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147 non solo un numero

Magritte, The PilgrimAbbiamo dato vita a questo progetto perché sentivamo che la società in cui viviamo è diventata disumana. Pronunciare il nome dei morti è una tradizione fondamentale in Kenya, ma le vittime degli attacchi sono state ridotte a mere statistiche. Avevamo bisogno di fare qualcosa perché questo non succedesse più, per umanizzare i numeri e garantire che tutti coloro che sono morti a Garissa siano ricordati con un nome e un viso, non solo con un numero. Per questo è nato #147notjustanumber.
Owaahh, La Stampa ...

Dall'Italia 1,5 milioni ai bambini di Yarmouk

Banksy, Bambina cuoreLe loro storie si assomigliano tutte. Parlano di fame, sete, stracci, abbandono, lacrime che rigano visini provati dalla paura. Campo profughi di Yarmouk, sterminato da Isis e qaedisti del Fronte al Nusra, 3.500 bambini, una delle maggiori emergenze mondiali. La nuova Srebrenika l'hanno chiamata. Dopo l'ultimo sanguinoso attacco arrivano aiuti concreti. L'Italia si è mossa, donerà un milione e mezzo di euro destinati in particolare alle piccole vittime palestinesi. 
Margherita De Bac, Corriere della Sera ...
I miliziani islamici di al Shabab hanno minacciato nuove stragi in Kenya e i cristiani temono per la loro vita nei giorni delle processioni pasquali. "Non ci sarà alcun luogo sicuro per voi finché il Kenya manterrà le truppe in Somalia" ha detto un portavoce del gruppo jihadista somalo il giorno dopo il brutale attacco al campus universitario di Garissa che ha provocato, secondo le fonti ufficiali, oltre 148 morti tra i giovani studenti. Le informazioni ufficiose, peraltro, parlano di un bilancio assai più grave: i morti sarebbero almeno 200 mentre di circa 300 studenti non si hanno ancora notizie.
Il Sole 24 Ore ...
L'attacco al college universitario a Garissa in Kenya è l'ennesimo episodio di un'offensiva jihadista senza sosta contro scuole e università. Educazione e istruzione, specie se su modelli occidentali, sono visti come nemici e avversari da colpire. Ma insieme a ciò, questa volta, si sono colpiti anche i cristiani, proseguendo quella offensiva senza quartiere contro le minoranze religiose. 
Roberto Tottoli, Corriere della Sera ...

Internazionale
02 04 2015

Questa mattina alle 5.30 (ora locale) un gruppo di uomini armati ha attaccato l’università di Garissa, in Kenya, che si trova al confine con la Somalia, a 380 chilometri da Nairobi. Il campus è stato aperto nel 2011 e si tratta dell’unica università pubblica della regione. Nel 2013 erano più 480 gli studenti immatricolati.

L’attacco è avvenuto mentre la maggior parte degli studenti si trovava nella moschea per la preghiera del mattino.

Il bilancio delle vittime è salito a quattro morti, di cui due sono le guardie del campus. Gli studenti feriti da colpi di arma da fuoco sono almeno quaranta.

Gli uomini sono entrati nel campus e hanno cominciato a sparare indiscriminatamente contro gli studenti. Si trovano ancora all’interno dell’edificio.

Secondo la Croce rossa diversi studenti sono stati presi in ostaggio.

Tre dormitori sono stati evacuati, gli scontri con la polizia continuano in un quarto dormitorio.

Secondo l’ambasciata degli Stati Uniti l’attacco è stato rivendicato dai miliziani di Al Shabaab, gruppo terroristico che ha ripetutamente attaccato il Kenya dopo che Nairobi ha inviato l’esercito in Somalia per combattere contro i gruppi legati ad Al Qaeda come parte di una coalizione dell’Unione africana.

Studenti e cittadini di Garissa denunciano che una settimana fa il dipartimento della sicurezza keniana aveva inviato un messaggio per avvertire di possibili attacchi terroristici, ma non sono state prese misure di sicurezza sufficienti per proteggere l’università.

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