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Zambia: per la prima volta una donna alla vice presidenza

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 08:40 ,
  • Pubblicato in Flash news

Atlas
28 01 2015

Inonge Mutukwa Wina è stata nominata vicepresidente dello Zambia dal nuovo capo di Stato Edgar Lungu: è la prima donna a ricoprire l’incarico dall’indipendenza nel 1964, riferisce la stampa locale. Wina prende il posto di Guy Scott, che ha ricoperto peraltro la carica di capo di Stato ad interim durante il vuoto istituzionale lasciato dalla morte del presidente Michael Sata ad ottobre scorso.

Lungu ha definito la sua nuova vice “un fattore unificante”, ma secondo vari commentatori sul fatto che sia stata scelta ha pesato il fatto di essersi schierata a favore di Lungu (e contro Scott) al momento della difficile designazione del candidato presidente del partito di governo Patriotic front (Pf).

Nata nel 1941 ed educata in Zambia e negli Stati Uniti, prima di dedicarsi alla politica, Wina ha ricoperto a lungo ruoli in varie organizzazioni non governative locali, arrivando a presiedere il Consiglio di coordinamento delle organizzazioni non governative (NGOCC) in Zambia. La sua prima legislatura in parlamento risale al 2001 ma è solo dal 2011 che è stata eletta nelle file del Pf.

Corriere della Sera
16 09 2013

Esplora il significato del termine: Vivere liberamente il proprio orientamento sessuale in Africa è un rischio enorme. In 36 paesi del continente , gli atti omosessuali sono un reato. Lo Zambia è tra questi.

Oggi James Mwape e Philip Mubiana compariranno in tribunale nella città di Kapiri Mposhi per rispondere di “reati contro l’ordine naturale”, come recita il codice penale dai tempi in cui lo Zambia era colonia britannica. Rischiano fino a 15 anni di carcere.I due ragazzi, entrambi 22enni, sono stati arrestati il 25 aprile e rilasciati su cauzione il 2 maggio. Pochi giorni dopo, dopo una segnalazione alla polizia da parte di un vicino di casa, sono stati nuovamente portati in carcere.

A maggio, per due volte, i due detenuti sono stati costretti a sottoporsi a un esame anale. Una procedura illegittima da un punto di vista scientifico ma soprattutto abusiva, umiliante e condotta con intenti discriminatori e che è stata resa nota all’opinione pubblica del paese dal quotidiano governativo Zambia News and Information.
L’intolleranza nei confronti degli omosessuali sta dunque prendendo piede anche nello Zambia. Ad aprile Paul Kasonkomona, un attivista per i diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), è stato arrestato per aver chiesto, durante un programma televisivo, l’abolizione del reato di omosessualità.
Un mese fa, il ministro dell’Interno Edgar Lungu, ha reso nota la posizione del governo: “Chi sostiene i diritti dei gay deve finire all’inferno, non ci sarà alcun dibattito sui diritti dei gay. È un tema che non riguarda il nostro paese”.

Gli hanno fatto eco esponenti della chiesa cattolica locale, che di recente se la sono presa anche col presidente statunitense Barack Obama.

E dire che lo Zambia ha ratificato il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta Africana dei diritti umani e dei popoli, che proteggono il diritto alla libertà d’espressione, coscienza e privacy, che si estende anche agli atti omosessuali in luogo privato tra adulti.
È ciò che spiegheranno questa mattina al giudice gli avvocati di Mwape e MubianaVivere liberamente il proprio orientamento sessuale in Africa è un rischio enorme. In 36 paesi del continente , gli atti omosessuali sono un reato. Lo Zambia è tra questi.

Oggi James Mwape e Philip Mubiana compariranno in tribunale nella città di Kapiri Mposhi per rispondere di “reati contro l’ordine naturale”, come recita il codice penale dai tempi in cui lo Zambia era colonia britannica. Rischiano fino a 15 anni di carcere.I due ragazzi, entrambi 22enni, sono stati arrestati il 25 aprile e rilasciati su cauzione il 2 maggio. Pochi giorni dopo, dopo una segnalazione alla polizia da parte di un vicino di casa, sono stati nuovamente portati in carcere.

A maggio, per due volte, i due detenuti sono stati costretti a sottoporsi a un esame anale. Una procedura illegittima da un punto di vista scientifico ma soprattutto abusiva, umiliante e condotta con intenti discriminatori e che è stata resa nota all’opinione pubblica del paese dal quotidiano governativo Zambia News and Information.

L’intolleranza nei confronti degli omosessuali sta dunque prendendo piede anche nello Zambia. Ad aprile Paul Kasonkomona, un attivista per i diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), è stato arrestato per aver chiesto, durante un programma televisivo, l’abolizione del reato di omosessualità.

Un mese fa, il ministro dell’Interno Edgar Lungu, ha reso nota la posizione del governo: “Chi sostiene i diritti dei gay deve finire all’inferno, non ci sarà alcun dibattito sui diritti dei gay. È un tema che non riguarda il nostro paese”.

Gli hanno fatto eco esponenti della chiesa cattolica locale, che di recente se la sono presa anche col presidente statunitense Barack Obama.

E dire che lo Zambia ha ratificato il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta Africana dei diritti umani e dei popoli, che proteggono il diritto alla libertà d’espressione, coscienza e privacy, che si estende anche agli atti omosessuali in luogo privato tra adulti.
È ciò che spiegheranno questa mattina al giudice gli avvocati di Mwape e Mubiana

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