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di Geraldine Schwarz, La Repubblica
20 novembre 2012

"La tendenza è in salita e se fino a qualche anno fa il maggior numero di mamme teen era in Sicilia e Campania, ora il trend è in crescita soprattutto in Lombardia, una regione che dovrebbe essere all'avanguardia e che mostra un'evidente carenza: i consultori non riescono ad orientare verso una sessualità consapevole", dice la Società di Ginecologia e ostetricia. In Italia le mamme tra i 14 e i 19 anni rappresentano il 2,1% delle gravidanze italiane.
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La Repubblica
19 11 2012


"La tendenza è in crescita e se fino a qualche anno fa il maggior numero di mamme teen era in Sicilia e Campania, ora il trend è in crescita soprattutto in Lombardia, una regione che dovrebbe essere all'avanguardia e che mostra un'evidente carenza: i consultori non riescono ad orientare verso una sessualità consapevole", dice la Società di Ginecologia e ostetricia
ROMA - "Non feci nessun test, la paura era troppa. Il 17 giugno 2009 accompagnata da mia mamma andai a fare la mia prima visita ginecologica e la verità arrivò aspra e secca come una sberla che non ammette repliche. Ero proprio incinta. Avevo 17 anni e da 7 settimane nella mia pancia vagava un fagiolino di 0,89 cm. Ero ancora stesa sul lettino quando ho sentito qualcuno dire queste parole: Milena, il termine della gravidanza è il 24 gennaio ma non preoccuparti c'è sempre la soluzione dell'aborto". Altra sberla, dall'altra parte del viso. Milena però, nonostante i 17 anni e le pressioni subite dai genitori del suo compagno ha scelto la vita per sua figlia e dopo altri 7 mesi, il 29 gennaio è nata Giulia che oggi ha 3 anni. "Rifarei tutto perché anche se la mia vita è cambiata, è stato un grande dono e Giulia oggi è la mia gioia". Milena Ferrari che racconta la sua storia anche su un blog (io mamma teenager) è una delle tante mamme adolescenti nel nostro paese. Un paio di jeans, una felpa con il cappuccio e un bimbo nella pancia. E i minori a rischio, sono due.

In Italia, ogni anno, quasi diecimila bambini nascono da mamme tra i 14 ed i 19 anni, rappresentano il 2,1 % delle gravidanze italiane, e potrebbero essere molti di più perché molte adolescenti, 6 su 10, decidono di non far crescere la pancia e scelgono l'interruzione, volontaria. Il 95% delle gravidanze avviene tra i 16 ed i 17 anni e nel 68% dei casi i padri abbandonano la situazione e le neo mamme rimangono a crescere il bimbo nel seno della loro famiglia di origine. Su tutti colpisce un dato Istat relativo al 2010: su 10mila gravidanze "teen", 7.088 sono state di adolescenti italiane, e 2.495 di immigrate. E poi un altro, solo a Napoli sono mille le mamme teen tra i 15 e i 19 anni, quanto in tutta la Lombardia.

Sara 16 anni, romana di Tor Bella Monaca, 15 mesi fa ha portato a sua mamma direttamente il flaconcino del test di gravidanza: "Tanto anche lei era rimasta incinta a 17 anni, doveva capirmi, per forza". Poi dopo nove mesi è nata Cristal. Alba 16 anni invece racconta: "erano giorni che me lo tenevo dentro ma a qualcuno dovevo dirlo, ho aspettato che mia mamma fosse nella vasca, bella rilassata e solo allora gliel'ho detto. Lei mi ha risposto che mi avrebbe aiutato ma che era delusa da me". Un fenomeno quello delle mamme adolescenti che secondo gli esperti della SIGO (Società Italiana Ginecologia ed Ostetricia) è destinato a crescere: "La tendenza è in crescita e colpisce un dato: indica che se fino a qualche anno fa il maggior numero di mamme teen era in Sicilia e Campania, ora il trend è in crescita soprattutto in Lombardia, una regione che dovrebbe essere all'avanguardia in campo sanitario e che invece mostra questa evidente carenza nella rete dei servizi dei consultori che non riescono ad orientare verso una sessualità consapevole. Così come non riescono a farlo le famiglie che dovrebbero spiegare ai loro figli quanto sesso e sentimento debbano viaggiare insieme". L'ètà media della prima volta? 15 anni. E oltretutto, continua il professor Surico "c'è scarsa informazione sulla sessualità, gli adolescenti vogliono far sembrare di sapere tutto in materia ma ci sono molte leggende popolari da sfatare, ad esempio molti credono ancora che nei primi rapporti sia impossibile rimanere incinta".

Ma chi sono queste mamme teen, hanno delle caratteristiche comuni? Fotografate dall'Istat, dall'Oms, da Save The Children, dalla SIGO, dagli esperti dei progetti a loro dedicati, e raccontate anche dai media come MTV e Babel Tv che gli hanno dedicato delle serie televisive di successo, emerge un profilo appena abbozzato che evidenzia degli elementi comuni nel magma delle storie personali. "Le baby mamme - spiega Raffaella Scalise, psicologa, coordinatrice del progetto Accogliere la nascita per l'Associazione Il Melograno di Roma, che ha partecipato all'indagine di Save The Children - hanno un'età compresa tra i 13 ed i 19 anni, spesso provengono da realtà socioeconomiche a rischio, nel 90% dei casi sono a loro volta figlie di mamme adolescenti e vengono da famiglie dove non c'è un padre perché è morto o perché è assente come figura genitoriale. Spesso, hanno una bassa scolarità, non hanno un progetto di vita e cercano di affermare la loro identità proprio con la gravidanza, senza sapere che gravidanza e maternità sono due cose molto diverse". I rischi che andranno ad affrontare sono diversi. Dai parti che per l'immaturità delle giovani mamme, spesso sono più a rischio e più dolorosi, alla maggiore probabilità di depressione port partum che colpisce il 50% delle piccole mamme, il doppio delle donne adulte. Senza dimenticare i rischi sociali, di inserimento e di crescita. C'è il rischio di rimanere sole, perché il 68% dei padri abbandona la neofamiglia, quello di dover interrompere un percorso scolastico e una crescita con i coetanei e di avere difficoltà economiche perché trovare un lavoro con un bambino diventa ancora più complicato. "A questo - spiega la professoressa Cristina Riva Crugnola, responsabile scientifico del progetto per le mamme adolescenti dell'Ospedale San Paolo di Milano, si aggiungono i rischi per i neonati che potrebbero avere ritardi cognitivi, crescere molto aggressivi o con due mamme, la mamma/sorella e la nonna/mamma." Per questo, nei progetti per le piccole Juno in quello dell'Ospedale San Paolo di Milano ("Due minori a rischio" tel 0281841) e in quello del Melograno di Roma ("Accogliere la nascita" 0679475606) è prevista un assistenza multidisciplinare alla mamma e al bambino per almeno un anno dal parto.

"Le piccole mamme, dicono sempre che sono contente e che va tutto bene ma poi parlandoci approfonditamente - racconta Maura Bartolo, assistente sociale del Cav ambrosiano (centro di aiuto alla vita) che collabora al progetto del San Paolo - emerge un forte senso di solitudine, fanno molta fatica ad ammetterlo ma alla fine confessano che il loro mondo gli manca. E' molto importante che riescano a chiedere aiuto e che siano consapevoli che ne hanno bisogno. Sono in gioco due vite, due fragilità profonde, la mamma e il bambino appena nato".
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La Repubblica
19 11 2012


Parla Nicola Surico, Presidente della SIGO, Società italiana Ginecologia e Ostetricia. "E' necessario un controllo da parte dei genitori, le famiglie devono essere più forti nei ruoli di guida e informazione sulla sessualità perché questo non è un compito che può essere lasciato solo alla scuola"
"Internet, la televisione, alcune pubblicità sono tanti i media che parlano e diffondono sesso nella società di oggi e gli adolescenti, per sentirsi già adulti fanno finta di sapere tutto ma non è così, molti di loro a esempio pensano che nei primi rapporti sessuali sia impossibile che si rimanga incinte. Per questo usano poco le precauzioni e ciò induce ad un aumento delle gravidanze indesiderate e porta alla diffusione di malattie sessualmente trasmissibili". Il professor Nicola Surico, presidente della Sigo, Società italiana Ginecologia e Ostetricia lancia l'allarme contro i messaggi sessuali diffusi dai media e non filtrati dagli adulti.

Che ruolo hanno i media nella sessualità dei giovani?
"Internet è uno dei mezzi da tenere più sotto controllo, il 14% degli adolescenti italiani come emerge da una nostra ricerca, manda proprie foto senza vestiti su Internet o per sms per ottenere regali, il 22% ha rapporti con qualcuno conosciuto sul web e la soglia del pericolo gravidanza si abbassa nei giovani che trascorrono più di tre ore sulla rete guardando siti ad alto contenuto erotico".

Cosa fare?
"Innanzitutto è necessario un controllo da parte dei genitori, le famiglie devono essere più forti nei ruoli di guida e informazione sulla sessualità perché questo non è un compito che può essere lasciato solo alla scuola. Io credo sia importante educare i ragazzi a una sessualità consapevole dove il sesso non può essere slegato dal sentimento e da un impegno reciproco. Se fosse così i ragazzi sarebbero più responsabili nella scelta del partner e darebbero più valore ad un'azione che fanno con molta leggerezza. E poi ci vuole più informazione. Noi della Sigo abbiamo un numero verde 800555323 dove cerchiamo di dare informazioni alle tante richieste che ci arrivano ma anche la rete dei consultori andrebbe rafforzata".
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La Repubblica
20 11 2012


MIAMI - Omicidio su uno scuolabus questa mattina in Florida: uno studente ha ucciso con un colpo di pistola una ragazzina di 13 anni sul pullman che li stava portando alla Palm glades preparatory academy di Homestead, non lontano da Miami. La tragedia è avvenuta intorno alle 6.45 di mattina, mentre l'autobus si trovava fra la southwest 296th street e la 137th avenue. La ragazza è stata trasportata immediatamente al Miami children's hospital, ma per lei non c'è stato nulla da fare.

Sullo scuolabus viaggiavano una decina di studenti e la sorella di 7 anni della vittima. Nessuno di loro ha riportato ferite, ma sono tutti in evidente stato di shock. Il ragazzo che ha sparato è stato fermato dalla polizia ed è ora sotto interrogatorio. Sulla scena del delitto è stata rinvenuta una pistola. Secondo i primi rapporti della polizia, l'aggressore avrebbe sparato al collo della ragazza.

"Il movente dell'omicidio non è ancora chiaro", ha specificato il portavoce della polizia di Miami Alvaro Zabaleta, mentre gli agenti continuano a raccogliere prove e interrogare i testimoni. "Ovviamente i ragazzi che viaggiavano sullo scuolabus sono molto traumatizzati", ha spiegato. "Ci vorrà del tempo".
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Lea Melandri, Zeroviolenzadonne
19 novembre 2012
 
Vittorino Andreoli non è uno dei tanti appartenenti ai gruppi del revanchismo maschile che ho incontrato spesso tra i commentatori del blog 27esima ora, nascosti dietro un nickname.
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