Massimo Franchi, Il Manifesto

4 luglio 2020

Più povera, ma più coesa. L’Italia post lockdown è un paese scioccato dalla pandemia con le pesanti conseguenze economiche che hanno però risvegliato il senso civico e solidale in buona parte della popolazione. È il quadro che esce dal Rapporto Annuale 2020 dell’Istat che quest’anno per evidenti motivi ha dovuto aumentare le ricerche e il risalto al primo semestre dell’anno in corso, lasciando sullo sfondo l’anno passato.

I sogni senza limiti di Alexander Langer


Franco Lorenzoni, Internazionale

2 luglio 2015

Nelle nostre società “deve essere possibile una realtà aperta a più comunità, non esclusiva, nella quale si riconosceranno soprattutto i figli di immigrati, i figli di famiglie miste, le persone di formazione più pluralista e cosmopolita”. (…) “La convivenza plurietnica, pluriculturale, plurireligiosa, plurilingue, plurinazionale appartiene e sempre più apparterrà, alla normalità, non all’eccezione”.


Renzo Paris, Il Manifesto

5 febbraio 2019

L'indifferenza, raccontata dal giovanissino Alberto Moravia, compie novant'anni e non li dimostra. Il romanzo Gli indifferenti, pubblicato a maggio del 1929 dalla casa editrice Alpes di proprietà del fratello del Duce, che definì l'autore "negatore di ogni valore umano", ebbe un successo clamoroso, di pubblico e di critica.

VecchiaiaAlice Pilia Drago, Il Fatto Quotidiano
22 gennaio 2018

La notizia della creazione di un Ministero per la Solitudine nel Regno Unito ha stupito molti. La cosa ha anche fatto sorridere alcuni che si sono chiesti se davvero ci fosse bisogno di un ministro dedicato a quella che la Premier britannica ha definito, nel suo annuncio, “una triste realtà della società moderna”. Eppure anni di ricerche dimostrano che la solitudine sta rapidamente diventando uno dei problemi sociali più importanti e insidiosi.

Roma TerminiWolf Bukowski, Internazionale
30 ottobre 2017

Faccio e rifaccio il conto, ma non riesco a credere al risultato. Eppure è sempre lo stesso: nella mia vita, tra anni di pendolarismo e stagioni di viaggi frequenti, ho attraversato la stazione centrale di Bologna almeno diecimila volte. E non una di queste mi sono sentito in pericolo.

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