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No al Piano Casa

  • Lunedì, 19 Maggio 2014 07:25 ,
  • Pubblicato in Video

#31O #StopSfratti #Roma – Vi presento i “violenti”!

  • Venerdì, 01 Novembre 2013 11:30 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abbattoimuri
01 11 2013

Sara ha un bambino piccolo. Gli agenti sono arrivati e l’hanno messo fuori dalla porta assieme alla culla che lo custodiva. Ora il bambino vede un cielo strano, fatto di divise e manganelli. Sara piange e il piccolo non capirà mai perché.

Giovanni ha un brutto carattere ma fa l’aggiusta tutto. In casa occupata ha messo a posto infissi e idraulica. Poi siede sui gradini dell’edificio e arrotola un po’ di tabacco. Guarda anche lui il cielo e aspetta.

Michele è uno del movimento che va ad aiutare e va anche a imparare. Incontra quel ragazzo scampato alla morte lì nel mediterraneo e che per quanto sia precario non ha proprio voglia di mollare. Ché certe volte impari la resistenza proprio da chi non vuol saperne di lasciarsi andare.

Francesca si è trovata a fare occupazione perché sfrattata. La sua famiglia senza un soldo. Suo padre che voleva suicidarsi. Mamma senza lavoro. Fratellino piccolo.

Enrica non ne poteva più di fare tre lavori per riuscire a pagare le tasse universitarie, sopravvivere a stento per poi trovare alloggi di fortuna. Perché c’è anche una qualità della vita che viene negata e questo non va bene. A mantenerti in un costante stato di necessità tu pensi poco, non elabori e analizzi, dunque non fai massa critica e non metti in discussione niente. E pare proprio che sfinire una generazione di tante persone che sanno perfettamente quello che succede sia più che un obiettivo.

C’è tanta gente in quelle occupazioni e se apri le orecchie riesci ad ascoltare tutte le loro storie. Mille ricchezze, buttate via come immondizia, come quando arrivano a sgomberare all'alba e se ne fregano se tu sei vivo o morta, se tuo figlio piange, se non sai dove andare, se il tuo destino sarà la miseria nera.

Sarà incredibile da recepire ma giuro che parliamo di persone. Le stesse che poi arrivano in piazza, rivendicano diritti, vedono la strada sbarrata e si fanno spazio avendo tutti contro, coi titoli dei giornali che fanno favori ai padroni, i proprietari, gli speculatori o alimentano la guerra tra poveri. Lanciare un uovo e fare una frittata in direzione di chi ti blocca è “violenza”. Urlare “spostati, vergogna” è altra violenza.

Violenti sono i poveri che tentano un riscatto. Non sono utili a titoli colmi di retorica in cui l’amor cristiano può esercitarsi a fare finta dopo aver letto dell’ennesimo caso di suicidio. Qui c’è invece “solo” gente che vuole vivere. Lo esige. Vivere. Respirare. Avere un tetto sulla testa.

In una società che fa la differenza tra chi può indebitarsi in banca e chi invece no. Se resti lì impassibile a non muovere un muscolo mentre ti sfrattano e ti pignorano la casa allora sei braverrimo. Se scendi in piazza sei “violento”. E ti arrestano.

Violento in questa Italia è chi reagisce e non subisce a testa bassa ogni sopruso e ogni furto di diritti.

Quegli altri no. Loro non sono violenti. E’ tutta brava gente. Molto brava.

Roma è la città dello "Tsunami tour", la campagna promossa dai movimenti per il diritto all'abitare per una moratoria generalizzata degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi, oltre che la realizzazione di un piano straordinario di case popolari. ...
La questione non è solo materiale: "Vorrà dire che me ne andrò in piazza Baracca con due o tre borse, e se mi arrestano mi risolvono anche i problemi". No, la questione è più profonda: "Mi sento toccata nella dignità, viene lesa l'umanità della persona". ...

Gli italiani in ginocchio che occupano gli alloggi

  • Lunedì, 03 Giugno 2013 09:12 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA
Flavia Amabile, La Stampa
3 giugno 2013

Boom di sfrattati, azzerato il fondo di sostegno per gli affitti. E così, dopo gli immigrati, ora è il ceto  medio impoverito che partecipa ai blitz nelle case vuote per evitare di finire a dormire per strada. ...

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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