×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Costa Rica presentati due progetti sulle unioni civili

  • Venerdì, 20 Marzo 2015 10:43 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo Mario Mieli
20 03 2015

Giungono buone notizie dalla Costa Rica per quel che riguarda i diritti umani delle persone LGBT: sebbene il matrimonio ugualitario sia ancora lontanissimo dall’essere una questione abbordabile, si stanno per compiere degli importanti passi avanti per l’uguaglianza di tutti i cittadini visto che si è in procinto di presentare due progetti di legge per normare le unioni tra persone dello stesso sesso.

Ad annunciarlo è il Governo stesso della Costa Rica dopo un incontro con attivisti del movimento lesbico, gay, bisessuale e transessuale del Paese: la Costa Rica segue in tal modo il percorso già intrapreso da altri paesi latinoamericani (non dimentichiamo che in Argentina, Uruguay e in alcune zone del Messico il matrimonio ugualitario è realtà). Subito dopo la presentazione dei due progetti di legge, inizierà il giro di consultazioni con diverse organizzazione, stando a quanto annunciato da Ana Gabriel Zuñiga, viceministra della Presidenza.

I due disegni di legge prevedono le unioni civili tra persone dello stesso sesso e vanno sotto il nome di Unioni di fatto un ddl e Plan de Sociedades de Convivencia l’altro. L’Assemblea Legislativa del paese li discuterà entro il prossimo 20 aprile, portando a compimento, in tal modo, una promessa fatta dal presidente della Costa Rica, Luis Guillermo Solís: quella, cioè, di lottare fattivamente contro la discriminazione.

InsiemeI 28 paesi dell'Unione europea non sono soltanto divisi dall'economia ma anche dall'estensione dei diritti civili. La fotografia di questa situazione viene da alcune votazioni di questa settimana a Strasburgo su risoluzioni non legislative, cioè degli "inviti" ai governi ad agire su vari fronti, che restano di competenza nazionale. Ieri c'è stato un voto sul matrimonio omosessuale, lunedì uno sull'accesso all'aborto. Entrambi i testi sono passati ad ampia maggioranza [...]. La relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo era presentata da un eurodeputato italiano del Pd, Pier Antonio Panieri. Ma gli italiani del Pd si sono spaccati.
A.M.M., Il Manifesto ...

"Matrimoni gay? Come l'Isis". La dichiarazione choc in Aula

  • Venerdì, 20 Febbraio 2015 11:01 ,
  • Pubblicato in L'ESPRESSO

l'Espresso
20 02 2015

Si sono alzati in piedi, hanno girato le spalle alle associazioni in difesa per la famiglia e hanno abbandonato l'aula a metà discussione. È quello che hanno fatto in Commissione Giustizia i senatori Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice, durante l’ultima audizione per la nuova legge sulle unioni civili. Giovedì scorso erano state ascoltate le associazioni Lgbt e oggi su iniziativa del senatore Ncd, Carlo Giovanardi, è stato il turno delle associazioni in difesa per la famiglia tradizionale. Tra queste il Moige, Manif Pour Touis Italia e Comitati Sì alla Famiglia. Secondo quanto twittato dal deputato di Forza Italia, Lucio Malan, sarebbe stata la frase della dottoressa Dina Nerozzi, medico psichiatra, ad offendere la relatrice del ddl Cirinnà e il primo firmatario Sergio Lo Giudice: "Va chiarito che cosa vuol dire “vincolo affettivo” - avrebbe dichiarato la rappresentante dell’associazione Comitato Articolo 26. Io ho affetto per il mio cane ma che significa?".

I due senatori Pd hanno dunque abbandonano l’aula, mentre l’audizione ha continuato con gli interventi dei rappresentati delle associazioni. Federica Bonomi (Comitato di mamma ce n'è una sola) ha indicato il pericolo che questa legge possa riconoscere, non solo l’unione tra persone dello stesso sesso, ma anche "unioni multiple o fra specie diverse". Mentre Mario Binasco, docente di psicologia e psicopatologia dei legami familiari, della sezione italiana dell'Ecole Européenne de Psychanalyse, ha paragonato il ddl alla cellula terroristica dell'Isis: "Qualcuno pretende di negare la realtà e piegarla ad una regola astratta, con la stessa logica dei campi di concentramento, ma questo non é possibile. Il riconoscimento della forma matrimoniale con altro nome, previsto dal ddl Cirinnà, tende a distruggere il riconoscimento e l'appoggio sociale ai legami umani, quelli che prendono in conto le differenze e il futuro, come sono i legami familiari originari. Prevalgono istinti di morte. l'Isis non è poi molto diverso".

Si conclude così questa prima fase per uno dei ddl più discussi degli ultimi mesi. La settimana prossima il testo Cirinnà sarà votato e allora partirà la fase emendativa. La più pericolosa che potrebbe stravolgere o affossare il testo.

Ma questo non spaventa il senatore Lo Giudice: “Ognuno di questi passaggi sarà complicato e difficile, pieno di insidie e pericoli. Ogni emendamento rischia di comprometterlo, soprattutto su una maggioranza così ballerina. Però mi conforta il fatto che noi stiamo arrivando alla votazione sul testo base che nella condizioni date è un ottimo testo”.

Il premier Matteo Renzi pochi giorni fa durante la direzione nazionale del Partito Democratico ha auspicato la ricerca di “un punto di equilibrio tra di noi e con gli altri” proprio su questa legge che dovrebbe concludere il suo percorso entro marzo.

Simone Alliva

Corriere della Sera
20 02 2015

Il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha nominato un commissario ad acta che ha cancellato la trascrizione dei 13 matrimoni omosessuali celebrati all’estero, che era stata fatta dal sindaco Giuliano Pisapia. Le coppie sono state informate tramite lettera. Secca, la replica del sindaco sul suo profilo Facebook: «Ci opporremo in tutte le sedi contro una decisione strumentale e discriminatoria». Non solo. Pisapia ha rinnovato il suo appello al Parlamento, «affinché intervenga al più presto con un provvedimento legislativo complessivo che finalmente allinei l’Italia a quell’Europa dei diritti cui aspiriamo». Infine, una stoccata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per il quale invoca una «formale mozione di censura» dagli scranni di Montecitorio. Punta il dito contro il responsabile del Viminale anche l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino: «Invece di occuparsi di come accogliere dignitosamente gli immigrati, perseguita le coppie di fatto». Si dicono «sgomente» per «un intervento a gamba tesa, un atto oscurantista e fascista» le coppie omosessuali milanesi sposate all’estero, riunite nel gruppo «Love Out Law».

La vicenda
Più volte il sindaco Pisapia si era rifiutato di cancellare le nozze gay celebrate all’estero, ritenendole legittime. Era lo scorso 4 novembre quando il prefetto aveva adottato il «provvedimento di annullamento» di trascrizione dei 13 matrimoni tra persone dello stesso sesso trascritte dal sindaco. Nel provvedimento Tronca aveva ordinato al sindaco, in qualità di ufficiale di stato civile, di provvedere «senza ritardo» a tutti gli adempimenti. Il commissario ad acta si è recato nei giorni scorsi in Comune a cancellarle. «Un atto dovuto», lo definiscono fonti della prefettura.

I Giovani democratici: «Mozione contro Alfano, si dimetta»
E sulla trascrizione, da più parti, monta la polemica. Arriva dai Giovani democratici milanesi la proposta di presentare e votare una mozione contro il ministro dell’Interno: «Alfano si dimetta. Dimostra ogni giorno un’inettitudine disarmante che mette a rischio la fiducia e la tenuta del governo — dichiara Giacomo Marossi, coordinatore cittadino dei Giovani democratici — come se già non bastasse l’imbarazzo di starci in maggioranza».

De Corato: «Meglio tardi che mai»
Solidarizza con il prefetto Riccardo De Corato (FdI), vice presidente del consiglio comunale. «Meglio tardi che mai — il suo commento — . Finalmente anche a Milano il prefetto ha nominato un commissario ad acta per annullare le trascrizioni delle nozze gay. Siamo in ritardo di quattro mesi, a Udine questo passo era stato fatto a fine ottobre, mentre da noi è stato perso un sacco di tempo». Il consigliere all’opposizione ricorda inoltre come «in questi mesi avevamo più volte chiesto la soluzione della questione e il ripristino della legalità, scrivendo, il giorno dopo le trascrizioni di Pisapia, al prefetto Tronca. Ma il tempo è passato tra missive, dichiarazioni, prove di forza e pure un falso avviso di garanzia e la seguente sceneggiata del sindaco che si dichiarava indagato quando invece non lo era».

Io, la legge, la mia bimba, sulla carta resto nessuno

Klimt, MaternitàLa rimetto a letto e a letto torno anch'io non proprio certa di riuscire a riprendere sonno. Anche perché ho nella testa una domanda: mamma? Ma sono poi davvero la sua mamma? Non ha il mio cognome. Per la legge io sono nessuno. Se la donna che l'ha messa al mondo, la mia compagna, dovesse morire, lo Stato me la porterebbe via. Se finisse in ospedale non potrei decidere niente. Per andare a prenderla all'asilo ho bisogno del permesso della mia compagna proprio come una baby sitter. Eppure l'abbiamo voluta insieme. 
Rory Cappelli, la Repubblica ...

facebook