×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Mamme e papà single "Io credo che me la cavo"

Etichettato sotto

La 27 Ora
11 10 2013

Leonardo da Vinci fu allevato dal padre, Maria Montessori ai primi del Novecento si occupò da sola di suo figlio, Barak Obama è cresciuto con i nonni materni e la madre. Quali conclusioni possiamo trarre da questi esempi?

«Niente di scientifico, certo, ma ci piace pensare che i figli di famiglie monoparentali siano più stimolati alla creatività. E che comunque, nella vita, non se la cavino per niente male». Mostra un piglio positivo Gisella Bassanini, architetta milanese cinquantenne che l’esperienza l’ha fatta sulla propria pelle, come mamma single di una ragazzina di 12 anni.

Impossibile però dimenticare le difficoltà e i tanti ostacoli incontrati. «Da quando ho partorito Matilde ho promesso a me stessa di fare qualcosa per tutti quelli che si trovano in questa condizione».

Così dalla sua storia e da quella di Erika Freschi (filosofa milanese con una figlia piccola e un marito che abita in un’altra città) e Michele Giulini (due figli da due mogli, una vita tra Italia e Bulgaria), sei mesi fa è nato Smallfamilies.it. Un sito dedicato a quel circa 15% di famiglie italiane composte da un solo genitore (per la stragrande maggioranza donna).

«Per ora è solo un mini osservatorio. Ma dalle risposte al questionario che abbiamo pubblicato arrivano informazioni molto utili per comprendere la mappatura e le esigenze di questi nuclei italiani considerati anomali, eppure sempre più diffusi».

La crisi morde e le “piccole famiglie” arrancano, spiega Gisella, ma a differenza di altri paesi con una visione avanzata del welfare (come Inghilterra, Francia, ma anche la Spagna), l’Italia agisce in una logica per lo più assistenziale, attraverso sussidi. Mentre ciò che serve davvero è l’ascolto e la condivisione, sentirsi parte di una rete dinamica che aiuti a trovare lavoro, autonomia, identità.

Tutti temi che Smallfamilies.it porterà a un convegno milanese in preparazione per i primi mesi del 2014, e in incontri di quartiere. Dove discutere anche di housing e servizi. Per città che – sommando single e famiglie monogenitoriali – sono formate al 60% di nuclei “diversi”. Per una società già cambiata.

Sara Banti

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook