Liste di attesa

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Ivan Cavicchi, Zeroviolenzadonne
11 gennaio 2013

"Essere e tempo" come tutti sanno è l’opera fondamentale di Heidegger quella che si interroga sul problema del senso dell’essere. Il rapporto tra l'essere e il tempo è una delle questioni fondamentali alle base della malattia. Il tempo può essere sia un operatore patologico che terapeutico  o in altri casi di salute.

E’ nel tempo che la malattia si manifesta, l’uomo si ammala di tempo… quindi nel tempo entro certi limiti si può interrompere,  procrastinare,  sospendere, controverte, ridurre, risolvere... la malattia stessa.

Il Lazio come tutti sanno è stata fino a pochi giorni fa sotto la scure di Bondi, ma tutte le regioni sono in qualche modo sotto la scure degli assessori di turno, e nessuno si pone il problema dell’impatto dei tagli sull’essere e sul tempo. E’ ardito associare “essere e tempo” con il problema delle liste di attesa. Ma fino ad un certo punto. Le liste di attesa sono una misura di tempo sia nel senso della patologia che in quello della cura. Esse condizionano a tal punto l’essere malato da deciderne le possibilità di sopravvivenza.

I dati che abbiamo sui tempi di attesa  del Lazio, grazie alla Uil FPL Roma con la quale mi congratulo, sono agghiaccianti:

- per le ecografie del capo e del collo ad aprile era impossibile una prenotazione entro i 300 giorni in molti ospedali romani, con attese sino a 7 mesi, con situazioni leggermente migliori in provincia;
- per una ecografia cardiaca-ecocardiogramma M/B ad aprile occorreva attendere tra 5 e 7 mesi nell’Asl Roma H, 8 mesi nell’Asl Roma D, 10 mesi presso l’Asl Roma F sino a un anno circa presso l’Asl Roma C ed il San Camillo Forlanini , ecc.;
- per prenotare un esame ecocolordoppler cardiaco riposo o dopo sforzo, con una media di 200-350 giorni a seconda delle Asl o Aziende Ospedaliere o Policlinici;
- per le risonanze magnetiche del Cervello e del tronco encefalico vale  una media di 210-350 giorni.

Giorni fa alcuni ben pensanti si sono risentiti perché in un mio articolo sul Fatto quotidiano (del 28 dicembre) scrivevo a proposito dei tagli alla sanità: “milioni di esseri umani sono stati e saranno deprivati in tutto o in parte del necessario e dell’indispensabile in milioni di modi diversi. Oggi l’insieme di questi tagli ha un significato epidemiologico analogo a quello delle grandi epidemie del passato. Alle nostre coscienze è stata posta una pesante questione morale”.

Dopo aver letto i dati sulle liste di attesa del Lazio, non solo confermo questo giudizio ma aggiungo che uno dei milioni di modi diversi per danneggiare un malato è parcheggiarlo in una lista di attesa. L’orrore morale non è solo quello di invertire  il principio di beneficialità che sino ad ora è stato alla base della medicina, (il maggior beneficio possibile con il minimo danno possibile) e quindi di favorire l’aggravamento delle malattie, ma è quello odioso della discriminazione di classe che può sembrare una espressione fuori moda  ma che nel caso delle liste di attesa è più che mai appropriata: chi non ha reddito è costretto a restare in fila chi ha reddito abbandona la fila e si rivolge al privato.

Cioè le liste di attesa come quelle del Lazio svolgono la funzione malhtusiana di selezionare la domanda di cura in ragione del censo. Non so cosa direbbe Heidegger ma per me è come se il tempo fosse impiegato per selezionare l’essere. La cosa davvero mi spaventa perché mi fa capire il grado di regressione sociale che con la scusa della crisi  si avalla da tutte le parti, come ineluttabile anche purtroppo a sinistra. I tagli lineari sono stati sostenuti da tutti come tutta la politica di Monti.

Comprendo che anche la spesa sanitaria deve dare il suo contributo al risanamento finanziario del paese, ma come si dice “c’è modo e modo”. La responsabilità della sinistra non è di aver appoggiato una certa politica finanziaria, perché il baratro non era una metafora esagerata, ma di aver avallato un modo di intervenire sulla sanità tra i più odiosi pur sapendo che le strade del risanamento percorribili sono davvero altre.

Ultima modifica il Venerdì, 11 Gennaio 2013 08:08
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