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Egitto, Free Alaa free speech!

Dinamo Press
12 06 2014

Un tribunale egiziano ha condannato il blogger ed attivista per i diritti umani Alaa Abdel Fattah a 15 anni di carcere. Alaa, una delle figure più importanti delle proteste anti Mubarak, era stato arrestato, insieme ad altri 25, per aver violato la legge anti proteste lo scorso Novembre.

Il giudice, nella sentenza odierna, pronunciata in assenza degli imputati, con un procedimento farsa che non ha lasciato alcuno spazio alle difese, ha ritenuto gli stessi colpevoli di aver violato la cosiddetta legge anti-proteste del Novembre 2011, che vieta raduni di più di 10 persone e limita fortemente la libertà d’espressione in Egitto. Due giorni dopo l’emanazione di quella legge, centinaia di attivisti inscenarono una protesta pacifica fuori dal Consiglio della Shūra, il Senato egiziano, per protestare contro la norma che prevede il Tribunale militare anche per i civili. La protesta fu repressa e diversi attivisti arrestati. Oggi il giudice li ha ritenuti colpevoli di aver aggredito i poliziotti, aver rubato un walkie-talkie, hooliganismo, blocco stradale e distruzione di proprietà pubblica.

La sentenza è la prima da quando il capo dell’esercito Abdel-Fattah al-Sisi è stato eletto Presidente la scorsa Domenica. Negli undici mesi in cui i militari hanno guidato il paese - tra il colpo di stato che ha deposto il primo Presidente eletto post-rivoluzione Morsi e l’elezione di al-Sisi - la repressione nei confronti dei movimenti islamici ha portato a centinaia di morti, oltre 16.000 arresti e centinaia di condanne a morte. Al-Sisi nel suo discorso d’insediamento ha ribadito la linea dura contro le proteste, affermando che ogni libertà in Egitto dovrà essere rigorosamente strutturata “all’interno di principi religiosi e morali” e che non ci sarà alcuna tolleranza per chi vuole “disturbare la nostra marcia verso il futuro”.

Alaa Abdel Fattah, blogger e co-fondatore della piattaforma indipendente Mada Masr era già stato arrestato altre volte da quando nel 2011 esplosero le proteste contro il regime di Mubarak. Alaa si era opposto fortemente alle politiche del governo dei Fratelli Musulmani e ne aveva appoggiato la rimozione, ma ancora più duramente la sua voce si è levata contro il ritorno alle politiche autoritarie dei militari.

Con le pesantissime condanne odierne il cerchio della restaurazione pare essersi definitivamente chiuso con il feroce ritorno alle politiche dell’era Mubarak. Se l’ex-Presidente ha scontato meno di 3 anni di carcere, oggi un difensore per i diritti umani ne dovrà scontare 15 per aver organizzato una protesta pacifica. Le istanze di cambiamento che in quei 18 giorni avevano rovesciate il regime sono tutte ancora da realizzare. Il regime sta cercando di seppellirle sotto il peso dei corpi di centinaia di martiri e di anni di prigionia. Obama e la comunità internazionale continuano ad appoggiare silenti tutto questo, forse in attesa che la prossima ondata rivoluzionaria trascini anche loro nel baratro della storia.

#freealaa

Luca Magno

 

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