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Cadono come foglie, sotto un sole terrificante, per meno di 5 euro all'ora. Il terzo bracciante morto in pochi giorni nelle campagne pugliesi si chiama Zakaria Ben Hassine.
Tommaso Rodano, Il Fatto Quotidiano ...

la Repubblica
06 08 2015

Aveva cominciato il suo turno alle cinque del mattino, poi, poco dopo le 13, aveva finito la sua giornata di lavoro e aveva deciso di prendere un caffè alla macchinetta posizionata in azienda. All’improvviso, però, è stato colto da malore e si è accasciato sul pavimento. E’ morto così un cittadino tunisino di 52 anni, residente a Fasano.

L’ennesima tragedia del lavoro nei campi, questa volta, arriva da Polignano. La vittima era impiegato, con un regolare contratto di lavoro (secondo quanto emerge dai primi accertamenti dei carabinieri), in un’azienda agricola specializzata nella produzione e commercializzazione dell’uva. L’uomo, per ben otto ore, hanno raccontato ai carabinieri della compagnia di Monopoli i suoi compagni di lavoro, sotto il sole, aveva caricato le cassette dell’uva su uno dei tir che avrebbe dovuto lasciare l’azienda.

Nessuno ha saputo dire quando il cittadino tunisino abbia cominciato a sentirsi male. Soltanto un’altra bracciante ha notato che, poco dopo l’una, il collega ha lasciato la zona per il carico della merce, per andare alla macchinetta che distribuisce bevande e caffè. E’ stato un attimo: l’uomo è stato colto da malore ed è caduto a terra. La donna ha chiesto aiuto. Qualcuno ha chiamato il 118, ma per il cittadino tunisino non c’era più nulla da fare.

Era già morto. Il caso è stato denunciato ai carabinieri. Sono stati quest’ultimi a segnalare il decesso dell’uomo al magistrato di turno Grazia Errede che ha deciso di disporre l’autopsia. Un atto dovuto per capire se il malore e quindi il decesso potesse essere evitato o se invece siano riconducibili alle condizioni di lavoro, particolarmente pesanti per i lavoratori agricoli anche e soprattutto per le alte temperature di questi giorni.

I carabinieri escludono che la vittima lavorasse in nero, ma sono in corso accertamenti per capire se il contratto, con il quale il cittadino è stato reclutato nell’azienda, sia regolare. L’uomo da anni in Italia viveva a Fasano con la moglie e i quattro figli. Si tratta del terzo caso in pochi giorni dopo i due decessi ad Andria e a Nardò.

Gabriella De Matteis

Dalla vigna al cimitero: Paola, morta per 27 euro

  • Mercoledì, 05 Agosto 2015 11:16 ,
  • Pubblicato in La Denuncia
Caporalato in agricolturaTiziana Colluto, Il Fatto Quotidiano
4 agosto 2015

Nessuna indagine né proteste per il decesso avvenuto in silenzio il 13 luglio. Per Paola Clemente non c'è stata alcuna indagine. Né un'autopsia. [...] "È diventata subito un fantasma, senza che la notizia trapelasse per settimane. ...

Dalla vigna al cimitero: Paola, morta per 27 euro

Nessuna indagine né proteste per il decesso avvenuto in silenzio il 13 luglio. Per Paola Clemente non c'è stata alcuna indagine. Né un'autopsia. [...] "È diventata subito un fantasma, senza che la notizia trapelasse per settimane.
Tiziana Colluto, Il Fatto Quotidiano ...

Xylella, è tempo di cambiare strategia

  • Martedì, 28 Luglio 2015 11:56 ,
  • Pubblicato in Flash news

Micro Mega
28 07 2015

Il fenomeno di disseccamento coinvolgeva certamente numerosi esemplari di ulivo, ma necessitava di un approccio scientifico molto più rigoroso e aperto a una pluralità di pareri scientifici già esistenti, quelli (non meno autorevoli) non in linea con la scienza istituzionale che invece aveva sempre sostenuto essere il taglio l’unica barriera al diffondersi del batterio.

L’allerta partita dalle Autorità Italiane si è rivelata esagerata e non corrispondente alla realtà dei fatti, sia per la diagnosi affrettata del fenomeno che per la sua reale estensione geografica. Tale allerta ha fatto scattare il piano di quarantena europeo ed è apparsa talmente sospetta al punto tale da far scattare le indagini della magistratura.

Numerosi studi e ricerche, che vanno in favore di un più attento esame del fenomeno e che trovano importantissime conferme nelle sperimentazioni effettuate con successo, puntano il dito contro la necessità di tagliare gli alberi con la conseguente richiesta di indennizzi economici.

Appare quindi fondamentale come in questo momento sia necessario sgomberare il campo da un errore di metodologia visto che la Xylella è stata riscontrata in un irrisorio numero di piante e che non si è propagata oltre le stesse piante sulle quali è stata accertata. Essa ha reagito positivamente alle cure messe in atto dai diversi istituti e centri di ricerca e alle buone pratiche agronomiche, che si sono rivelate un eccellente strumento di contrasto al disseccamento.

La Puglia ha sofferto pesantemente delle misure di quarantena e dell’embargo al commercio delle piante, e sono numerosi gli operatori sul campo, i ricercatori, i centri di sperimentazione, che credono che sia arrivato il momento di una importante modifica della strategia.

Il cambio di amministrazione alla Regione Puglia rappresenta la condizione ideale per l’elaborazione di un nuovo paradigma e di una nuova metodologia per gestire al meglio la questione Xyella. La necessità prima è quella di rinegoziare la decisione comunitaria dopo aver mostrato a Bruxelles gli effetti positivi delle cure alternative.

L’azione del Governo, fino al momento, ha comportato una condanna dell’agricoltura e del commercio salentini, perché l’allarme che ne è derivato ha indirizzato le decisioni comunitarie verso il taglio e le eradicazioni. Si è condannata la Puglia e il suo patrimonio in assenza di conclamate prove scientifiche.

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