×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Il Fatto Quotidiano
29 05 2014

Mettete il mestiere più vecchio del mondo, aggiungeteci il web e un pizzico di voyeurismo/selfie, mescolate per bene con tanti soldi, ed ecco a voi i Titcoin. L’idea è partita dal sito hard Pornhub e consiste nel pagare qualsiasi cosa, e dico qualsiasi cosa (dal pane alle scarpe) con una foto delle proprie poppe. Traduco per i non poliglotti: seno. I commercianti che aderiranno all’iniziativa, praticamente, metteranno un logo in vetrina in bella vista (tipo: si accettano tette) in modo che la donna squattrinata potrà comprare in piena tranquillità, economica s’intende. Si farà il suo bel giro di shopping e alla cassa to’, ecco un paio di tette da fotografare che verranno pubblicate su Pornhub. Il sito hard ricompenserà il valore della merce all’audace commerciante.

Per ora, tutto è solo sulla carta, ma l’iniziativa bizzarra (non me la sento di definirla anti-crisi) sembra partirà a breve. Domanda: in base a cosa è misurato il valore delle tette? No, perché io ho una seconda scarsa e rischio di pagarci a stento una ciriola con la mortadella. Se le quotazioni saranno “sull’abbondanza” della donna, noi popolo delle retromarcia, prendiamo una bella fregatura. Chi ha una quarta, invece, potrebbe valere anche un paio di Jimmy Choo, io, con la mia seconda posso permettermi un paio di ciabattine col peluche a via Sannio, forse.

Poi, vi dirò, un dubbio atroce mi assale, che non ci dormo di notte: chi ha il seno rifatto è una truffatrice? E’ come se pagasse con i soldi falsi? Se è così, quelli di Pornhub stanno freschi, tra noi sottodotate e quelle che vanno avanti a botta di protesi, il commercio sarebbe scarsino. E che dire delle signore carampane che hanno un paio di tette un po’… decadenti? Sul sito non si possono di certo mettere, rischio click in discesa. Ma i sindacati stanno già sul piede di guerra: si chiama discriminazione tettologica.

Sabina Cuccaro

In principio fu un quaderno azzurro sul quale venivano appuntate note del tipo: "Francesca ha dato un'ora a Giovanni". Oggi sono migliaia le persone che si rivolgono alla Bdt, Banca del tempo dove la moneta corrente è il do ut des. Non sono associazioni di volontariato, perché in queste realtà l'obiettivo è la reciproca utilità di tempo inteso come baratto di saperi, intelligenza, competenze e umanità. ...
Il loro letto è un bidone, la casa una strada. Caciotta e Polpaccio sono due barboni, indossano giacche colorate e pantaloni che arrivano fino a sotto le ascelle. Ogni tanto si guardano nelle tasche, ma non hanno nulla. ...

VIOLENZA ECONOMICA: USCIAMO DAL SILENZIO

  • Mercoledì, 04 Aprile 2012 14:27 ,
  • Pubblicato in L'Inchiesta
di Raffaella Borea, D di Repubblica
4 aprile 2012

Secondo l'Istat il maltrattamento economico in famiglia colpisce il 30,7% delle donne italiane. Partiamo dalla storia di due donne che hanno saputo ribellarsi al controllo dei mariti per analizzare il problema.

facebook

Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

leggi di più

 Creative Commons // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gli articoli contenuti in questo sito, qualora non diversamente specificato, sono sotto la licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0)