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Paese Sera
04 03 2014

In otto mesi la politica della nuova amministrazione sulla questione rom non è ancora chiara. Proseguono gli sgomberi e i "villaggi attrezzati" sono ancora sovraffollati. Oggi l'associazione 21 luglio ha presentato "Senza luce", uno studio sulla "Best House Rom" di via Visso dove vivono circa 360 persone di cui 200 sono minori SCARICA IL RAPPORTO

Forse è un po’ presto per fare bilanci, ma l’impressione è che dopo otto mesi di governo la giunta Marino sulla questione rom non sembra avere le idee chiare. E il cambio di passo rispetto alle politiche di Alemanno annunciato più volte dall’assessora alle Politiche sociali Rita Cutini almeno finora non si vede. Gli sgomberi forzati (17 dall’insediamento del primo cittadino) e la mancata proposta di alternative abitative “dignitose” continuano a essere le soluzioni messe in atto dall’amministrazione capitolina. Con i “campi attrezzati” in sovraffollamento, gli insediamenti informali che dopo gli sgomberi si spostano di qualche metro e le strutture di accoglienza inadeguate e segreganti.

IL RAPPORTO “SENZA LUCE” - Come la “Best House Rom”, il centro in via Visso raccontato oggi all’Ordine dei giornalisti in via Parigi nel rapporto “Senza luce” dell’associazione 21 luglio. Una struttura di circa 1200 metri, classificata come deposito merci, che ospita circa 360 rom (200 son minori), di cui una parte dell’ex campo di via del Baiardo, 120 di via della Cesarina e 47 trasferiti dall’insediamento di via Belmonte Castello lo scorso 6 febbraio. Un palazzone che tra sportello sociale dell’Opera nomadi e struttura gestita dalla cooperativa Inopera al Comune costa ogni anno 2 milioni e 300mila euro. In particolare dal giorno della sua apertura, il 6 luglio 2012, al 27 febbraio di quest’anno per una famiglia di 5 persone l’amministrazione ha sborsato 59mila euro circa.

BEST HOUSE ROM - Soldi ben spesi? Non proprio visto che il “Best House Rom”, si legge nel rapporto, “non possiede i requisiti minimi previsti dalla Legge della Regione Lazio 41/2003 sui centri di accoglienza”. Lo stabile, infatti, è caratterizzato da spazi ridotti e inadeguati, inferiori anche rispetto agli standard per le strutture detentive, e le stanze, dove vivono in media 5 persone, sono prive di finestre o punti luce. In più, ospitando esclusivamente persone rom, “il centro si configura come luogo di segregazione ed esclusione sociale, operata su base etnica con un chiaro profilo discriminatorio”. Non hanno funzionato nemmeno i progetti di reinserimento, dato che un centinaio di rom che secondo il regolamento dovevano stare nella struttura per un tempo limitato sono ancora lì da luglio 2012 “senza che per loro sia stata predisposta alcuna azione volta all’inclusione al di fuori della struttura”, si scrive ancora nello studio dell’associazione.

L’ESEMPIO DI MESSINA - Eppure per fare meglio basterebbe anche solo copiare le esperienze riuscite. Un esempio su tutti è quello di Messina dove 60 rom dello storico insediamento di San Ranieri, a 30 giorni dallo sgombero annunciato dall’Autorità Portuale, sono stati inseriti nel progetto “Casa e/è lavoro” incentrato sulla ristrutturazione di locali del comune in disuso. In un colpo solo i rom coinvolti hanno ricevuto una formazione professionale (nel settore edile gli uomini, nella ristorazione le donne) e un’abitazione grazie all’autocostruzione realizzata con il supporto di tecnici. Tutto questo spendendo 12500 euro per un nucleo di 5 membri, mentre il Comune di Roma impiegherà, dopo un'accoglienza di 6 mesi presso il "Best House Rom", una cifra stimata di 61.000 euro, con la prospettiva di dover individuare nuove voci di spesa per la gestione e l'assistenza dei rom nel nuovo insediamento per un periodo di tempo indeterminato.

I TAVOLI TECNICI DELLA CUTINI - L’intento della Cutini di istituire gruppi di lavoro su casa, lavoro, scuola e salute per cominciare ad applicare la strategia nazionale di inclusione di rom e sinti almeno per ora resta sulla carta. All’incontro di settembre per lanciare l’iniziativa è seguita solo un’altra riunione in cui poco spazio è stato dato ai tavoli tecnici e dove l’assessora ha spiegato il suo proposito di “superare i campi immaginando di creare campi di medie dimensioni”. Avremmo voluto conoscere meglio il progetto della Cutini, ma per via dei numerosi impegni dell’assessora non è stato possibile sentirla.

L’APPELLO A MARINO - In attesa di conoscere il piano dell’attuale giunta l’associazione 21 luglio, con il suo presidente Carlo Stasolla, lancia un appello al sindaco “per un suo intervento diretto volto a dare spinta ad una strategia politica verso le comunità rom e sinte che sinora si è dimostrata vuota, inconcludente e dagli altissimi costi economici”.

di Lara Facondi

No al raduno nazifascista a Roma

  • Venerdì, 28 Febbraio 2014 11:20 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
28 02 2014

Per sabato Forza Nuova ha organizzato un convegno con tutti i movimenti neonazisti, compresa Alba Dorata. La protesta delle forze democratiche.

È allerta nella Capitale, dove tra meno di 48 è in programma un grosso raduno nazifascista. Questo sabato le forze di estrema destra si riuniranno in occasione del convegno organizzato da Forza Nuova dal titolo "L'Europa risorge". Un'iniziativa a cui presenzieranno i nomi più noti dell'estremismo nel continente e che per questo, si teme, richiameranno molti militanti.

Alla manifestazione, in programma dalle 17 all'Hotel Pineta Palace, sarà presente ovviamente Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Insieme a lui, parteciperanno il deputato greco di Alba dorata Antonios Gregos, il Presidente del partito nazionalista spagnolo Democracia National Manolo Canduela e l'eurodeputato britannico e Presidente del British National Party, Nicholas Griffin. In programma anche un collegamento audiovisivo con il partito Elam, da Cipro.

Un raduno che rischia di diventare scomodo per la città, dove le forze democratiche sono già in allarme. La richiesta è che la manifestazione venga vietata. "Sono affissi in tutta la città manifesti che - si legge nella nota del capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola - indicono un raduno nazifascista a Roma per il primo marzo". Roma, continua, "non può ospitare convegni di forze politiche che si ispirano al fascismo. La nostra città non può essere oltraggiata dalla sfilata di formazioni politiche che evocano i peggiori scenari della storia contemporanea. Roma città medaglia d'oro della Resistenza rifiuta e si oppone ai rigurgiti del peggior nazionalismo. Chiedo al Ministro dell'Interno e al Prefetto - conclude - di non autorizzare lo svolgimento di questo raduno".

Roulotte in strada, iniziato lo sgombero

  • Giovedì, 27 Febbraio 2014 15:36 ,
  • Pubblicato in Flash news
la Repubblica
27 02 2014

"Sono incinta di tre mesi, non so dove mi manderanno". E' disperata Katia, la ragazza straniera che vive in una delle roulotte parcheggiate ormai da anni su via Ramazzini a Monteverde. E ora che sta per perdere la sua "casa".

Proprio ieri pomeriggio è iniziato lo sgombero delle roulotte che sostano illegalmente in città. ...

Test Hiv Rapido allo Spallanzani

  • Lunedì, 17 Febbraio 2014 16:23 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo Mario Mieli
17 02 2014

Il Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” sta conducendo uno studio per valutare la fattibilità dell’utilizzo del test HIV salivare a risposta rapida in ambito sanitario. Per sei mesi, presso l’Istituto, sarà attivo in via sperimentale un servizio grazie al quale sarà possibile effettuare gratuitamente un test HIV salivare a risposta rapida.

Il servizio è riservato alle persone maggiorenni e prevede la compilazione di tre brevi questionari anonimi relativi ai comportamenti a rischio di contrarre l’HIV, alla percezione della qualità della vita e al gradimento del servizio offerto, che potranno essere compilati nei 20 minuti di attesa del risultato del test.

Il Servizio Test Rapido è gratuito e sarà attivo per un periodo di sei mesi, ogni lunedì dalle 9:00 alle 12:00 presso la stanza 4 del poliambulatorio (padiglione Francesco di Raimondo, raggiungibile seguendo il percorso contrassegnato dal disco blu). Ogni lunedì sarà possibile effettuare un massimo di 12 test (i test saranno effettuati in ordine di arrivo). L’accesso è diretto senza bisogno della prescrizione medica e senza appuntamento Il test è gratuito.

Sarà possibile effettuare il test sia rilasciando i propri dati anagrafici (cognome e nome, data e luogo di nascita) sia in forma anonima, qualora richiesto. All’accoglienza, gli operatori in servizio illustreranno il progetto di offerta del test rapido HIV e verrà offerto un servizio di counselling pre-test.

Per ulteriori informazioni visitate la pagina dedicata al servizio di Test Hiv Rapido sul sito dell’INMI “L. Spallanzani”.

A Roma ci sono 30mila bambini in povertà assoluta

  • Giovedì, 13 Febbraio 2014 12:33 ,
  • Pubblicato in Flash news

DIRE
13 02 2014

Rapporto Sant'Egidio: si risparmia su cibo e cure mediche.

Sono 30mila a Roma i bambini in povertà assoluta.

Lo dicono le stime dell'assessorato al Sostegno sociale e alla Sussidiarietà del Comune contenute nel terzo rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio 2013 realizzato dalla comunità di Sant'Egidio e presentato questa mattina a Roma.

Nel rapporto si sottolinea inoltre come, secondo l'ultimo rapporto Censis, sono ancora di più nel Lazio i bambini che soffrono di indigenza alimentare: 37mila, pari all' 8,69 per cento del totale. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia, dietro Campania, Sicilia e Lombardia.

"Per contrastare la povertà dei bambini è necessario aiutare e incoraggiare le famiglie - chiede Sant'Egidio nel rapporto - ed è altrettanto necessario promuovere la creazione di un tessuto sociale nei quartieri che possa creare un ambiente protettivo intorno ai bambini. La crisi economica trasforma anche le abitudini e gli stili di vita. Si risparmia sul cibo e sulle cure mediche. Ne è riprova l'aumento della distribuzione di generi alimentari nelle strutture caritative, ma anche quello di farmaci. Il Banco farmaceutico ha distribuito agli enti di volontariato, 8 milioni di farmaci in Italia nel 2013, mentre erano 2 milioni nel 2007. Il rapporto mette in evidenza che nella Capitale vivono 910mila minori, ma non esistono adeguate reti di supporto per le famiglie.

"Tale assenza di reti, parentali in primo luogo, ma anche amicali e di vicinato, che rappresentano la prima risorsa delle famiglie italiane, non sempre ha potuto trovare sostegno in un'offerta di servizi pubblici spesso inadatta a rispondere ai nuovi bisogni - si legge - Pensiamo solo alla carenza di posti negli asili nido: secondo i dati dell'Agenzia per la qualità di Roma Capitale una famiglia su 3 che ne fa richiesta viene esclusa. La domanda non può essere elusa, anche tenendo presente nel Lazio una donna su due (48 per cento) ha un impiego lavorativo, valore superiore di 10 volte alla media nazionale".

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