"Mamma tu compri soltanto profumi per te". Sembra di risentire la bambina protagonista di quella famosa canzone scritta tra le due guerre, la piccolina che con le lacrime agli occhi mormorava malata la sua disperazione all'arida genitrice. ...
Se l'ex moglie ha una nuova famiglia di fatto, l'ex marito non deve più pagare gli alimenti. Lo ha deciso la corte di appello di Bologna. Il nuovo legame, secondo i giudici, "altera o rescinde la relazione con il tenore e il modello di vita della pregressa convivenza matrimoniale". ...
Ma la separazione tra i sessi fa infuriare il web Non possono più correre insieme. Ed ora nemmeno studiare insieme. Separati per decreto. Un decreto firmato Hamas. ...
Huffington Post
28 01 2013

Turchina ha dodici anni. Da quando ha due anni, ovvero da quando i genitori hanno deciso di separarsi, non puo' dormire a casa del padre perche' la madre non vuole. "Soffrirebbe il distacco materno", dice.

Per molto tempo la donna non ha permesso all'ex compagno, il settantaquattrenne romano Sergio Lombardo, di vedere la figlia: pochi minuti prima dell'incontro spegneva il telefonino. E la bambina spariva. Succede ancora oggi, spesso. A Turchina i parenti materni hanno raccontato, fino alla prima elementare, che Lombardo non era suo padre. "E' solo un signore che vuole stare con te", le dicevano. Poi nel 2007 Lombardo ha ottenuto l'affido condiviso, ovvero piu' tempo per vederla. O almeno questo e' quanto stabilito dal giudice. Ma nella sostanza nulla e' cambiato. Ogni settimana, dal 2003, percorre i trecento chilometri che separano Roma da Termoli per passare qualche ora con la figlia nella speranza che la ex compagna non opponga resistenza.

Ecco perche', dopo aver denunciato innumerevoli volte la donna per inottemperanza dell'ordine del giudice, invano, Lombardo ha deciso di ricorrere alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo.

Martedi' arrivera' la sentenza che potrebbe condannare l'Italia e il suo sistema giudiziario minorile per aver violato sistematicamente il diritto della bambina a vedere suo padre. "I decreti del Tribunale per i minorenni sono tutti a mio favore. L'affido e' condiviso. I giudici hanno scritto che ho ragione nel pretendere di frequentare Turchina. Eppure la mia ex compagna puo' continuare a sottrarsi ai suoi obblighi senza che nessuno intervenga" spiega l'uomo, esasperato.

Numerose relazioni del Tribunale per i minorenni hanno stabilito che Lombardo e' un padre affettuoso e adeguato. Nel suo sito - e' psicologo e artista - ha dedicato una sezione dedicata alla storia della sua paternita' difficile. Turchina e' il nome che ha scelto per parlarne in pubblico. Invece i servivi sociali hanno assicurato che la madre manda spesso all'aria gli incontri famigliari e hanno ordinato, per lei, una terapia psicologica coatta affinche' possa riflettere sul suo dovere di madre. Eppure la situazione e' rimasta identica.

"Sulla carta i provvedimenti del Tribunale sono ineccepibili", sottolinea il suo avvocato Giorgio Vaccaro, esperto in diritto di famiglia. "Ma in Italia manca un braccio operativo che faccia in modo che Turchina e suo padre possano incontrarsi senza ostacoli". In sostanza, lamentano che nessuno interviene per modificare il comportamento materno. Facile pensare al bambino di Cittadella (Pd) strappato a forza dai parenti della madre all'uscita della scuola. In quel caso, spiega il legale, il Tribunale aveva stabilito che la madre non era adeguata e dunque il bimbo doveva essere affidato al padre.

La vicenda di Lombardo e' diversa e ricalca quella di numerosi padri separati. Turchina e' nata nel 2001. Due anni dopo e' arrivata la separazione dei genitori. E cosi' e' cominciato il calvario settimanale, ore di macchina per raggiungere il luogo dell'appuntamento con la figlia, per poi rimanere in attesa del nulla. "Mia moglie spegneva spesso il telefono, oppure mi diceva che quel giorno Turchina non aveva voglia di passare del tempo con me". Pochi mesi dopo la separazione scatto' un tranello: i parenti dell'ex compagna denunciarono Lombardo per violenza privata. Il processo si e' concluso lo scorso anno, con l'assoluzione completa dell'uomo. Lombardo non ha mai passato il Natale, la Pasqua o le vacanze estive con la figlia. Riesce a vederla poche ore la settimana, non sempre, e il rapporto e' tutto da costruire: "Turchina non si lascia abbracciare da me, e nemmeno prendere per mano. Ancora non si fida, a causa di tutto quello che le hanno raccontato".

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo gia' nel 2010 condanno' l'Italia per una storia simile: un uomo di Rimini aveva fatto ricorso perche' i servizi sociali non erano stati capaci di trovare una mediazione con l'ex moglie che negava le visite al figlio. "Se i giudici mi daranno ragione per me sara' una vittoria di principio", conclude Lombardo che nemmeno questa settimana e' riuscito a dare la buonanotte alla bimba. E, come sempre, non ha ottenuto di conoscere il numero del suo telefonino.

Dopo la sentenza, attendera' comunque l'esito delle cause contro la madre di Turchina: processi penali che durano da anni e che, una volta conclusi, non e' detto porteranno ad un cambiamento. "Il problema della macchina giuridica e' proprio questo", specifica il suo legale: "Un tribunale impiega molto tempo prima di giudicare mentre il destino affettivo di un bambino merita celerita'. Molto spesso gli incontri stabiliti avvengono durante il weekend, quando i servizi sociali non lavorano. Se l' ex coniuge nega di far vedere il bambino l'altro genitore non puo' fare altro che incassare. Oppure presentare un esposto, che pero' arrivera' a sentenza mesi dopo. Su queste lacune continuano le ingiustizie".

Turchina è un nome di fantasia, la sua vicenda è drammaticamente vera.

Laura Eduati

di Monica Pasquino, Scosse
16 giugno 2012

In Senato è cominciata la discussione sul Disegno di Legge 957 (del 2008), proposto da PDL e UDC, che propone "Modifiche al Codice civile e al Codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso".
Il nuovo ddl ha lo scopo di favorire la "concreta applicazione" della Legge sull'affidamento congiunto (Legge 8 febbraio 2006, n. 54), che incontra sensibili ostacoli anche "a causa di resistenze culturali degli operatori".

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