Serena Dandini e la collina delle donne ammazzate

Corriere della Sera
21 11 2012


Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice? Tutte, tutte, dormono sulla collina.

di Stefania Ulivi

Il Mo’ basta! è  scattato dopo l’ennesimo delitto, quello di Carmela Petrucci, la diciassettenne uccisa mentre cercava di salvare la sorella dalle coltellate dell’ex fidanzato. Aveva cominciato mesi prima, Serena Dandini, a scrivere una sua personalissima di Spoon River delle donne morte ammazzate, spinta stesse dalle motivazioni per cui si si stanno muovendo in tanti, comprese noi della 27esima ora. «Non si può rimanere in silenzio. La vicenda delle due sorelle di Palermo purtroppo è emblematica. E’ successa in mezzo a noi, tra giovani come i nostri figli. Giovani eppure impregnati di una cultura che giustifica una reazione atavica al possesso, che denota la mancanza di educazione ai sentimenti: “mia per sempre”. Non ne posso neanche neanche più di assistere a quel che viene dopo ai delitti: le vittime date in pasto senza rispetto, chiamandole solo per nome, pubblicando le foto senza ritegno, raccontandone brandelli di vita per soddisfare la curiosità morbosa». Basta.

Anzi. “Mo basta!”, traduzione in dandinese della convenzione No More che moltissime associazioni impegnate sul fronte (è il caso di dirlo) della violenza  contro le donne stanno promuovendo in occasione del 25 novembre. Un 25 novembre, come ha raccontato qui Giovanna Pezzuoli, quest’anno molto sentito.

«Con Maura Misiti, amica e ricercatrice del Cnr e le donne del centro antiviolenza di Palermo abbiamo pensato che fosse ora di muoversi». Le storie scritte da Dandini sono diventati dei monologhi, Ferite a morte, un gruppo di attrici che ha chiamato a raccolta (senza troppa fatica) saranno sul palco del Teatro Biondo il 24 novembre. E poi il 30 al Teatro Duse di Bologna, sede di uno dei più attivi centri antiviolenza, e poi il 9 dicembre al Teatro della Corte di Genova. Geppi Cucciari, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Micaela Ramazzotti, Paola Minaccioni, Angela Finocchiaro, Isabella Ragonese, Angela Finochiario, Lella Costa, Ambra Angiolini. Le giornaliste, Lilli Gruber, Fiorenza Sarzanini, Concita De Gregorio. Il vicequestore di Palermo. Probabile che non finisca il 9 dicembre e che le voci delle ferite a morte continuino a risuonare.

Le abbiamo lette alcune di queste storie, ne parleremo sul quotidiano nei prossimi giorni. Colpiscono al cuore. Donne morte che si raccontano ai vivi, con ferocia, ironia, disperazione, stupore. Persino con una vena comica. Non lasciano indifferenti.

Il testo della convenzione No More è rivolto al governo. E’ stata mandata, anche via mail, al premier Monti. Ad oggi nessuna risposta.

 
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