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Famiglia, le porte strette del Sinodo

  • Martedì, 06 Ottobre 2015 08:39 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
06 10 2015

Dopo aver ascoltato l`intervento introduttivo del relatore generale, il card. Erdò, verrebbe da dire che il Sinodo dei vescovi sulla famiglia - aperto domenica con la messa di papa Francesco - è già finito. No alla comunione ai divorziati risposati, no alle convivenze e ai matrimoni civili se non sono orientati verso il matrimonio religioso, no alle coppie omosessuali ha detto Erdò, chiudendo tutte le porte che avevano visto aprirsi qualche spiraglio, almeno su alcuni aspetti. ...

Luca Kocci

Unioni civili, verso il rinvio al 2016

amoreSi sacrificano le unioni civili per provare a incassare la riforma del Senato. Il rinvio al 2016 sembra ormai inevitabile. Troppo poco il tempo a disposizione per incastrare e approvare la legge Cirinnà. 
la Repubblica ...

Il Fatto Quotidiano
17 09 2015

Vari Paesi europei hanno da tempo già approvato leggi per regolare le unioni civili, i matrimoni gay, e l’Europa condanna l’Italia e la sollecita, anzi, le impone di prendere una decisione favorevole su questo punto in tempi molto brevi.

Da tempo i parlamentari s’annacano sul ddl Cirinnà e un emendamento oggi e un altro domani è finita che l’unione civile è diventata una Formazione sociale specifica.

La formazione sociale specifica non è un’unione civile e neppure un matrimonio che costituirà una famiglia. L’unica famiglia riconosciuta sarà sempre e solo quella formata da un uomo e una donna. La coppia formata da persone dello stesso sesso invece è destinata a occupare sempre una posizione inferiore con un inferiore numero di diritti. Questo risultato, tra l’altro, che è una mediazione della mediazione, pare impedisca di ottenere la possibilità del riconoscimento dei matrimoni gay in via giudiziaria.

Nessuna legge è meglio di una cattiva legge, dicono infatti i movimenti Lgbt che comprendono le famiglie omogenitoriali mai invitate a portare un contributo di idee sul tavolo di composizione della proposta di legge. Sembra pratica costante di questo governo quella di promuovere leggi che parlano di questioni di genere e di farlo senza tenere conto delle persone che quelle leggi dovrebbero rappresentare. Così è stato per leggi che parlavano di donne, così è per questa proposta di legge che sembra l’ennesima e intollerabile presa in giro.

Cos’è che vogliono i movimenti Lgbt? Una parte in realtà non riconosce l’istituto del matrimonio prodotto da un contesto etero/normativo e non vorrebbe per sé quelle stesse regole. Molti invece, perché vivono assieme da tempo e si trovano in difficoltà quando il compagno o la compagna non viene riconosciut@ come congiunt@ – perché esistono da tempo famiglie omogenitoriali vecchie e nuove che hanno bisogno di questa legge per regolare la posizione anche con i propri figli – vorrebbero fosse riconosciuta perlomeno l’unione civile. Regole che consentano al o alla partner di adottare il figlio che insieme hanno voluto. Che permettano ai e alle partner di succedersi nei contratti di affitto, di ereditare beni, di poter attivare un conto in banca in comune, di potersi assistere in ospedale, di poter adottare il figlio di uno dei due partner, di poter vedere riconosciuta la loro unione che per loro è a tutti gli effetti una famiglia.

Tante sono dunque le persone sotto ricatto che attendono da anni una soluzione e che oggi vedono i parlamentari che giocano al ribasso togliendo sempre più diritti e tentando di far passare una legge che umilia e disconosce le coppie omosessuali per un’autentica dimostrazione di progresso. E tutto ciò succede mentre rappresentanti istituzionali si impegnano a censurare libri in cui si osa dire che esistono anche altri generi e mentre varie aree integraliste e “lievemente” omofobiche insistono dicendo che nelle scuole ci sarebbe il Gender, ovvero l’invenzione catto/integralista che mira a bloccare i corsi di educazione e rispetto dei generi nelle scuole.

Io mi chiedo come facciano alcune persone a negare diritti a chi li chiede e poi a restare serenamente lì a immaginare di aver compiuto una buona azione. Non sia mai che esercitaste le falangi per scrivere emendamenti costruttivi invece che le tante boiate pensate semplicemente per fare ostruzionismo. Parliamo di aree politiche che non hanno problemi a dire che gay, lesbiche e trans sarebbero malati. Non temono di dire che le famiglie omogenitoriali avrebbero una cattiva influenza nei bambini e non lesinano altre battute omofobe, con calunniosi parallelismi tra gay e pedofili, pur di ottenere quel che vogliono.

Per finire una chicca: la “formazione sociale specifica” è diventata naturalmente tema di parodie e sfottò. Una pagina facebook dedicata, in cui potete trovare tanti meme esilaranti, e un generatore automatico di perifrasi che descrivono perfettamente l’assoluta bizzarria della proposta italica.

Concludo perciò in senso costruttivo e propongo, grazie ad Alessandro Capriccioli, altre possibili diciture da usare per le unioni gay.

Compartecipazioni gengivali botaniche, interazioni residuali sintetiche, agglomerazioni residuali biologiche, aggregazioni prepuberali analogiche, costituzioni perimetrali mimetiche, affiliazioni residuali asimmetriche, affiliazioni gengivali entropiche, interazioni ettagonali etiliche, aggregazioni gengivali pleonastiche, composizioni residuali elastiche, interazioni articolari analogiche…

Continuate pure. C’è sempre spazio per eufemismi imbecilli sintetici.

Eretica

Unioni civili: maggioranza divisa

cuore-haringNonostante gli annunci del premier Matteo Renzi sull'approdo in aula entro il 15 ottobre delle riforme costituzionali e, subito dopo, del ddl sulle unioni civili, la capigruppo del Senato non decide nulla in merito alla loro calendarizzazione.
Cronache del Garantista ...

Il Fatto Quotidiano
09 09 2015

L’Europa torna a richiamare l’Italia sulle unioni civili e le chiede di dire sì ai matrimoni gay. Ma a Roma il ddl che definisce le unioni civili come un istituto autonomo rispetto al matrimonio è fermo in commissione Giustizia del Senato per gli emendamenti di Area popolare e Forza Italia. A guidare l’ostruzionismo è il senatore del Nuovo centrodestra Carlo Giovanardi che questa mattina ha presentato 11 emendamenti, gli unici votati questa mattina in più di due ore e tutti respinti. Il testo è stato firmato dalla democratica Monica Cirinnà ed è stato approvato grazie alla maggioranza trasversale Pd-M5S.

Europarlamento: “Aprire a coabitazione, le unioni di fatto e matrimonio”
Intanto il Parlamento europeo ha chiesto oggi a nove Stati membri su 28 di “considerare la possibilità di offrire” alle coppie omosessuali istituzioni giuridiche come “la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio”. La richiesta è inserita nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo. Con il documento firmato dall’europarlamentare M5S Laura Ferrara, il Parlamento europeo ha anche chiesto alla Commissione Ue di “presentare una proposta di normativa ambiziosa che garantisca il riconoscimento mutuo” delle unioni e matrimoni registrati in altri paesi in modo da “ridurre gli ostacoli amministrativi e giuridici discriminatori che devono affrontare i cittadini” per esercitare il loro diritto alla libera circolazione.

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“Sanzionare cariche pubbliche che insultano persone Lgtbi”
Nel capitolo dedicato ai diritti delle persone Lgtbi, Strasburgo condanna “con la massima fermezza la discriminazione e la violenza” e chiede agli Stati di “sanzionare” le cariche pubbliche che “insultano o stigmatizzano” omosessuali e transessuali. Per questi ultimi il Parlamento chiede di facilitare le procedure burocratiche per il “riconoscimento del nuovo genere”. L’ennesimo richiamo dell’Europa sul tema dei diritti civili arriva dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che a luglio ha condannato l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali, che da anni vivono insieme in una relazione stabile. E per questo dovrà a ognuno di loro 5mila euro di risarcimento per danni morali.

Ddl Cirinnà fermo per ostruzionismo di Ap e Fi
Ma nonostante le richieste dell’Europa, a Roma il ddl Cirinnà è impantanato. In tutto il giorno, la commissione Giustizia di Palazzo Madama ha esaminato solo 50 emendamenti, respingendoli tutti. Ne restano così 1.260. L’esame riprenderà giovedì alle 18. Il senatore democratico Sergio Lo Giudice ribadisce che “il Pd non farà nessun passo indietro” e che Ncd e Fi “continuano ad avare un atteggiamento ostruzionistico” “assolutamente non in linea con quanto ci chiede non solo il Parlamento europeo anche oggi, ma soprattutto la Corte di Giustizia europea”.

Giovanardi: “Unioni civili diventeranno uguali a matrimonio”
Schierato in prima linea contro il ddl c’è Giovanardi: “Le unioni civili diventano uguali al matrimonio”, afferma il senatore promettendo che Ap “darà battaglia”. “L’emendamento premissivo (quello votato la settimana scorsa da Pd , M5S e conservatori sulla definizione delle coppie di fatto come specifica formazione sociale, ndr) è stato completamente svuotato. Le parole della Cirinnà hanno riaffermato il sì all’utero in affitto, alle adozioni e alla pensione di reversibilità anche per le coppie omosessuali. Il governo è intervenuto a gamba tesa, definendo tempi e modi. È un nostro dovere fare battaglia parlamentare”.
“Stanno portando avanti un progetto che avrà conseguenze per i prossimi 50 anni della storia italiana. Se dovesse passare dal giorno dopo – conclude Giovanardi – io voto no alla fiducia a questo governo”.

Lupi: “Non accettiamo impostazioni da Parlamento Ue”
Il presidente dei deputati di Area popolare Maurizio Lupi critica duramente l’intervento del Parlamento europeo: “Il riconoscimento di diritti alle persone omosessuali che realizzano unioni stabili è una prerogativa del Parlamento italiano. La forma di questo riconoscimento verrà liberamente decisa da deputati e senatori. L’europarlamento, in tale senso, è libero di pensarla come vuole ma non può chiedere a uno Stato sovrano di ‘dire sì ai matrimoni gay'”.

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