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Affari Italiani
26 11 2012

Il Commissario Nils Muižnieks boccia il Piano Nomadi, continuato “nonostante l'impegno del Governo ad abbandonare la politica dell'emergenza”. L'ultimo in ordine cronologico è avvenuto il 28 settembre a Tor de' Cenci: “250 persone sono state sgomberate senza che venisse loro offerta alcuna alternativa adeguata se non il trasferimento in insediamenti segregati su base etnica”. 

Arriva dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa la condanna per gli sgomberi forzati delle comunità rom in Europa, ma nella nota un'attenzione particolare viene riservata a Roma. L'ultimo smantellamento risale solo al 28 settembre, quello di Tor de' Cenci, avvenuto nonostante l'invito del Governo a sospendere queste politiche. Da allora l'argomento ha perso le prime pagine dei giornali ma rimane un problema vivo del territorio, ce lo ricorda Nils Muižnieks.
“Gli sgomberi forzati sono continuati, nonostante l’impegno del Governo ad abbandonare la politica dell'emergenza nomadi”, scrive il commissario Nils Muižnieks. “Solo nel mese di settembre – continua rifacendosi al trasferimento forzato delle comunità rom dal “campo tollerato” di Tor de’ Cenci al nuovo villaggio attrezzato, La Barbuta - a Roma 250 persone sono state sgomberate senza che venisse loro offerta alcuna alternativa adeguata se non il trasferimento in insediamenti segregati su base etnica”.
 
Quello di Tor de' Cenci è solo l'ultimo degli episodi che vanno a comporre il vasto mosaico dell'emergenza rom, iniziata l'11 novembre 2009 con la chiusura del Casilino 700. Allora ad essere colpiti dal trasferimento forzato sono stati in 400; poi è stata la volta dei 618 residenti nell'insediamento del Casilino 900, avvenuto tra il 19 gennaio e il 15 febbraio del 2010. Il 2011 è iniziato con il 180° sgombero previsto nel Piano Nomadi. E dopo la morte di quattro fratellini per un incendio divampatosi nella baracca in cui vivevano in via Appia Nuova il 6 febbraio, lo smantellamento delle abitazioni abusive è proseguito con sempre maggiore intensità. Ad aprile si procedeva ad un ritmo serrato di 3,4 sgomberi di insediamenti informali al giorno, fanno notare dall'Associazione 21 aprile. Il 2012 è stato inaugurato dalla chiusura del campo tollerato in via del Baiardo. Ad agosto il 450° sgombero a valle Aurelia. Infine il 28 settembre lo smantellamento di Tor de' Cenci, in cui vivevano 400 persone trasferite nel campo attrezzato della Barbuta.
Ricordando come molti di questi sgomberi siano illegali secondo il diritto internazionale, il Commissario ha rimarcato l’inefficacia di queste azioni, sottolineando le conseguenze particolarmente nefaste che tali sgomberi hanno soprattutto sui bambini e sui loro percorsi scolastici. L’Associazione 21 luglio si è associata alle parole del Commissario nel rilevare l’importanza del pieno godimento del diritto ad un alloggio adeguato come precondizione per il godimento di molti altri diritti umani, stabilendo chiaramente che “programmi e pratiche abitative che risultano in segregazione forzata si pongono in violazione del principio di non-discriminazione e non possono essere visti come soluzioni percorribili”.

Le azioni di sgombero pianificate dal Comune di Roma negli ultimi tre anni, oltre a rivelarsi costose, si sono dimostrate inefficaci e spesso disumane, secondo l’Associazione 21 luglio. Perciò, anche il ricollocamento di comunità rom nel nuovo villaggio attrezzato La Barbuta si inserisce all’interno di una logica fondata su un principio discriminatorio, che allontana le famiglie rom da reali progetti di inclusione e da un rapporto adeguato con il tessuto sociale della Capitale. Per tale ragione, l’Associazione 21 luglio ha rilanciato l’appello “Stop all’apartheid dei Rom” per chiedere agli amministratori locali e nazionali la sostituzione delle politiche di sgombero con efficaci politiche di inclusione che porterebbero benefici non solo alle comunità rom ma all’intera cittadinanza.

Io non sgombero! Artisti per i rom di Tor de' Cenci

  • Giovedì, 05 Luglio 2012 09:54 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
da Arci Solidarietà

Martedì 10 luglio, dalle ore 18.00
Via Pontina, 601 - Roma


  

 



Parteciperanno
Moni Ovadia, Tetês de Bois, Militant A - Assalti Frontali, Ulderico Pesce, Dj Efrem dei Borghetta Style, Ghetto Youth Spinaceto, Cheja Celen
di Lara Facondi, Paese Sera
29 settembre 2012

Una fila di brandine militari su un tappeto di moquette. E' il rifugio che il Comune ha approntato in fretta e furia alla Fiera di Roma per accogliere i 150 rom sgomberati ieri da Tor de' Cenci. "Tra loro ci sono anche cardiopatici e malati di tumore", denuncia Paolo Perrini di Arci solidarietà. "Non vogliamo stare qui - dicono i rom - mangiamo panini da ieri e siamo trattati come profughi".

Tor de Cenci, la vera storia dello sgombero

di Mario Marazziti, Il Corriere della Sera
5 ottobre 2012



I romani non lo sanno. Non sanno che cosa si prova a vedere buttare giù con la scavatrice la casa dove si è abitato per cinque, dieci anni. Sanno solo che da una parte c'è il Comune che dice: "Bonificato il campo di Tor de Cenci". E dall’altra ci sono Caritas e Comunità di Sant’Egidio che dicono: "Una vergogna, indegna di una città civile".
di Lara Facondi, Paese Sera
29 settembre 2012

L'insurrezione dell'associazionismo cattolico e lo scontro tra Alemanno e Riccardi. Con la Belviso che, dopo quattro anni, porta a casa il risultato. Lo sgombero dell'insediamento di via Pontina tra il fuoco incrociato dei politici.

In questa storia i rom c’entrano poco o niente. Quella su Tor de’ Cenci è stata soprattutto una partita politica. Che alla fine ha vinto il vice sindaco Sveva Belviso. Ma a quale prezzo?

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