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Disabilità e sesso, un tabù da affrontare

Huffington Post
29 01 2015

In questo post affronterò la delicata problematica della sessualità per le persone disabili cercando di definire la figura dell'assistente sessuale della quale si sta dibattendo in questi mesi anche in Italia. Il problema centrale è il seguente: anche le persone che soffrono di disabilità fisiche o psichiche hanno gli stessi impulsi sessuali delle persone "normali" ma, proprio a causa dei loro problemi, hanno difficoltà a gestirli.

L'assistente sessuale (che può essere sia un uomo che una donna) ha proprio il compito di aiutare chi non è in grado di gestire la propria sfera sessuale, rispettando i tempi e i limiti del disabile facendogli scoprire l'erotismo attraverso il contatto sia del proprio corpo che di quello dell'altro. Questa figura è già presente da tempo in Germania, Olanda, Danimarca, Austria e Svizzera. In Italia recentemente è stato compiuto un primo importante passo con la proposta di un disegno di legge che è stato firmato anche dal senatore del Partito democratico Sergio Lo Giudice.

Ileana Argentin, deputata Pd in prima linea nella difesa dei diritti delle persone disabili ha dichiarato: "Credo sia necessario garantire la possibilità di esprimere se stessi a 360 gradi e la sessualità fa parte della sfera della personalità di ognuno. Un operatore che agisce sulla sfera sessuale garantisce la piena espressione del soggetto con handicap che altrimenti non avrebbe altro modo per farlo. Quello della sessualità - continua la Argentin - è un argomento che va rilanciato, perché abbatte una barriera culturale ed è necessario per garantire la piena autonomia e la piena integrazione del soggetto disabile".

A Bologna e Firenze e da poco a Latina hanno preso il via i primi corsi di formazione per assistenti sessuali: tra i promotori Maximiliano Ulivieri (ideatore di loveability.it e di altri siti che affrontano problematiche sulla disabilità) e lo psicologo Fabrizio Quattrini. I seminari sono tenuti da sessuologi, psicologi e medici con la collaborazione di professionisti che già svolgono questa attività all'estero.

Durante le lezioni si analizza scrupolosamente anche la sfera emozionale. Ad oggi non è previsto un inserimento nel sistema sanitario nazionale, né l'iscrizione ad un albo o il riconoscimento dell'assistente sessuale come attività specifica.

In conclusione posso affermare che questa figura potrebbe essere un valido aiuto sia per i disabili che per le loro famiglie, costrette spesso a rivolgersi a delle prostitute per aiutare i loro figli in difficoltà su questo tema delicato: inoltre sono convinto che il sesso è un diritto di tutti e certi tabù nel 2015 dovrebbero essere abbattuti senza problemi.

Fulvio Mazza

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Quarant'anni dopo l’inizio della rivoluzione femminista, la variegata galassia che vi fa riferimento si trova di fronte a uno scenario che ne riconvoca e ne mette alla prova le premesse e le promesse. La sessualità torna a fare irruzione nel discorso pubblico, ma non come bandiera sovversiva bensì come protesi del potere costituito.

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