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La Repubblica
12 05 2014

Gli anni che si collocano tra quelle tre parole, "mi voglio separare", e una sentenza scritta nero su bianco. Perché nel frattempo, come documenta l`Istat col suo ultimo rapporto su separazione e divorzi, il matrimonio non è più un tabù, tantomeno un legame indissolubile per gli italiani: una persona sposata su tre si separa, una su cinque divorzia, e ha fretta di farlo, come testimonia il dibattito politico di oggi. ...

la Repubblica
28 03 2014

Ci sono corsi finanziati dai Comuni per evitare il divorzio, specie dopo i sessant'anni, e altri per farlo con gentilezza (a Milano e Basiano, nella stessa provincia).

E c'è chi non litiga semplicemente perchè non può permetterselo. ...

 

Larysa Moskalenko, 50 anni, contribuiva a una delle tante organizzazioni che rubano i bambini. Un'organizzazione che rapiva su commissione minori contesi spesso tra genitori affidatari e naturali. ...
Repubblica.it
24 06 2013

Tornare single dopo 25 anni di matrimonio può avere i suoi vantaggi, soprattutto economici. È per questo che Maria sotto consiglio del suo commercialista ha deciso di dire addio al marito, ma solo per finta, o meglio, per l'assegno sociale di 800 euro al mese e per gli sgravi fiscali. Sapere quante sono le Marie d'Italia non è semplice, l'Istat certifica un aumento delle separazione consensuali. Colpisce l'età in cui avvengono. C'è chi lo fa per salvare il patrimonio e chi per sopravvivere alla crisi.

Uno stipendio da impiegata, una figlia all'Università e un matrimonio che durava da 25 anni. Eppure Maria, nome di fantasia, ha deciso di separarsi. Non perché non andasse più d'accordo con il marito, ma perché un giorno il suo commercialista le ha spiegato i vantaggi economici di una separazione consensuale fittizia. A 50 anni ha scoperto quanto ci si guadagna a ritornare "single": un assegno sociale di circa 800 euro mensili intestato al marito e una figlia a carico che le fa avere ogni anno, presentando la denuncia dei redditi, sgravi fiscali sui 700 euro. Maria non si sente furba: questo per lei significa vivere dignitosamente. Prima i due coniugi riuscivano a portare casa meno di 1500 euro al mese.
 
L'Istat conferma la crescita dell'instabilità coniugale, ma è difficile capire quante sono le Marie d'Italia. Anche se gli esperti parlano di tendenza in aumento, non esistono studi statistici pronti a dare una stima del fenomeno. A illustrare, invece, come stia crescendo in generale il numero delle separazioni, è l'ultimo rapporto Istat "Separazioni e divorzi in Italia": nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. L'Istituto sottolinea poi che la tipologia di procedimento più scelta dai coniugi è proprio quella consensuale: nel 2011 si sono chiuse con questa modalità l'84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi.

Il dato non fa un distinguo tra le separazioni reali e quelle "fiscali", ma alcuni campanelli d'allarme si possono leggere tra le righe del report. Il 72% delle separazioni e il 62% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio e la crisi coniugale sempre più spesso è arrivata a colpire i quarantenni e non ha risparmiato gli ultrasessantenni. L'Istituto di statistica ha spiegato questo innalzamento dell'età della separazione come il risultato della sempre maggiore propensione allo scioglimento delle unioni di lunga durata e come frutto di un processo d'invecchiamento complessivo della popolazione dei coniugati, dovuto alla posticipazione del matrimonio. Alcuni commercialisti, invece, hanno visto in questi numeri lo specchio di un'Italia che cerca di eludere, quando può, il fisco, per far fronte alle spese di tutti i giorni.
 
Ma chi si separa fittiziamente? La casistica è molto ampia e nella maggior parte dei casi riguarda coppie con alle spalle dai 15 ai 20 anni di matrimonio. In questi casi la finta separazione è mirata al conseguimento dell'assegno sociale per uno dei due coniugi, in procinto di compiere i 65 anni e quindi in attesa di conseguire la famigerata pensione. Come nel caso di Maria il guadagno è notevole: la donna non riceverà più le detrazioni fiscali per figlia e marito a carico, che ammontavano a circa 600, 700 euro all'anno, ma potrà contare su un'entrata fissa e mensile: gli 800 euro di assegno sociale presi dal coniuge fittiziamente separato. Nel caso di famiglie monoreddito il risparmio diventa notevole anche in termini di Irpef e di Imu, con la possibilità di far diventare la seconda casa l'abitazione principale dove far risiedere uno dei due coniugi. Uscire dal nucleo familiare per molti significa abbassare il valore del proprio Isee e poter fruire di prezzi vantaggiosi per servizi che prima non gli sarebbero spettati come l'asilo nido, la mensa scolastica, i ticket sanitari e la riduzione delle tasse universitarie.

Gli esperti della materia garantiscono che il risparmio c'è, anche se ci sono alcune spese da ammortizzare. Decidere di separarsi significa dover pagare un legale, che nel caso di una separazione consensuale, tanto più se fittizia, può essere lo stesso per entrambi i coniugi. Le parcelle variano molto a secondo delle città e degli studi, ma il fenomeno sta rilanciando "al ribasso" i prezzi delle fatture.  Il compenso di un avvocato può  scendere anche fino ai 600 euro, ai quali vanno però aggiunti circa 37 euro per il deposito del ricorso e altre 22 euro per la copia del verbale. Una parcella insomma può costare anche 700 euro, nulla in confronto ai benefici che i coniugi arriveranno ad avere una volta ottenuta la separazione.

L'argomento ha prodotto un'ampia letteratura che in realtà più che essere racchiusa in manuali universitari o statistiche pubbliche vive all'interno di blog e di forum, dove i coniugi divisi fittiziamente da un provvedimento giuridico si consigliano tra di loro. Ci sono le coppie che continuano a vivere nella stessa casa e temono controlli da parte del fisco e quelle più  "navigate" che dispensano consigli su come ottenere assegni familiari. Non sempre è facile ammetere che la separazione è figlia di ben studiate manovre legali per eludere il fisco e quindi internet diventa il posto più sicuro dove poter avere delucidazioni in merito alla propria situazione, e perché no, prendersela con la crisi economica che per "necessità" ha portato a separarsi. Perché quando l'amore c'è, è il fisco che scoppia.

Anna Di Russo


Mancava lui, là nel corridoio del pronto soccorso dell'ospedale "Castelli", dove uno dopo l'altro erano corsi gli amici, la madre, la sorellina, qualche parente, altri ragazzi della scuola, e il parroco don Egidio. ...

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