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Lituania bocciata la legge omofoba

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Circolo Mario Mieli
17 03 2014

Nonostante faccia parte dell’Europarlamento, che da sempre vieta qualsiasi legge anti-gay o iniziativa omofoba, la Lituania è stata protagonista di un momento davvero delicato per la comunità LGBT: parliamo al passato, perché, fortunatamente, il rischio dell’approvazione di una legge omofoba è stato scongiurato.

Ma procediamo con ordine. Il pacchetto di leggi omofobe è stato proposto dal deputato Petras Gražulis e comprendeva: divieto di ogni tipo di discorso, manifestazione, video, insomma qualsiasi cosa, a sostegno dei diritti gay; divieto esplicito delle unioni e delle adozioni per gli omosessuali; divieto di iniziare cure ormonali e operazioni chirurgiche per il cambio di sesso (ed è quest’ultimo punto che palesa la fobia del deputato, visto che il passaggio male-female/female-male non è certo un pericolo per la società, non avvenendo sotto agli occhi di tutti).

L’obiettivo di Petras Gražulis – questo, almeno, è quanto ha dichairato - è quello di impedire l’organizzazione del Gay Pride; ma, a nostro avviso, è solo una scusa, perché ci sono mille e uno modi per raggiungere tale obiettivo (tra l’altro, deve essere ancora discussa una legge che imporrebbe agli organizzatori della manifestazione di pagare di tasca propria tutte le spese di sicurezza legate all’evento…) e, se le sue intenzioni fossero state solo queste (e non quelle di colpire tutti i gay), certo il deputato non avrebbe proposto un pacchetto di norme.

Anche i conservatori contro la legge “Gli omofobi – queste, le parole di un esponente delle associazioni LGBT in merito al Gay Pride che non sono riuscì a fermare tempo fa – erano davvero frustrati perché non potevano fermarci”; la legge anti-gay in stile Putin, quindi, sarebbe servita proprio per evitare altre manifestazioni del genere e non solo: peccato che il progetto sia fallito, perché con 39 voti favorevoli, 34 contrari e 20 astensioni, il pacchetto non è diventato legge, e pure alcuni conservatori hanno fatto sentire il proprio dissenso: la parlamentare Maria Cigriejiene, per esempio, ci ha riso su: “Perché si sta parlando di valori familiari? Se ricordo bene, l’onorevole Gražulis ha appena rotto con sua moglie”. Quale sarà la prossima vergognosa mossa del deputato lituano?

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