distruzioni. In questo senso l’Italia è - volente o nolente - ancora una volta in prima linea, grazie alle sue basi militari piegata ai desideri statunitensi e territorio a disposizione dei militari a stelle e strisce.

La manifestazione si inserisce nella campagna contro le servitù militari lanciata dal Presidio Permanente NoDalMolin dopo l’inaugurazione della nuova basa Usa a Vicenza. Già lo scorso giugno centinaia di attivisti avevano violato un’altra installazione militare, site Pluto. "Fino a quando gli statunitensi avranno un piede a Vicenza - promettono i NoDalMolin - continueremo a violare le base militari presenti nel nostro territorio: Vicenza libera dalle servitù militari non è uno slogan, è una pratica".

Sabato, intanto, è in programma una nuova manifestazione che partirà dal Festival NoDalMolin alle 15.30 e raggiungerà, ancora una volta, l’area del Dal Molin. "Essere contro la guerra - hanno concluso i NoDalMolin - significa battersi contro le basi in tutti i territori, come fanno i NoMuos in Sicilia e come abbiamo condiviso, con movimenti di tutto il mondo, domenica scorsa durante la global conference internazionale".

"Via via che l'appoggio internazionale alla decisione di Obama di attaccare la Siria è venuto meno, insieme alla credibilità di quanto affermato dal governo, si è ricorso a un tipico pretesto per giustificare i crimini di guerra: la credibilità delle minacce di chi si è autonominato il gendarme del mondo". ...

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