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Frontiere chiuse, Milano crocevia della tratta

  • Venerdì, 20 Giugno 2014 08:40 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
20 06 2014

Quando arriviamo davanti al distributore automatico di bibite all'incrocio con via Aldini, abbiamo la sensazione di avere interrotto una discussione importante.

La trattativa che è in corso lì dentro è di quelle serie. Sul piatto ci sono le speranze di intere famiglie.

Si parla di confini e di blocchi alle frontiere ma non siamo a Bruxelless e non si tratta dei pugni che Renzi e Alfano dovrebbero sbattere sul tavolo dell'Unione Europea. ...

Semel, 18 anni: il viaggio nel mare della speranza

  • Giovedì, 12 Giugno 2014 08:13 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Gazzetta del Mezzogiorno
12 04 2014

E' una battaglia quotidiana contro la fame, la morte, contro i trafficanti di esseri umani, contro il tempo che in alto mare è sempre nemico, quello che la Marina Militare combatte nel cuore del Mediterraneo.

Mare di speranza e di disperazione allo stesso tempo. Il bollettino di questa guerra è in perenne aggiornamento. ...

Difficile stimare quante siano le ragazze che di anno in anno arrivano a Milano,dove vengono prese in carico dalle madam, donne che assumono il controllo della loro vita. C'è chi abita direttamente con chi ne gestisce i guadagni. ...
Se vuoi il salvagente devi pagarlo a parte, 200 dollari. E adesso anche l'acqua, e persino un tozzo di pane o una scatoletta di tonno. Si paga per avere un telefono satellitare a disposizione e per scegliere il posto. E per proseguire il viaggio verso la meta finale una volta arrivati in Italia. Ora anche sulle carrette che attraversano il Canale di Sicilia si può viaggiare "in prima classe" con le dotazioni di sicurezza o accontentarsi della "terza classe" ...

Traffico di essere umani: un business

Il Fatto Quotidiano
23 05 2014

Se qualcuno pensa che la schiavitù sia qualcosa che riguardi il più lontano passato, si sbaglia. Al contrario è uno dei fenomeni criminali internazionali più diffusi e più redditizi. Un business che frutta ingenti somme di denaro agli Human Traffickers. Secondo i dati dell’ International Labor Organization (ILO), riportati dal Time, il traffico di esseri umani è un business stimato nel 2005 per 44 miliardi di dollari l’anno ed arrivato in meno di dieci anni a 150 miliardi di dollari.

I trafficanti usano violenza, minacce e altre forme di coercizione. Costringendo altre persone a lavorare in condizioni disumane, indotte a trasferirsi in un Paese con l’inganno, attraverso canali illegali. Ciò che sorprende dai dati dell’ILO è che spesso sono spinte al lavoro forzato non quelle che vivono in un livello costante di povertà. Ma quelle che subiscono un tracollo finanziario improvviso. Che sono costrette a chiedere dei prestiti. Ad avere dei debiti. E ad accettare qualsiasi cosa e qualunque condizione pur di sfamare le proprie famiglie.

Le vittime della tratta possono essere uomini, donne o bambini, sebbene la maggior parte siano donne e bambini. Un alto profitto deriva dal lavoro forzato di coloro che raccolgono cibo, che lavorano nel settore dell’ agricoltura o nelle industrie della pesca, nel manifatturiero o minerario. Molti dei quali sottopagati. Più della metà dei soldi viene realizzata nella regione dell’ Asia-Pacifico. Soprattutto l’India e Cina hanno molti lavoratori di questo tipo.

Anche le Iene ieri sera ha mostrato un servizio di Luigi Pelazza che ha indagato su alcune organizzazioni di trafficanti di esseri umani che rapiscono le persone di origine eritrea in Libia, per poi chiederne il riscatto. E organizzazioni che si occupano di portarli in giro per l’Europa clandestinamente, arrivando a guadagnare 25mila euro al mese. Quindi un business più che redditizio. E soprattutto tenuto sommerso.

Ma i veri soldi questi criminali li realizzano con lo sfruttamento sessuale, con una cifra stimata di 99 miliardi di dollari all’anno. Perché forte è il legame tra la prostituzione e la tratta di esseri umani. Con l’avvento di Internet poi, il numero di incidenti derivanti dal traffico del sesso è esploso. La possibilità per i trafficanti di esseri umani di farsi pubblicità online, e la crescente diffusione del turismo sessuale all’estero, ha permesso che questo settore criminale si sviluppasse. E che l’industria del sesso venisse alimentata. La cosa più inquietante è che a rischio sono i bambini. Secondo il Department of Homeland Security (DHS), l’età media per una ragazza per entrare nel commercio del sesso è di soli 12-14 anni, e solo 11-13 anni per i ragazzi.

Alcune suore brasiliane sostenute da Papa Francesco hanno sollevato martedì l’allarme per l’alto rischio che ci può essere per la tratta di esseri umani, sfruttamento dei lavoratori, prostituzione forzata e del turismo sessuale durante la Coppa del Mondo di calcio in Brasile il prossimo mese. Hanno annunciato una campagna internazionale denominata “Gioca a favore della vita – Denunciare la tratta di esseri umani”. “Abbiamo bisogno di rendere le persone consapevoli di ciò che accade ai margini di grandi eventi mondiali come la Coppa del Mondo Fifa e la sofferenza di coloro che sono oggetto di questo traffico”, ha detto una delle promotrici di questa campagna.

Secondo le promotrici, i trafficanti potrebbero approfittare di questo grande evento per sfruttare i più vulnerabili. I giovani che vivono nelle campagne potrebbero essere attirati con la promessa di un lavoro e costretti a prostituirsi. I bambini nelle zone rurali rapiti e portati in città, costretti a mendicare. Altri che vengono già sfruttati come lavoratori del sesso potrebbero essere indotti a trasferirsi in una delle città dove si svolgeranno i mondiali perché sarebbe più redditizio per i loro protettori. Le statistiche hanno infatti dimostrato che lo sfruttamento sessuale è aumentato del 30 per cento durante la Coppa del Mondo in Germania nel 2006 e il 40 per cento alla Coppa del Mondo in Sud Africa nel 2010. Quindi un evento che dovrebbe essere la celebrazione dello sport più amato al mondo, rischia di diventare nuovamente un affronto alla dignità umana.

Tutto questo fa pensare che i rapimenti delle studentesse nigeriane per mano di Boko Haram sono solo un esempio, gravissimo, di una più ampia piaga globale del traffico di esseri umani. Che ha innescato un’onda di indignazione che ha coinvolto quotidiani, attivisti, e social network. Risvegliandone gli animi che speravano la schiavitù fosse debellata da tempo.

Ludovica Amici

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