×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 404

Il declino della violenza

Il Fatto Quotidiano
28 11 2013

"Il declino della violenza" (Feltrinelli edizione, 45 euro) di Steven Pinker, docente di Psicologia e direttore del Centro di neuroscienza cognitiva al Massachussets institute of technology, è un ottimo libro da cui far partire innumerevoli spunti di riflessione.

Pinker parla di violenza, senza la facilità con cui questa parola è oggi sulla bocca di tutti. Ne parla attraverso una lunga e accurata analisi del fenomeno, corredandola di dati ogni volta che è possibile, per arrivare alla conclusione che viviamo in una delle epoche meno violente della storia.

Rispetto al passato ritengo che abbiamo perso alcuni valori che mettono di fronte l’uomo a fragilità prima non esistenti e con cui oggi dobbiamo fare i conti. Andare oltre un breve accenno aprirebbe questioni affrontabili necessariamente in un altro spazio. Sono convinto che la violenza sociale oggi assuma contorni più subdoli e meno decifrabili, ma è anche vero che la maggior parte di noi finirà la propria vita quando saranno finiti in modo naturale i suoi giorni e non prima a causa di guerre, uccisioni, malattie, torture e altro ancora. Una situazione che gli abitanti del 2013 non conoscono sulla propria pelle nelle stesse proporzioni dei loro antenati. Viviamo forse in una epoca dove la violenza ha molteplici maschere, meno cruente, ma comunque incisive.

Una parte del libro analizza la violenza sulle donne ed è su di quella che mi voglio soffermare. La realtà di riferimento è quella americana, ma molte considerazioni, a mio avviso, possono assumere un carattere generale. L’esistenza di uomini maltrattati è reale quanto lo è l’esistenza di donne maltrattate. Entrambi i sessi hanno possibilità di essere vittime di una “violenza coniugale”. Operiamo però una decisiva differenza tra litigi coniugali che sfociano in violenza e l’intimidazione e sopraffazione sistematica di un partner sull’altro.

In coppie in cui uno dei due minaccia l’altro con la forza, lo controlla limitandone i movimenti e le finanze, manifesta rabbia nei confronti dei figli e avarezza di lodi e dimostrazioni d’affetto, abbiamo un dominatore e quindi uno sbilanciamento notevole di potere. Nelle ricerche del sociologo Michael Johnson che ha analizzato i dati sulle interazioni tra i partner in rapporti considerati violenti esso risulta quasi sempre un uomo. In questi contesti, molte delle violenze utilizzate dalle donne invece sono rapportabili anche a una difesa di se stesse e di eventuali figli.

Se nel rapporto non emerge la figura del dominatore, la violenza ha luogo in discussioni che degenerano e, in questi casi, gli uomini sembrano essere solo leggermente più inclini all’utilizzo della forza. “Dominatori/dominati” e “persone litigiose” sono quindi due categorie distinte con peculiarità proprie, quando parliamo di violenza di genere. Nei rapporti litigiosi c’è un rapporto più paritario e meno asimmetrico. Ad arrivare ai centri rifugio e a denunciare le violenze sono donne in rapporti con uomini dominanti. Tra ex partner inoltre sono molti di più gli uomini che arrivano ad avere comportamenti violenti e persecutori.

Pinker afferma che, per quanto riguarda la litigiosità che può sfociare in aggressività, all’interno delle coppie, le cose non sono cambiate molto probabilmente nel corso degli anni, ma diverso è il discorso per gli atti di violenza considerati vere e proprie aggressioni. Tra i dati presentati nel libro abbiamo – dal 1993 al 2005 – le segnalazioni di atti di violenza contro le donne nella coppia sono diminuite di due terzi e gli atti di violenza contro gli uomini si sono dimezzati.

Come afferma l’autore “il femminismo ha fatto molto bene agli uomini”. Dopo la nascita e l’affermarsi dei movimenti delle donne le possibilità che un uomo venga ucciso dalla sua partner o ex partner sono diminuite di sei volte senza bisogno che ci fosse alcuna campagna per contrastare la violenza sugli uomini. La probabilità che una donna arrivi ad ammazzare un uomo perché non ha altra difesa è diventata minore con l’istituirsi di centri antiviolenza e possibilità di tutele giuridiche che prima non c’erano.

Pinker, analizzando il declino di varie forme di violenza, giunge alla conclusione che anche il maltrattamento domestico andrà diminuendo e mi trova d’accordo. Non credo che l’eliminazione della violenza sia di genere che di altra natura potrà mai essere davvero realistica: l’aggressività è una componente dell’essere umano, ma una sua drastica riduzione è sicuramente possibile in un processo lento, ma inesorabile che faccia leva non sull’aspetto repressivo (anche se la certezza di una pena come deterrente è indispensabile) o di imposizione. D’altronde la condizione della donna ha subito, anzi ha agito (per evidenziare il ruolo attivo delle donne in ciò) grossi mutamenti sebbene ancora lontani dalla parità di diritti ed opportunità.

Il tassello che ancora manca e che ritengo indispensabile è l’aumento della capacità di messa in discussione di noi uomini in un contesto nostro e paritario. La creazione di gruppi di autoconsapevolezza maschile sono uno dei migliori strumenti per raggiungere le parità. Se per femminismo intendiamo la presa di consapevolezza delle donne da cui è nata una operatività concreta e questo ha aiutato noi uomini, una nostra presa di consapevolezza sono convinto ci renderà operativi allo stesso modo ed aiuterà le donne.

Sempre citando dal lavoro di Pinker una convincente massima di Victor Hugo è “non c’è nulla di più potente di un’idea il cui tempo è venuto”. Il tempo dei pari diritti e delle pari opportunità non so se è ancora giunto, ma sono certo che non è lontano come può sembrare. Me lo auguro di cuore.

Mario De Maglie

 
 
Viola, Associazione per lo studio e la psicoterapia della violenza
21 11 2013

Comunicato stampa


Lunedì 25 Novembre 2013 la nostra Associazione per lo studio e la psicoterapia della violenza (www.associazioneviola.org) aprirà a Milano il primo Centro clinico di psicoanalisi in Italia espressamente creato per la terapia del comportamento violento (www.centroviola.it), secondo il metodo elaborato da alcuni componenti dell’Associazione nella loro attività professionale degli ultimi vent’anni, sia nei reparti di isolamento delle carceri, sia in studio. 

Il nostro metodo, fino ad oggi, non ha dato casi di recidiva. Il Centro Viola si trova in via Illirico 18 a Milano presso la sede di una Scuola di specialità in psicoterapia; le persone (uomini e donne) che si sentano a rischio di mettere in atto comportamenti violenti (omicidi, violenze sessuali, violenze psicologiche, comportamenti pedofili, molestie, abusi, percosse, minacce, stalking, etc.), che li abbiano commessi senza essere stati denunciati, che si trovino agli arresti domiciliari o che abbiano già scontato una pena detentiva ma non si considerino fuori pericolo, potranno rivolgersi al nostro numero verde (800 68 50 49) e prendere appuntamento con uno psicoterapeuta per un primo colloquio clinico ad un costo calmierato.

Il Centro Viola può attualmente ricevere pazienti a Milano, Torino, Genova e Laveno Mombello (VA). La nostra esperienza di lavoro coi soggetti violenti ci ha definitivamente convinti dell’inutilità del clamore mediatico, della facile indignazione collettiva, degli inasprimenti delle pene detentive e dei danni di una carente e approssimativa informazione scientifica che alimenta questi comportamenti.

La violenza è un istinto, e quando gli agìti violenti sanzionati non rimangono nell’inconscio dove sono stati chiusi dall’educazione, quando travolgono la coscienza morale e disattivano i freni inibitori, è necessario che la giustizia faccia il suo corso a difesa della società, ma è anche necessario che la psicoterapia psicoanalitica arrivi a capire quali siano le cause del comportamento deviante per evitare che possa ripetersi dopo la detenzione, e per consentire al colpevole il suo diritto costituzionale al riscatto morale e al reinserimento sociale.

La presidente dell’Associazione VIOLA per lo studio e la psicoterapia della violenza,
Dott.ssa Marina Valcarenghi

Riferimenti telefonici e indirizzi e-mail:

Associazione Viola - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Centro Viola per la psicoterapia della violenza:
Direttore clinico: Dott.ssa Marina Valcarenghi (Milano) 349.4764947 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott.ssa Grazia Arena (Milano) 339.4528120 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott. Marco Canciani (Milano) 333.6199206 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott. Mario Ganz (Genova) 349.5813961 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott.ssa Sara Fiorella (Laveno Mombello, VA) 349.7538029 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott.ssa Rita Vassia (Torino) 333.9078108 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




La data c'è. Per il resto, è tutto da vedere. La conferenza "Ginevra 2" sulla Siria si terrà il 23 novembre. Lo ha confermato il segretario generale della Lega Araba, Nabil Elaraby, in una conferenza stampa al termine del suo incontro con l'inviato per la Siria Lakhdar Brahimi, che ha cominciato dal Cairo un suo tour della regione. Nei giorni scorsi il vicepremier siriano Qadri Jamil aveva annunciato le date del 23 e 24 novembre per la conferenza di pace. ...
di Luca Attanasio, paesesera.it
12 gennaio 2012 
 
In Italia la violenza intra-familiare verso le donne è un fenomeno che sta assumendo proporzioni allarmanti. Siamo un paese che picchia, violenta, segrega, riduce in stato comatoso ma anche, il dato è in preoccupante aumento, che uccide le donne.
A occuparsene, spesso andando a scontrarsi con omertà infinite, minacce o, ancora più frequentemente, silenzi delle stesse donne congelate nella propria condizione di atterrimento permanente, sono i moltissimi centri anti-violenza sparsi su tutto il territorio. La nostra città vanta quello che, per metodo e collocazione, può dirsi tra i più efficaci ed efficienti. 

facebook