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Russia, xenofobia e retate. A Mosca caccia agli immigrati

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La Stampa
15 10 2013

Un omicidio fa scoppiare la “bomba” clandestini: 380 finiti in manette dopo le scende di guerriglia urbana.


Tumulti xenofobi, scontri con la polizia, stato di massima allerta anche in piazza Rossa, 380 fermati, maxi raid anti immigrati della polizia: scene di guerriglia urbana ieri, e di caccia al clandestino oggi a Mosca, la più popolosa capitale europea sempre più ostile ai circa due milioni di immigrati caucasici e centro-asiatici, in gran parte musulmani, che vi sbarcano il lunario svolgendo i lavori più umili e pesanti in condizioni spesso di sfruttamento.

Un episodio che ha riacceso le polemiche su un problema scottante, tanto da evocare un’inchiesta parlamentare, mentre la Duma ha invitato in aula il ministro dell’Interno, il direttore del servizio immigrazione e il sindaco di Mosca per una discussione. Monta inoltre la preoccupazione di altri incidenti, alla vigilia del Kurban Bayram (in arabo Eid el Adha), dedicata al sacrificio di Isacco, la festa più importante del calendario musulmano.

La Federazione dei migranti di Russia ha invitato gli stranieri a non uscire raccomandando la massima prudenza. Ad accendere la miccia di una xenofobia diffusa che esplode sempre più frequentemente è stato l’omicidio di un venticinquenne russo, Iegor Sherbakov, accoltellato nei giorni scorsi davanti agli occhi della fidanzata per aver tentato di difenderla dagli insulti di un passante, poi identificato con un azero sulla base delle immagini di una videocamera. Ieri, sul luogo del delitto, a Biriuliovo, periferia sud della capitale, centinaia di abitanti locali si erano radunati per chiedere giustizia e protestare contro l’eccessiva presenza di immigrati, ritenuti responsabili della crescente criminalità. La manifestazione è poi degenerata, anche per l’intervento di gruppi nazionalisti radicali: al grido di `La Russia ai russi´ è stato assaltato il centro commerciale `Biriusa´`. Poi i primi tafferugli all’arrivo degli Omon, gli agenti anti sommossa: lanci di bottiglie, fumogeni, colluttazioni e primi fermi. Ma gran parte della folla è riuscita a dirigersi verso un vicino mercato all’ingrosso di frutta e verdura gestito in prevalenza da caucasici e centro-asiatici, con il pretesto di cercare il responsabile del delitto. Gli immigrati ancora al lavoro si sono dileguati, forse avvertiti da qualcuno, mentre la polizia mandava rinforzi circondando il mercato e facendo scattare il codice ´Vulcano’, il massimo stato d’allerta, anche in piazza Rossa e nell’antistante Maneggio, subito blindati.

Dopo i nuovi scontri in periferia, le forze dell’ordine hanno fermato 380 persone per teppismo, liberate già oggi: solo due sono state trattenute, 70 invece sono state citate in tribunale, dove rischiano provvedimenti amministrativi sino ad un massimo di 15 giorni di carcere. Gli investigatori stanno però valutando il reato di disordini di massa. Una ventina i feriti, di cui 8 ricoverati: 5 sono Omon.

Oggi la polizia, dopo un colloquio tra il sindaco di Mosca Serghiei Sobianin e il presidente Putin, ha annunciato una vasta operazione per il controllo dell’immigrazione clandestina e l’individuazione dell’autore dell’omicidio: i primi a farne le spese sono stati 1200 lavoratori caucasici e centro-asiatici del mercato preso d’assalto ieri, tutti fermati. Il mercato invece è stato provvisoriamente chiuso, mentre altri saranno controllati nelle prossime ore. Ispezioni a tappeto anche negli immobili sospettati di ospitare immigrati.

Nel dibattito si è inserito il blogger anti Putin Alexiei Navalni, noto per le sue posizioni nazionaliste: ha puntato il dito contro il leader del Cremlino e contro la corruzione della polizia contigua all’immigrazione clandestina, rilanciando la sua proposta di un regime di visti con le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. Ipotesi contro cui si era già schierato Putin nei giorni scorsi. In Russia sono frequenti le mobilitazioni xenofobe: la più clamorosa risale al dicembre 2010, quando decine di migliaia di nazionalisti si radunarono in piazza del Maneggio, vicino al Cremlino, per la morte di un giovane tifoso russo dello Spartak in una rissa con caucasici. Secondo il politologo Dmitri Trenin, i raid anti immigrati mettono a nudo «il più grande pericolo per la sicurezza nazionale russa: le relazioni inter-etniche nelle grandi città». (Ansa)

Ultima modifica il Martedì, 15 Ottobre 2013 12:03
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