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Parigi, 1922: diario intimo di uno scandalo

La storia de La Garconne - al centro del più grande scandalo letterario degli anni Venti - è in tal senso emblematica. Col tempo, il romanzo è stato dimenticato, come il suo autore, mentre la parola "garconne" neologismo che designava la protagonista e le donne emancipate come lei - è entrata nella lingua francese, e nell'uso comune (per indicare il taglio di capelli à la garconne).
Melania Mazzucco, La Repubblica ...

La Francia e il coprifuoco per i tredicenni

La 27 Ora
17 07 2014

A cominciare da ieri sera, i ragazzini di età inferiore ai 13 anni sorpresi per strada a Suresnes (a Nord-ovest di Parigi) tra le 23 e le 6 del mattino saranno fermati, riportati a casa e la multa — oltre che la ramanzina — sarà riservata ai genitori. Lo ha deciso il sindaco Ump (centrodestra) Christian Dupuy, dopo che l’anno scorso una banda di adolescenti appassionati di petardi aveva finito con il dare fuoco a una villetta.

Con l’estate in Francia arriva la stagione del coprifuoco per i ragazzini. Il primo a deciderlo quest’anno è stato il sindaco di Béziers, Robert Menard, eletto con i voti del Front National. Quando a maggio Menard ha emanato la sua ordinanza sull’ordine pubblico, è stato accusato di riflesso autoritario, di scegliere una misura liberticida e repressiva come primo atto del suo mandato. «Sono sciocchezze alle quali possono credere giusto quattro bobo parigini», ha detto subito Menard.

I «bobo » sono una categoria importante nel dibattito socio-politico francese: li ha identificati e descritti il columnist del New York Times, David Brooks, in un libro di ormai 14 anni fa che descriveva il tipo umano del «bourgeois bohème », il borghese (quasi sempre parigino) con il portafoglio a destra e il cuore a sinistra, facoltoso e integrato nel sistema economico ma affezionato alle parole d’ordine e ai valori della sinistra alternativa e ecologista. Il termine «bobo » ha avuto una fortuna straordinaria in Francia come versione aggiornata di «radical chic», usato quasi quotidianamente dagli esponenti del Front National per denunciare l’ipocrisia e il conformismo politicamente corretto delle élite parigine.

La Lega dei diritti dell’uomo si è opposta in tribunale contro l’ordinanza di Menard, ma nel frattempo decine di altre piccole città di tutta la Francia — governata da sindaci di destra, centro e pure sinistra — hanno adottato misure analoghe. Florent Montillot, vicesindaco centrista di Orléans, ha decretato il coprifuoco per i minori già dal 2001. «Fa parte di un’iniziativa globale che punta a sottrarre i bambini e giovani adolescenti alla scuola della strada per restituirli all’educazione dei genitori e della scuola — dice al Figaro —. Si raccolgono i bambini che vagano per strada nella notte con l’obiettivo di responsabilizzare i genitori, e poi seguire i ragazzini a scuola durante l’anno».

Il coprifuoco per i bambini e adolescenti — il limite di età varia dai 13 ai 16 anni — fa parte delle invenzioni americane che i francesi adorano detestare ma alla fine adottano, come McDonald’s (la Francia è il secondo mercato mondiale, dopo gli Stati Uniti, ndr ). Inaugurata una ventina di anni fa, la politica del coprifuoco per ridurre la delinquenza giovanile ha attraversato negli Usa diverse fasi, dall’entusiasmo iniziale alla disillusione per mancanza di risultati quantificabili all’abbandono per mancanza di fondi. Ma in questi giorni viene rilanciata a Baltimora, una delle città della costa Est dove più alta è la criminalità giovanile, per provare a ridurre gli atti di teppismo.

Al di qua dell’Atlantico, molte città francesi fanno lo stesso. Provano a combattere la «cultura della strada» decantata in tante canzoni rap francesi, e ribadiscono il principio che il posto dei bambini e dei pre-adolescenti, la notte, è a casa. Sébastien Pietrasanta è stato il primo sindaco socialista a instaurare il coprifuoco per i minori di 18 anni a Asnières-sur-Seine, alle porte di Parigi, assieme al collega comunista del comune vicino di Gennevilliers. «Lo abbiamo fatto nel 2011 in un contesto particolare, un ragazzo era stato ucciso e c’erano state violenze di strada. Io credo che non si debba essere ideologici. Il coprifuoco è una misura di destra, dicono. Perché, è normale che un ragazzino vagabondi per strada dopo le 10 di sera? Io non ho esitato a convocare i genitori per dirgliene quattro».

Stefano Montefiori

Sarà la prima guida "rosa" della capitale. Origini andaluse e anti-franchiste, 54 anni è riuscita a unire anche comunisti e verdi con quella sua aria da secchiona - la definiscono "studiosa", "discreta", talvolta "modesta" - Anne Hidalgo ha imparato solo recentemente a usare Twitter per la comunicazione politica. ...
Hollande sta battendo dei record di impopolarità, il governo ha deluso. La sinistra teme soprattutto l'astensione, l'indifferenza degli elettori, al 6% più mobilitati a destra che a sinistra. ...

Corriere della Sera
20 03 2014

Quattro bambini tra i 2 mesi e i sei anni segregati in una stanza fin dalla nascita. È l’agghiacciante scoperta effettuata dalla polizia francese a La Courneuve, nel dipartimento Seine-Saint-Denis, a nord di Parigi.

Mai usciti di casa

Nello scorso mese di febbraio, secondo quanto racconta l’emittente radiofonica francese Rtl, una 27enne d’origine origine indiana si è presentata in ospedale con il più piccolo dei figli. Il bambino di 2 mesi era in pessime condizioni di salute, e i medici hanno segnalato il caso ai servizi sociali. Così sono stati scoperti gli altri tre bambini, di 2, 5 e 6 anni, in condizioni terribili: denutriti, vivevano all’interno di una sola stanza, con come unico arredamento dei materassi. I due più grandi erano a malapena capaci di camminare e parlare, e non sono mai stati visitati da medici. Secondo gli inquirenti non sono mai usciti dall’appartamento.

Stato di fermo

La madre e il marito - un 33enne suo connazionale - sono stati posti in stato di fermo. Si sarebbero giustificati sostenendo di non credere nella medicina, e di avere avuto l’intenzione di mandare i figli a scuola solo quando avrebbero imparato a camminare. Disoccupati, secondo alcune fonti ricevevano comunque dei sussidi per i bambini. I due maggiori, probabilmente affetti da autismo, sono stati affidati a un istituto specializzato, mentre i due minori sono al momento affidati a due famiglie.

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