Quegli occhi curiosi dei bimbi Rom a Scutari

  • Lunedì, 12 Ottobre 2015 08:46 ,
  • Pubblicato in Flash news
La Gazzetta del Mezzogiorno
12 10 2015

Nord Albania. C`è un muro grigio chesepara due mondi: da un lato palazzimoderni con una splendida vista suidue fiumi Buda e Drina che si unisconoper il grande lago di Scutari e dall`altro il campoRom. Siamo a Scutari, in Albania, al confine con ilMontenegro dove la presenza di comunità nomadiè alta. ...

Paolo Comentale

Gli anarchici ai fornelli con i rom

  • Sabato, 05 Settembre 2015 10:14 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Libertà, coscienza e anarchiaAngelo Mastrandrea, Il Manifesto
5 settembre 2015

Per preparare la ricotta di Appleby basta poco: un litro di latte intero, possibilmente appena munto, una manciata di fiori di sambuco, un cucchiaino di caglio e di zucchero. ...

Cronache di ordinario razzismo
07 08 2015

L’Università degli Studi di Verona attiverà nell’A.A. 2015-2016 il Master universitario di I livello in “Studi rom per il contrasto all’antiziganismo”. Il Master, che avrà una durata annuale con frequenza biennale part-time (da gennaio 2016 a settembre 2017), per un totale di 60 cfu, è organizzato dal Centro di Ricerche Etnografiche e di Antropologia applicata “Francesca Cappelletto” (CREAa). Il CREAa opera a livello locale, nazionale ed europeo; è un Centro di eccellenza in Italia per le ricerche sulle società e culture rom e per gli studi sull’antiziganismo.

Da anni presso il CREAa è attivo il “Seminario avanzato di Studi culturali rom”, che riunisce ogni anno ricercatrici e ricercatori rom e non-rom a livello internazionale. Il Master offre una formazione specifica a personale che già opera, o opererà, in ambiti in cui è importante la presenza/partecipazione/rapporti di/con Rom e Sinti: scuola e altri servizi educativi, servizi sociali, servizi socio-sanitari, volontariato sociale, amministrazioni pubbliche, aziende pubbliche e private; parrocchie; associazioni culturali; giornalismo; istituzioni di sicurezza pubblica; servizi giudiziari, partiti politici, organizzazioni sindacali. Il Master propone anche una formazione specifica a giovani Rom e Sinti impegnati in associazioni di tutela dei diritti umani, sociali e culturali. Per questo, il Master prevede due binari formativi strettamente collegati:

1. sviluppa conoscenze antropologiche sulla storia, società, letteratura e lingua di Rom e Sinti in vista della valorizzazione del loro patrimonio culturale;

2. offre conoscenze sulla storia, la psicologia, la politica e la pratica dell’antiziganismo in vista di una sua decostruzione ragionata e critica e della costruzione di competenze antropologiche, psicologiche e giuridiche per contrastarlo.

ll Master può essere speso come valore aggiunto per coprire varie cariche di responsabilità in enti pubblici e privati per interventi su/per/fra/con i Rom e i Sinti.

L’antiziganismo è una delle forme più diffuse del razzismo europeo contemporaneo, anche se resta una delle meno consapevoli e delle meno studiate, e nel nostro Paese esso è particolarmente virulento. Riteniamo, pertanto, che l’istituzione di un Master in Studi rom per il contrasto all’antiziganismo, unico nel suo genere nel panorama universitario italiano ed europeo, possa essere di ampia utilità sociale e professionale.

Clicca qui per scaricare il pieghevole e la locandina del Master.

Per informazioni sul percorso formativo e didattico:
Dr. Eva Rizzin, PhD
Ricercatrice CREAa
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Dr. Suzana Jovanović
Ricercatrice CREAa
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Dr. Stefania Pontrandolfo, PhD
Ricercatrice CREAa
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Rom e roghi, e l’odio da “smaltire”

  • Mercoledì, 05 Agosto 2015 12:00 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache di ordinario razzismo
05 08 2015

“Da anni in Italia, a causa anche della speculazione politica degli ‘imprenditori della paura’, ciclicamente si promuovono campagne mediatiche di criminalizzazione di immigrati, richiedenti asilo e Rom, generando anche vere e proprie persecuzioni o deportazioni”: lo scrivono i membri del Comitato No Inceneritore, nato da un’assemblea di piazza l’11 settembre 2013, e che da allora si batte per contrastare la costruzione dell’inceneritore a Giugliano. Nell’ultimo periodo, si è reso protagonista anche di un intervento deciso sulla vicenda dei roghi tossici. E proprio in merito a questo, il Comitato ha scelto di intervenire, denunciando una “vera e propria caccia all’uomo nei riguardi degli immigrati richiedenti asilo politico e delle popolazioni Rom”, purtroppo alimentata anche da alcune dichiarazioni rilasciate da alcuni politici locali.

Il 29 luglio, a poco meno di una settimana dal rogo sviluppatosi nell’ex discarica Resit, si registra l’ennesimo incendio, questa volta divampato proprio a ridosso del campo rom “Sette”, nella zona industriale del comune. Sono in corso numerose indagini per far luce sui numerosi roghi che negli ultimi tempi stanno interessando l’area del Giuglianese. “Il clima di intolleranza verso i Rom, alimentato dalle facili ‘soluzioni finali’ che nulla risolvono, si limita a chiedersi: “chi brucia questi rifiuti”? Ciò che scompare da questo ragionamento – scrivono i membri del Comitato – è l’intero sistema di produzione locale e non, che smaltisce in maniera illegale gli scarti della produzione, che risparmia sui costi, che inquina il nostro territorio e, per occultare le proprie colpe, paga la mano di chi per primo respira quei fumi tossici: pneumatici, cuoio, solventi, rifiuti ospedalieri non sono prodotti dai Rom ma dalle nostre ‘rispettabilissime’ aziende col marchio locale! Se non ci fossero commesse e non ci fossero rifiuti da smaltire illegalmente, cosa brucerebbero i Rom, magari nei pressi dei loro stessi accampamenti? La catena di responsabilità dello smaltimento illegale dei rifiuti, grazie al capro espiatorio Rom, si interrompe garantendo immunità ed impunità a chi produce i rifiuti e li sversa illecitamente. Il Rom diventa un catalizzatore di interesse, contro cui concentrare tutti gli attacchi, spostando l’attenzione dalle origini vere dei problemi. Inoltre, la ‘colpa collettiva’ che si attribuisce ai Rom per il semplice fatto di essere tali (a prescindere dai reati che ogni singola persona commette o meno), consente di creare due ‘comunità': ‘noi’, bravi, puliti e civilizzati e ‘loro’, brutti, sporchi e cattivi, dimenticando anche che le condizioni inumane in cui vivono (i ‘campi’) non sono un’invenzione dei Rom ma della pubblica amministrazione italiana!”. Ci sembra una coraggiosa presa di posizione. Da sostenere e divulgare.

Marino: “Roma sovraffollata di rifugiati e rom”

  • Mercoledì, 05 Agosto 2015 07:53 ,
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05 08 2015

E' stato ascoltato questa mattina alla Camera Ignazio Marino. Il sindaco di Roma ha riferito di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti denunciando la percentuale troppo alta di rifugiati e richiedenti asilo in città, che però rappresenterebbero meno dello 0,3% della popolazione totale.

E' stato ascoltato questa mattina alla Camera Ignazio Marino. Il sindaco di Roma ha riferito di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti. "A Roma c'è un sovraffollamento – di immigrati e rifugiati – è la seconda città d'Italia per l'accoglienza, ma non può accogliere il 18-20 per cento delle persone che arrivano nel nostro Paese. Non abbiamo le risorse". Così il primo cittadino della Capitale ha lanciato l'allarme sui numeri troppo alti dell'accoglienza, per poi mostrare anche preoccupazione per eventuali emergenze sanitarie: "Ho sollevato i miei timori per i migranti che vengono da luoghi dove proliferano ceppi della tubercolosi resistenti agli antibiotici. Sono stato rassicurato perché ci sono cinque livelli di controlli".

Il sindaco insomma chiede una più equa distribuzione dell'accoglienza. Nel Lazio sono accolti in tutto il 13% dei rifugiati e dei richiedenti asilo su scala nazionale, parliamo di poco più di 8mila persone (dati aprile 2015) su tutto il Lazio, che se fossero concentrate a Roma rappresenterebbero appena lo 0,3% della popolazione rapportati ai numeri dell'ultimo censimento del 2012 che parla di 2.627.000 di persone residenti a Roma.

Ma Marino ha lanciato l'allarme anche per la presenza troppo alta di rom che sarebbe "molto elevata, superiamo largamente le ottomila presenze". E sulla promessa di chiudere i campi nomadi, condannati anche dalla giustizia europea, chiarisce: "Sono d'accordo che si debba superare il sistema dei campi, ma la maggioranza della popolazione romana ha una fortissima resistenza ad offrire loro la possibilità di avere case popolari". "Riusciamo a portare a scuola il 50 per cento dei bambini dei campi con i pulmini del Comune – ha aggiunto -, ma meno del 20 per cento frequentano regolarmente". "È una sfida culturale che il sindaco e la Giunta non possono vincere da soli – ha aggiunto -. I campi temporanei sono lì da 20 anni e sono raddoppiati".

Contesta le dichiarazioni di Marino Carlo Stasolla dell'Associazione 21 luglio: "Quella del sindaco è pura disinformazione. Il numero dei rom a Roma è in linea con i numeri a livello nazionale e in relazione alla popolazione è molto vicino a quello di Milano, Torino e Napoli".

Valerio Renzi

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