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Anche la Lituania avrà una legge anti-gay

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Circolo Mario Mieli
14 03 2014

Dopo la Russia, l’Uganda e il Brunei (solo per citare i più recenti) anche la Lituania sembra volersi dotare di una legge anti-gay.

A differenza del Brunei, non si parla di pena di morte, ma come la Russia il governo lituano vuole vietare quella che ormai è stata ribattezzata “propaganda gay”.

Insomma, divieto di discorsi pubblici, manifestazioni, manifesti, volantino, video audio e qualsiasi altra forma di comunicazione abbia come tema l’omosessualità.

Chi viola la legge dovrà pagare 2400 dollari di multa. Niente galera, pare, ma se vi pare una cosa positiva…
Inutile dire che la norma che il parlamento sta discutendo prevede il divieto di qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni gay, oltre che di sottoporsi a terapie ormonali e interventi chirurgici che puntino ad una riassegnazione di genere.

Protestano le associazioni lgbt locali che parlano di “stile russo” e auspicano che la norma non ottenga il voto favorevole dell’assemblea legislativa.

Secondo gli attivisti, si tratterebbe di una vendetta messa in atto dai parlamentari omofobi che lo scorso anno hanno dovuto cedere alle pressioni internazionali e concedere il permesso per il Pride, organizzato durante il semestre di presidenza dell’Unione Europea.

Con gli occhi dell’UE puntati addosso, fermare una manifestazione per i diritti delle persone lgbt era impossibile. Ora che l’Europa guarda altrove, invece, la legge anti-gay rischia di diventare realtà.


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