La mia scelta viene prima

  • Venerdì, 28 Dicembre 2012 07:46 ,
  • Pubblicato in Video

Aborto, il business dei privati

  • Lunedì, 17 Dicembre 2012 11:52 ,
  • Pubblicato in Flash news
Atonello Cassano, Repubblica
17 12 2012

Negli ospedali pubblici solo la metà degli interventi. Ogni operazione vale 1.400 euro per un giro di affari che è milionario. Otto ginecologi su dieci si rifiutano di intervenire per motivi di coscienza. E nella terra degli obiettori è diventato un business tutto in mano ai privati
 
Ci sono consultori senza ginecologi e consultori con nutrizionisti. Ci sono consultori guidati da primari (a Foggia uno dei rari casi in Italia) e palazzi pieni di consultori (è il caso di Lecce 1, Lecce 2 e Lecce 3, tutti nello stesso stabile, due dei quali sullo stesso pianerottolo). Ci sono anche consultori che non avviano la procedura di Ivg, interruzione volontaria di gravidanza, anche se sono obbligati per legge, perché all'interno delle struttura ci lavorano medici obiettori che si rifiutano perfino di prescrivere un contraccettivo come la pillola del giorno dopo.

Il pianeta dei consultori pugliesi ha accumulato negli anni una serie di problematiche irrisolte. Quello che solo due anni fa era un tema all'ordine del giorno nell'agenda sanitaria della Regione, che si impegnò a varare una importante riforma per garantire in ogni consultorio almeno un medico e una ostetrica non obiettore (riforma in parte smontata da una successiva sentenza del Tar nel settembre del 2010), oggi è un tema dimenticato. Le cifre sono in gran parte raccolte nella relazione che Marida Leuzzi dell'associazione “Un desiderio in comune” ha presentato lo scorso settembre a Canosa in occasione dell'incontro “Ivg medica e chirurgica in Puglia, Basilicata e Calabria”. Il giudizio di Leuzzi sullo stato dell'arte è chiaro: «pessima qualità e scarsa efficienza».

Siamo al secondo posto per tasso di abortività, ovvero l'indice che misura la percentuale di aborti nelle donne tra i quindici e i quarantanove anni. In Puglia solo il 13 per cento delle donne risulta munito del certificato del consultorio per praticare l'Ivg. La media nazionale è del 40 per cento. Nei consultori regionali spesso i medici obiettori non rilasciano prescrizioni neanche per la pillola del giorno dopo. Numeri negativi anche per quanto riguarda le recidività (donne che effettuano più di una Ivg) che raggiungono il 32 per cento, tra le più alte d'Italia. Mentre in Italia il 91,6 per cento delle Ivg si pratica negli ospedali pubblici, in Puglia questa percentuale scende al 53,3 per cento. Il restante 46,7 per cento delle Ivg pugliesi è nelle mani delle cliniche private (contro la media nazionale dell'8,4 per cento).

BARI
Il monopolio delle cliniche vale 3,6 milioni di euro
Nella Asl Bari nel 2011 sono state effettuate 3676 interruzioni di gravidanza. Di queste ben 2606 sono state fatte in cliniche private (il 72%). Il Policlinico, con tre reparti di ginecologia, in un anno ne ha effettuate appena 272. La tariffa di un drg per interruzione di gravidanza si aggira tra le 1100 e le 1400 euro. Moltiplicando queste cifre per il numero degli interventi praticati nel 2011 nel sistema privato si può calcolare quanto vale il mercato delle Ivg in Puglia: il sistema privato convenzionato barese ha ottenuto nel 2011 dalla Asl rimborsi che variano tra i 2 milioni e 800mila euro e i 3 milioni e 600mila euro.

FOGGIA
Poca assistenza alle donne il primario conserva il posto
Foggia ospita l'unità operativa consultoriale complessa. Un caso, se non unico, molto raro in Italia, visto che i consultori sono unità operative semplici e non richiedono la nomina di un primario. «Ci tengo a precisare che non è un caso unico in Italia – dice Anna D'Angelo, primario del servizio sovra distrettuale di Foggia – ci sono casi simili anche a Torino, in Abruzzo e in Sardegna ». Non è d'accordo Tommaso Fiore, ex assessore regionale alla Sanità: «Quella di Foggia è una decisione che io non ho mai condiviso. Hanno trasformato una struttura distrettuale in unità complessa, senza il consenso della Regione. Una scelta davvero molto discutibile».

BAT
Resta l’unica isola felice per ottenere la Ru486
La piccola “isola felice” dei consultori pugliesi si chiama Bat: Qui sono riusciti nel “miracolo” di spingere anche i medici obiettori dei consultori a rispettare la legge, cioè a prescrivere la pillola del giorno dopo e l'Ivg: «Qui nessuno si rifiuta di fare le certificazioni» afferma Angela Belsanti, coordinatrice delle strutture della sesta provincia. Ma è sul fronte della Ru486 che il distretto della Bat ha compiuto gli sforzi migliori: su 674 donne pugliesi che nel 2011 hanno fatto ricorso alla pillola abortiva, ben 444 hanno fruito dei servizi dell'Asl Bat: «Non riesco a capire come mai nelle altre province abbiano difficoltà su questo fronte».

LECCE
Tre centri nello stesso palazzo gestiti da marito e moglie
Secondo quanto previsto dalla legge 34 del 1996 ci deve essere un consultorio ogni 20mila abitanti. A Lecce ce n'è uno ogni 15mila. Tutto ciò in una zona in cui molti Comuni distano tra loro pochissimi chilometri. Un consultorio per ogni paese. Anzi, uno per ogni pianerottolo. È quello che succede nel distretto di Lecce città dove i consultori “Lecce 1”, “Lecce 2” e “Lecce 3” si trovano tutti in Piazzetta Bottazzi, nello stesso palazzo, ma in piani diversi. Addirittura due di questi, “Lecce 1” e “Lecce 2”, si trovano sullo stesso pianerottolo: nel consultorio “Lecce 1” è in servizio un ginecologo, marito della dottoressa che è in servizio nel consultorio “Lecce 2”.

TARANTO
È disponibile un solo dottore per le urgenze si deve emigrare
Lo screening gratuito del pap test non viene di fatto eseguito nella Asl Brindisi da più di un anno. «Il nostro personale è molto ridotto - si giustifica Vincenzo Colucci, coordinatore provinciale dei consultori brindisini molti contratti a tempo determinato sono scaduti e da un anno procediamo solo con screening spontaneo». In pratica sono le donne che devono ricordarsi di fare la visita. «Il direttore generale della Asl, Paola Ciannamea, mi ha assicurato che riprenderemo il servizio nel 2013. Purtroppo ci manca il personale nella parte amministrativa, cioè la persona che si occupa dell’invio di lettere alle pazienti della provincia».

BRINDISI
Sospeso il servizio pap test “L’impiegata non c’è più”
A Taranto c’è la più alta percentuale regionale di donne costrette ad andare fuori provincia per praticare l’aborto. A peggiorare il quadro jonico - secondo la relazione di Leuzzi - pare che l’unico medico che opera nel pubblico a Taranto sia un libero professionista della casa di cura privata della città. «Ma posso garantire - afferma la coordinatrice Silvia Sabato - che in tutte le strutture vengono rilasciate le certificazioni. Così come garantisco che il nostro sistema per lo screening gratuito funziona a dovere. Nella drammatica situazione ambientale in cui si trova Taranto non possiamo permetterci di sospendere un servizio così importante».

ABORTO. PAURA E DELIRIO SULLA RU486

di Chiara Lalli
27 febbraio 2012

Conosco Mirella Parachini da tanti anni e le ho chiesto spesso di spiegarmi qualche dettaglio dei meccanismi riproduttivi, dello sviluppo embrionale o del funzionamento dei contraccettivi. Spesso abbiamo anche parlato di aborto e di quello che succede se vuoi interrompere una gravidanza.

Per ottenere la pillola del giorno dopo:
AIED
, Associazione Luca Coscioni, Laiga, Vita di donna

Ecco i moduli per denunciare chi obietta sulla contraccezione d'emergenza:
- per i medici
- per i farmacisti

Per approfondimenti sulla pillola del giorno dopo
Chiara Lalli su Galileonet

Grazie ad Adrianaaaaaaaa e a Loredana Lipperini

STORIA DI VIOLA

  • Martedì, 10 Gennaio 2012 11:24 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
di Loredana Lipperini, Lipperatura
10 gennaio 2012

Prima notizia. Ho creato una pagina con i recapiti per ottenere la pillola del giorno dopo e moduli (grazie commentarium!) per denunciare medici e fermacisti che negano la contraccezione d’emergenza.
Seconda notizia. Sulla cronaca romana di Repubblica si riporta l’interrogazione radicale alla Camera e alla Regione per una storia molto simile a quelle qui raccontate: ecco l’articolo.
Infine. La storia di Viola.

E’ successo un anno fa. Sono rimasta incinta per una cazzata mia e del mio amico. Quando mi sono resa conto di essere incinta lui ormai non abitava più in Italia e avevamo perso i contatti, quindi non l’ha mai saputo. Spero un giorno di poterlo incontrare e raccontargli tutta la faccenda.

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