L'amore di un uomo oggi. Appunti per una rivoluzione amorosa

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Alessio Miceli*, Zeroviolenzadonne
24 febbraio 2014

Al vostro amore
si unisca la coscienza del vostro amore
(Pasolini, Comizi d’amore, 1964)

Cambiamenti

La mia agendina di quest'anno si apre con questo sogno che ho fatto la notte di capodanno e ho trascritto la mattina, ancora in dormiveglia.

Sogno la fine del mondo. La Terra sta andando contro il Sole, che nel cielo diventa sempre più grande. Terrore, senso di morte. Poi c’è una grande pausa. Corro da lei (…)
Sento che questo sogno mi parla d’amore e di grandi cambiamenti. Mi parla di eros, di questo fuoco che esplode sul mondo che abito (…)

Il cambiamento mi sembra evidente nelle tante dimensioni dell’amore, che non è “un numero primo” ma una parola molto complessa, che esplode di significati. L’amore ha a che fare con il desiderio, il sesso e il sentimento, le forme della relazione. Tocca, da sempre, la grande questione politica del rapporto tra i sessi, ma al suo fondo rimanda al mistero dell’Altro. Su tutte queste dimensioni amorose soffia il vento del cambiamento, sui miei vissuti come su quelli di tanti uomini in Italia oggi, provincia dell’Occidente (…)

Ma cosa sta portando il mondo degli uomini a dei cambiamenti così estesi, così radicali nelle relazioni d’amore? Alcuni movimenti hanno scosso il mondo negli ultimi cinquant’anni, quello in cui sono nato e cresciuto, per cui niente può più essere come prima nel rapporto tra i sessi e nella stessa idea della maschilità. Il discorso amoroso maschile è stato rivoluzionato dal movimento delle donne, accanto a quello antiautoritario e al movimento lgbt (…)

Sesso
A che punto è la rivoluzione sessuale, dal lato degli uomini? E come continua in me, nella mia vita, cosa dice del mio amore?

L’Italia non è più quella dei Comizi d’amore, il film inchiesta di Pasolini, anche se qualcosa rimane dei vecchi codici amorosi e sessuali maschili, patriarcali. Dopo molti anni rivedo il suo viaggio, scorrono le immagini di uomini e donne dei primi anni Sessanta: studenti e operai, soldati e contadini, intellettuali e prostitute. Nei bar, nei treni e nei cortili, in fabbrica e in università, allo stadio e sulle spiagge da Milano a Palermo, c’è un’Italia che parla di sesso e una che non ne vuole parlare. La voce inquieta e anticipatoria di Pasolini, le sue domande indagano i vissuti, la morale sessuale e i comportamenti (…)

Le domande e le (non) risposte toccano i nodi profondi della sessualità di allora, che anche l’Italia di oggi non ha ancora sciolto, ma il cambiamento è inarrestabile (…)

A distanza di quasi cinquant’anni, in Italia, la ricerca nell’ambito delle scienze sociali mostra com’è cambiata la cultura sessuale dominante nei suoi valori di fondo e nei comportamenti. In questi cambiamenti più generali cerco me stesso, lo sfondo della mia sessualità (…)
Insomma, la rivoluzione sessuale sta facendo il suo corso, ha portato libertà di scelta dei propri valori e comportamenti sessuali. Anche se i ritorni della violenza di tanti uomini sulle donne spesso raccontano una loro resistenza rispetto a questi profondissimi cambiamenti.

Ma allora posso dire che la rivoluzione sessuale maschile è compiuta? Non direi, rimane un cono d’ombra sulla sessualità.

Più che una domanda di libertà dalla repressione sessuale di ieri, dalle sue norme e dispositivi di controllo, oggi ho una ricerca di senso in un ambiente dell’erotismo immersivo e confusionale. Cerco di dare significato alla moltiplicazione dei segni erotici, dei rapporti sessuali e delle loro immagini. Dove stiamo andando attraverso l’enorme moltiplicazione dei canali, dei contatti e degli incontri erotici? Cosa c’è nella promessa di moltiplicazione degli orgasmi? Certo, la tensione al godimento, ma quale, di cosa? Cosa significa “godere” in questa babele erotica?

La città e la rete, il mondo reale e quello virtuale bruciano di sesso, o meglio di erotismo che non trova altro linguaggio comune che il mercato. Ma come sostiene anche Bauman, quello che si muove sotto la vasta e sempre più differenziata industria del sesso è molto, molto di più (…)
La ricerca del piacere mi spoglia. Rimango nudo davanti a nuove domande.
Sono domande sul presente in cui scorre la vita, sull’essenza del godere, prima di qualsiasi pensiero sul futuro. Per prima: quanto c’è di relazione proprio al centro del mio piacere sessuale delle donne? E da questa, tante altre.

C’è una passione per l’altra (pathos, principio amoroso) proprio nell’incontro erotico in sé, nella tensione al godimento?
Oppure, come mi sembra nell’espressione di Foucault, la cultura della sessualità maschile oggi spinge all’indistinto, alla cancellazione di sé e dell’altro nel piacere sessuale (quel “de-soggettivarsi, non essere soggetto”)?
Ti conosco, ti sento (e mi sento) nel contatto fino all’orgasmo, o godo proprio della tua (e mia) assenza, del nostro svuotamento?

Sono libero di abbandonarmi, di andare fuori di me (e-stasi) e verso di te nel piacere sessuale, sguardo dentro sguardo, carne nella carne?

Sono libero di giocare con le immagini della mia sessualità, forme colori movimenti segni fantasie, senza scambiarle per vere nel teatro erotico (senza volere fermare, afferrare un oggetto irraggiungibile)?

Che differenza (e che legame) c’è, nel mio godere di te, tra la tua immagine, il tuo corpo e il tuo nome? (…)

Sentimento
Oggi ho una nuova libertà, come uomo, di inoltrarmi nella regione delle emozioni, delle passioni, dei sentimenti (…)
In questa chiave Borgna riporta le riflessioni di Ludwig Binswanger, per cui “se l’amore non entra nelle relazioni umane, nulla di essenziale e di decisivo si può cogliere di un’esistenza: solo l’amore conosce, e fa conoscere, una persona nella sua radicalità e nella sua radice essenziale (…) l’amore è solitudine, ma solitudine aperta”.
D’altra parte il lavoro di Carotenuto, dedicato all’amore nell’ambito della psicologia analitica junghiana, mi riporta alla sua dimensione di pathos per l’altra, come passione strettamente intrecciata alla sofferenza. A partire dal “fondamento dell’amore nella mancanza, nell’angoscia e nella paura della separazione dalla nascita in poi, l’innamoramento produce l’illusione di colmare un vuoto strutturale, di base (…)

Ritorna questo senso dell’amore come via maestra per la rottura dei miei confini, apertura immediata e radicale e smisuratamente profonda che mi apre il cuore alla speranza e all’incontro con l’altra, alla sua (e mia) conoscenza interiore. E’ la scommessa sulla realtà della relazione d’amore.

Ma strettamente intrecciato a questa concezione dell’amore, ricorre il dubbio sulla conoscenza dell’altra, il rischio del non incontro che c’è nell’alterità per quanto si accetti di correrlo, il senso della separazione/solitudine che rimane per quanto venga “aperta” (…)
Secoli di pensiero filosofico e poi psicoanalitico dell’amore mi mostrano la strada che mi ha portato fin qui, su questo terreno conteso della relazione d’amore (…)
Ma quando riesco a giocare questa scommessa della fiducia, che è già vincerla? (…)

* Insieme a Barbara Mapelli ha pubblicato per Ediesse, Infiniti Amori


Ultima modifica il Giovedì, 27 Febbraio 2014 08:51
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