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Sulle orme di Lady Zaynab - 2

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(Noshabad-Iran. L'Ashura viene rievocata con la Ta'zieh (tipica rappresentazione teatrale iraniana).
Testo e foto di Claudia Borgia, Zeroviolenzadonne
8 aprile 2013

Claudia
: C'è una cerimonia particolare per la conversione?
Samaneh: No, l'unica cosa è che bisogna dichiarare davanti a testimoni l'accettazione di Dio come unico Dio, e del Profeta Maometto come ultimo messaggero di Dio.
Devi accettare tutti i messaggeri perchè loro sono mandati da Dio, ma il punto è che i musulmani dicono che il profeta Maometto sia l'ultimo messaggero.
L'unica differenza (con i sunniti) è che tu testimoni che Alì è il primo Imam dopo il Profeta Maometto e che ci sono dodici Imam. I nomi dei 12 Imam sono in tutti i libri autentici, anche nei libri sunniti, ma a volte gli Wahabiti, in Arabia Saudita, cancellano delle parti. Nelle nostre biblioteche, però, abbiamo tutti i manoscritti autentici, quindi non siamo preoccupati di queste cose.

Claudia: hai fatto il pellegrinaggio di Arbaeen, verso Karbala. (Arabaeen è una parola araba che significa 40 e corrisponde al 20° giorno del mese lunare Safar. Nella religione islamica il periodo di lutto che in generale viene rispettato per la morte di familiari o persone care è proprio di 40 giorni). Posso chiederti se hai deciso da sola di farlo e perchè hai scelto di fare questo pellegrinaggio?

Samaneh: Effettivamente avevo sentito che alcune persone sarebbero partire ma non ho mai e poi mai pensato che sarei stata capace di andare, specialmente quest'anno poi, perchè avevo pensato a tutta la folla che sarebbe andata e mi sono detta: “non è il posto per me!”. E' stato pochi mesi fa, quando in televisione è andato in onda un documentario del pellegrinaggio dell'anno scorso, che mi è venuta veramente voglia di partire. Ma nonostante avessi voglia di andare, continuavo a pensare che sarebbe stato impossibile per me essere a Karbala il giorno di Arbaeen.

Claudia: Perchè impossibile?

Samaneh: Perchè non credevo all'idea di poter avere una così grande possibilità. Se ti ricordi, quando il giorno di Arbaeen si avvicinava, ti dicevo che tu potevi farlo o che l'avremmo potuto fare insieme. Credo che la tua venuta mi abbia aiutato: quando mi hai detto che eri venuta dall'Italia per il Moharram (primo mese lunare del calendario islamico), mi sono domandata: “perchè io non dovrei andare al Santuario dell'Imam Hossein per il giorno di Arbaeen?”.

Quando ne parlai per la prima volta a mio marito, lui mi disse che sarebbe stato difficile organizzarsi con la bambina, ma poi ha accettato di tenerla e comunque tutta la famiglia mi ha sostenuto dicendomi: “Se andrai in pellegrinaggio il nostro cuore sarà con te, quindi ti aiuteremo”.

Durante tutto il Moharram io non ci ho mai creduto e non avevo prenotato, non avevo fatto nulla. E' stato solo una o due settimane prima del pellegrinaggio che qualcuno del gruppo con il quale poi sono partita mi ha chiamato per dirmi che si era liberato un posto e mi ha chiesto di partire con loro. Stavo volando! Mi sono detta: “una volta che mi hanno chiamato loro, devo andare!”. Però loro sarebbero partiti con l'aereo, quindi il viaggio sarebbe stato più costoso, circa 1 milione di toman (circa €250,00) e io non avevo soldi perchè con mio marito li avevamo spesi per comprare qualcos'altro. Così lui mi disse chiaramente: “Io non ho soldi” e anche mio padre non ne aveva. Quindi pensai: “non importa, non parto”. Ma all'improvviso mi è venuto in mente di fare qualcosa che non avevo mai fatto prima: ho venduto un piccolo pezzo d'oro che avevo e tutto si è risolto. Ho pensato che fosse stato l'Imam a mettermi in testa di fare questa cosa. Si dice che tutto quello che spendi sulla via del pellegrinaggio ti venga restituito, se non di più.

Così siamo partiti. Siamo andati a Najaf il venerdì prima del giorno di Arbaeen, ora non ricordo il “calendario inglese”, e siamo arrivati nel pomeriggio dello stesso giorno (28.12.12). Siamo stati a Najaf per 3 giorni, e lunedì mattina (31.12.12) tutti abbiamo iniziato il cammino, per arrivare mercoledì pomeriggio (02.01.13) e trascorrere a Karbala la notte di Arbaeen.

Claudia: all'inizio eri preoccupata?

Samaneh: Era una sensazione strana, ma non era di paura. Tutti dicevamo di sentirci calmi, ma eravamo ansiosi perchè inconsapevoli di ciò che ci stava aspettando. Allo stesso tempo era come se sentissimo dal profondo del nostro cuore che l'Imam Hossein ci avesse chiamato e quindi era come andare a casa di nostro padre. Tutti gli Imam dicono “Noi siamo i padri della nazione”, quindi, specialmente quando eravamo nel santuario dell'Imam Alì (Najaf), tutti ci sentivamo nella casa di nostro padre e quando lo abbiamo salutato è stato come salutare nostro padre per andare a casa di suo figlio, l'Imam Hossein.

Sentivamo una sensazione di pace e tutti, al momento di salutare l'Imam Ali o l'Imam Hossein o ancora Abolfazl Al-Abbas (fratello dell'Imam Hossein: i due hanno combattuto insieme e i rispettivi santuari sono uno di fronte all'altro a Karbala), piangevamo perchè non volevamo andar via, ma dovevamo farlo per le nostre famiglie, per le nostre vite.

Una volta arrivati a Karbala, siamo rimasti lì per 3 giorni. Stavo leggendo un libro sul pellegrinaggio di Lady Zaynab ed è stato interessante scoprire che anche loro rimasero a Karbala per 3 giorni, per poi tornare indietro verso Medina: la città del padre, l'Imam Alì, e di suo nonno, il Profeta Maometto. (Lady Zaynab, le altre donne e i bambini della famiglia dell'Imam Hossein, che non furono uccisi nella battaglia, furono catturati dai guerrieri di Omar bin Saad e portati a Damasco da dove iniziarono il pellegrinaggio).

Durante tutto il cammino si ricorda Lady Zaynab e siccome c'erano famiglie intere, sembrava veramente di vedere la famiglia dell'Imam. Tutti, durante il cammino, dicevano “Oh Zaynab! Oh Zaynab! Stiamo camminando come te verso l'Imam Hossein, per ricordare il tuo messaggio”.

Qual è stato il messaggio di Lady Zaynab per noi? Innanzitutto se lei non avesse continuato il sentiero dell'Ashura, probabilmente l'Imam Hossein sarebbe stato dimenticato.

I messaggi dell'Ashura sono così tanti che sono stati scritti diversi libri e centinaia di pagine gli sono state dedicate. Il ruolo fondamentale di Lady Zaynab è stato proprio quello di prendere questi messaggi e portarli a conoscenza delle future generazioni.

Si racconta che Omar bin Saad pensasse che una tempesta nel deserto avrebbe coperto tutti i cadaveri e che lui avesse potuto nascondere la verità, ma Lady Zaynab già a Kufa, poi a Damasco nel palazzo del Califfo Yazid, e ancora in altre città, raccontò la verità e i dettagli del crimine commesso dai soldati di Omar bin Saad. Molte persone le credettero e da lì iniziò il sentiero dell'Ashura.

Noi non abbiamo mai visto l'Imam Hossein, non abbiamo mai visto Lady Zaynab, ma quello che voglio dire, e spero che tu e tutte le persone che leggono questa intervista abbiate la possibilità di andare a Karbala l'anno prossimo e vederlo con i vostri occhi, è che nessuno ferma i pellegrini dell'Imam Hossein, nessuno. Si dice che quando l'Imam chiami qualcuno, questo quakcuno vada è basta.

Ho sentito diverse notizie sul numero di presenze al pellegrinaggio di quest'anno: qualcuno dice 20 milioni, qualcun altro dice 30 milioni. In ogni caso l'anno scorso erano 15 milioni. Persino nel nostro volo c'era un gruppo di giovani francesi ai quali ho chiesto perchè stessero facendo il pellegrinaggio. Mi hanno risposto: “molti francesi lo fanno e al rientro raccontano cose meravigliose così ci siamo detti che dovevamo venire per vedere con i nostri occhi”.

Ho sentito anche tedeschi, italiani. In realtà non ho visto la bandiera italiana, ma ho visto quella francese e quella tedesca e ho anche visto gruppi di americani, di australiani, di tutte le parti del mondo! E ogni anno vediamo che il numero pellegrini aumenta e nessuno può fermare questa folla che va a Karbala. Abbiamo incontrato anche molti iraqeni che facevano il pellegrinaggio. Partivano da città più lontane di Najaf e ci hanno detto che venivano per rispetto dell'Imam Hossein, ma che sarebbero tornati subito indietro, nella notte. Se poi avessero deciso di rimanere, sarebbero rimasti nel Bein Hal Haramin, la zona intorno all'Haram, tra le due tombe, per terra, ma gli sarebbero state date coperte per la notte e la colazione la mattina.

Claudia: e' il segno che il messaggio si sta espandendo sempre di più?

Samaneh: Sì, il messaggio si sta estendendo e tu sai che l'Imam Hossein, quando è stato martirizzato, era solo. C'erano solo poche persone con lui, ma il messaggio è stato tramandato per migliaia di anni.

C'è un racconto, non ricordo bene se del Profeta Maometto e di uno degli Imam, a proposito dell'Imam Hossein e della fine del mondo. Sai che ci saranno molti disastri e che il bene e il male si confonderanno e molto altro succederà. Ebbene, in questo racconto gli Imam dicono di loro stessi e delle loro famiglie che sono come delle navi che attraversano l'oceano e chiunque si trovi su queste navi sarà salvo e che la nave dell'Imam Hossein è più grande delle altre e va più veloce delle altre. Questa è la volontà di Dio ed è per questo che si dice che l'Imam Hossein accetti chiunque. Voglio dire che ci sono molte persone che hanno avuto una rivoluzione nel cuore solo grazie all'Imam Hossein.

Claudia: è per questa ragione che avete accettato me e la mia curiosità di conoscere questa parte della storia?

Samaneh: Sai, noi non siamo niente, non siamo nessuno. L'unico che ha messo l'amore nel cuore della nostra gente è l'Imam Hossein. Altrimenti tutti avrebbero detto: “ma cosa sta facendo lei qui?”. Credo che tutto sia fatto da Dio e dalla sua volontà e che gli Imam, Gesù Cristo e tutti gli altri Profeti siano la manifestazione della volontà di Dio. Ora abbiamo l'Imam Mahdi (il 12° e ultimo Imam) ed è interessante il fatto che sul Corano sia scritto che l'ultimo Imam, discendente di Maometto, verrà con Gesù Cristo e insieme si aiuteranno per salvare il mondo. Quando l'Imam Mahdi verrà, starà vicino alla casa di Dio, a La Mecca in Arabia Saudita, e dirà: “Sono il figlio del Profeta e dell'Imam Hossein”, figlio inteso come discendente, e ancora dirà: “Sono il figlio del martire che fu ucciso e non gli fu data acqua” e descriverà tutto quello che è successo nel giorno dell'Ashura. Questa è l'importanza dell'Ashura! L'Ashura ci mette in relazione con l'Imam Mahdi, con Gesù Cristo, con la fine del mondo e con il concetto della venuta dei Salvatori.
E qui vediamo ancora il ruolo importante di Lady Zaynab nel tramandare il messaggio e fare in modo che tutto questo si ricordi.

Claudia: Eri preoccupata per gli attacchi terroristici? Perchè quasi ogni anno succede qualcosa.

Samaneh: (sorride come se avessi toccato un tasto dolente) sì! Persino una delle persone che stava nel nostro gruppo disse: “non sono mai andata a Karbala per la paura degli attacchi. Ora non so cosa sia successo che mi ha spinto a venire per l'Arbaeen, il periodo più affollato e in cui, negli anni passati, sono state messe più bombe! Penso che sia stato l'amore a spingermi.”
Anche io, che porto Fatima sempre con me ovunque vada, ho deciso di lasciarla a casa questa volta, per la prima volta.
Con questa risposta capisco quel sorriso amaro: all'aeroporto l'ho vista piangere mentre parlava al telefono con sua figlia. Appena arrivata vedevo che la cercava con gli occhi, ma suo marito aveva deciso di non portarla per evitarle la lunga attesa di un volo che è risaputo essere sempre in ritardo nel periodo del pellegrinaggio. Effettivamente abbiamo aspettato circa 3 ore.
 
La 1° parte di questa intervista è stata pubblicata il 4 aprile

Ultima modifica il Venerdì, 12 Aprile 2013 08:29
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