"Io, la mia stalker e la vita rovinata dall'acido"

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Repubblica.it
03 05 2013

Parla l'infermiere romano sfregiato dalla ex. "Ha assoldato veri criminali, ho ancora paura. Mi ha perseguitato anche dopo l'aggressione. Minacciava di morte le mie amiche. Per me sono stati mesi d'inferno"

ROMA - Vive nel terrore, teme per la sua vita. Nonostante l'arresto della donna stalker che lo perseguitava dopo averlo fatto sfregiare al volto con l'acido muriatico: non accettava la fine della loro breve storia d'amore. Simona Cristiano, 30 anni, arrestata dalla squadra mobile di Roma diretta da Renato Cortese e dalla polizia giudiziaria di Torpignattara, insieme ai due calabresi esecutori materiali dello sfregio con l'acido muriatico, nelle intercettazioni telefoniche lo aveva detto: "Dobbiamo sistemare la vicenda definitivamente, io gli buco la gamba... Andiamo con Caterina silenziosa e lo mandiamo sulla sedia a rotelle". Caterina è una pistola con il silenziatore. In passato la Cristiano era stata denunciata per atti persecutori nei confronti di due ex e di tre donne, ostacolo alle sue relazioni morbose. Questa volta aveva pagato duemila euro un sicario, che fra l'altro in passato aveva strangolato sua moglie, per far sfregiare l'ex.

Daniele Capri, 32 anni, è l'infermiere ferito al volto insieme a due colleghe del reparto di Medicina uomini dell'ospedale Vannini. La sua breve relazione con Simona era iniziata nel 2011. Le piaghe dell'acido muriatico sono sul collo e sul viso. Vive fuori Roma, vicino a Palestrina. Non esce da casa se non accompagnato e ha fatto montare nel villino dove vive sbarre e vetri blindati.

La sua persecutrice è in carcere con i complici, ma lei vive nel terrore.

"Mi avevano promesso che il giorno del mio compleanno mi avrebbero gambizzato, assassinato.

Lei è una donna diabolica, malvagia. Aveva ordito il suo piano per distruggermi in modo meticoloso e preciso. È riuscita a rovinarmi per sempre, come se mi avesse ucciso. Diceva che mi aveva in pugno, che eravamo legati per sempre e che dovevo scegliere: una vita insieme o la morte certa. Il 24 marzo mi ha inviato un sms: "Guarda sotto lo zerbino". C'erano tre proiettili "luger" calibro 9. In un altro messaggio scriveva che avrebbero manomesso i freni dell'auto di mio fratello, se fossi partito per un weekend con un'amica".

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