Banca mondiale, grandi opere e diritti umani

  • Mercoledì, 03 Giugno 2015 07:23 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Banca mondiale e grandi opereLuca Manes, Zeroviolenza
3 giugno 2015

All'estero ha avuto una eco notevole ed è stata coperta in maniera più che adeguata dagli organi di stampa, mentre in Italia in pochissimi l'hanno ripresa. Ed è un peccato, perché l'inchiesta condotta dall'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) in collaborazione con diverse testate internazionali ha squarciato definitivamente il velo sulle politiche e sulle azioni condotte dalla principale istituzione di sviluppo del Pianeta, la Banca mondiale.

FameFrancesca Lazzarato, Il Manifesto
31 maggio 2015

Per­ché, sot­to­li­nea Mar­tín Capar­rós autore de La Fame, la vera madre degli affa­mati non è la povertà di molti, ma l'eccessiva e onni­po­tente ric­chezza di pochi, coloro che ogni tanto get­tano un sacco di grano ("il vec­chio trucco della carità") a milioni di per­sone inu­tili per­fino come mano d'opera a buon mer­cato: "i super­flui, quelli di troppo", gli effetti col­la­te­rali, i resi­dui che il capi­ta­li­smo si lascia die­tro: d'altronde, un geno­ci­dio troppo espli­cito non riu­sci­rebbe bene in televisione. ...

 

Ci voleva un articolo dell'Economist (A tale of two economies, Un racconto di due economie) per certificare quello che questa rubrica va ripetendo da quando è nata: come il Nord avanza (as the north limps ahead), il Sud frana (the south swoons). Con questo dando credito al lavoro scientifico prodotto dalla Svimez che puntualmente misura i termini del divario crescente. I numeri presi in prestito dal settimanale inglese per svolgere la sua inchiesta sono i seguenti: 13 % di contrazione del reddito nelle otto regioni meridionali dall'inizio della crisi a oggi contro il 7% della restante parte del Paese; 70% dei nuovi disoccupati; 40% di partecipazione al lavoro contro il 64 del nord; 33% in campo femminile dove si fa peggio della Grecia; raddoppio del tasso di povertà assoluta (ora al 12,6%), basso tasso di natalità, massiccia emigrazione dei giovani più istruiti.
Alfonso Ruffo, Il Sole 24 Ore ...
diseguaglianzaL'1% più ricco della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta (definita come la somma degli asset finanziari e non finanziari, meno le passività), praticamente il triplo rispetto al 40% più povero, che detiene solo il 4,9%. Questa è la fotografia della distribuzione della ricchezza nel Belpaese secondo lo studio diffuso ieri dall'Ocse. In poche parole, se vogliamo tradurla in numeri assoluti, circa 600 mila famiglie italiane (la crème dei ricchi) detengono un patrimonio pari a tre volte quello detenuto da 24 milioni di persone (la fascia più povera). La crisi ha contribuito ad aumentare le differenze, ad aprire la forbice tra ricchi e poveri.
Il Manifesto ...
Il loro nemico si chiama F come Fame, effe maiuscola. I loro occhi raccontano la crisi mortale di un pezzo di umanità che l'Occidente si ostina a non voler guardare, dove la sopravvivenza è appesa ad un pugno di miglio e a un sorso d'acqua potabile. [...] "Sbagliato usare una fiera del business per discutere della tragedia di un miliardo di persone estreme. [...] Di fronte ad una tale vergogna le strade sono due: o il silenzio o la denuncia".
Maria Novella De Luca, La Repubblica ...

facebook