Sud Sudan: i civili pagano il tributo più pesante del conflitto, la denuncia dell’Onu

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Atlasweb
22 04 2014

Centinaia di civili sud sudanesi e stranieri uccisi solo sulla base della loro appartenenza etnica o della loro nazionalità: è questa la denuncia fatta ieri dalle Nazioni Unite in seguito agli ultimi sviluppi del conflitto in Sud Sudan. Sotto accusa sono finiti i combattenti delle forze di opposizione che la scorsa settimana hanno riconquistato Bentiu, la capitale dello stato di Unity, strategico per le sue riserve di petrolio.sudsudanonu

Secondo le notizie riferite dall’Onu, alcune centinaia di civili sono state uccise dopo l’ingresso dei ribelli in città e si tratterebbe di persone di etnia dinka, la stessa del presidente Salva Kiir, o comunque non nuer, il gruppo di cui fa invece parte il leader dell’opposizione, l’ex vice presidente Riek Machar. Tra le vittime ci sarebbero poi numerosi commercianti originari del Sudan.

“Su queste atrocità occorre aprire inchieste così da portare a giudizio esecutori materiali e mandanti” ha detto Raisedon Zenenga, responsabile dell’Unmiss, la missione dell’Onu in Sud Sudan.

Secondo le varie notizie giunte dalle fonti presenti sul posto, negli ultimi due mesi in Sud Sudan migliaia di persone sono morte e in molti casi si è trattato di civili uccisi da una delle due parti sulla sola base dell’appartenenza etnica. Fatti resi ancor più sistematici dall’impiego di trasmissioni radio per diffondere messaggi d’odio e di propaganda contro l’una o l’altra parte.

“Chiaramente, l’accordo per la cessazione delle ostilità firmato oltre tre mesi fa ad Addis Abeba, è stato in realtà ripetutamente violato da entrambi gli schieramenti” si legge nella nota delle Nazioni Unite secondo cui queste violazioni stanno continuando, generando preccupazioni crescenti sulla situazione.

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