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Nigeria, Boko Haram: “Studentesse libere in cambio dei nostri prigionieri”

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Il Fatto Quotidiano
12 05 2014

Nuovo video dell'organizzazione terroristica in cui i fondamentalisti propongono uno scambio al governo nigeriano. Secondo quanto dichiarato dal governatore del Borno, le giovani si troverebbero ancora nel paese e sarebbero state tutte convertite all'Islam

di Redazione
Boko Haram torna a parlare delle oltre 200 studentesse rapite, sostenendo che verranno rilasciate solo in cambio della liberazione dei prigionieri politici facenti capo al gruppo terroristico. Il messaggio arriva con un video, di cui è ancora protagonista Abubakar Muhammad Shekau, il capo dell’organizzazione. Tuttavia questa volta nel filmato, che dura circa 17 minuti, compaiono un centinaio di ragazze coperte integralmente dal velo e impegnate in una preghiera. Shekau garantisce che si tratta di una parte delle oltre 200 ragazze rapite, che sono state tutte convertite all’Islam.

Intanto escono nuove indiscrezioni sul posto in cui sarebbero segregate; secondo il il governatore del Borno, infatti, le studentesse, sequestrate il 14 aprile scorso, si troverebbero ancora in Nigeria. Nessun trasferimento in Ciad o in Camerun, dunque. Le nuove informazioni sono state subito passate ai militari nigeriani, che ora hanno nuovi indizi per proseguire nella ricerca.

Sulla vicenda è intervenuto anche il governo nigeriano, che ha dichiarato che per il rilascio delle ragazze non verrà pagato alcun riscatto. “La vendita di esseri umani è un crimine contro l’umanità”, ha assicurato Reuben Abati, consigliere speciale del presidente.

Nei giorni della grande mobilitazione mondiale su Twitter per il rilascio delle oltre 200 studentesse, soprattutto grazie alla campagna #BringBackOurGirls, che ha visto tra i suoi protagonisti Papa Francesco e Michelle Obama, le ricerche potrebbero essere giunte a una svolta.

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