"Noi figli unici, iperconnessi e spesso esclusi"

Bambini-FragiliE' la categoria delle promesse mancate. [...] Eppure il futuro è lì, in quella classe di dieci milioni di cittadini che in Italia non ha ancora compiuto diciotto anni. [...] La tutela materiale ma anche quella dei loro sogni devono perciò diventare finalmente una priorità per il nostro Paese.
Alessia Guerrieri, Avvenire ...

Tra chi ha perso tutto e non sogna più niente

Grecia-Crisi
Anche in Grecia Lambros ha perso tutto, il lavoro in un albergo (fallito) e la casa. E non é il solo in un Paese con 2 milioni e mezzo di disoccupati, il 27 per cento. Molti hanno perso il lavoro e sanno che non lo ritroveranno piú. Il 50 per cento dei giovani vive sulle spalle di famiglie dai bilanci disastrati, il 33,7 di loro non lavorano e non studiano. Chi può si arrangia lavorando in nero, il 30 per cento. Chi non ha neppure quello ingrossa le fila di quel 44 per cento di greci a rischio povertà totale.
Enrico Fierro, Il Fatto Quotidiano ...

Un minore su sette in povertà assoluta

povertàSembra un bollettino di guerra, ma è la situazione dell'infanzia nel nostro Paese. Un bambino su sette nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta. Uno su 20 assiste a violenze domestiche.
Alessandro Beltrami, Avvenire ...

Scalo merci. Campi profughi nelle stazioni

  • Venerdì, 12 Giugno 2015 07:37 ,
  • Pubblicato in La Denuncia
Migranti alla Stazione TiburtinaVito Torre, Il Manifesto
12 giugno 2015

Finché hanno potuto hanno cercato rifugio nel parcheggio dei pullman antistante la stazione Tiburina a Roma, un po' d'ombra sotto i pochi alberi, cartoni stesi sull'asfalto dove da giorni dormono uomini, donne e bambini provenienti da Eritrea e Etiopia. Abbandonati a loro stessi senza neanche una baracca dove andare da quando, a maggio, è stato sgomberata la baraccopoli di Ponte Mammolo.
Una scena simile a quella che da giorni si vede anche all'interno della stazione centrale di Milano, dove sono accampate altre centinaia di profughi eritrei e somali.
fame-mondoUna "strategia virtuosa" che oggi molti Stati imitano. Ma allo stesso tempo, dicono le agenzie dell'Onu, oltre l'80 per cento delle persone a maggior insicurezza alimentare nel mondo vive in paesi soggetti a disastri naturali e con un forte degrado ambientale. Peggio: entro il 2050 la fame e la malnutrizione infantile potrebbero aumentare fino al 20 per cento a causa dei disastri causati dal cambiamento climatico. [...] I disastri ambientali aumentano insicurezza alimentare e malnutrizione, ma colpiscono prevalentemente le fasce più povere. Le comunità più vulnerabili non riescono a fronteggiare i disastri. E restano intrappolare nella povertà e nella fame.
Roberto Giovannini, La Stampa ...

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