L’appello per scarcerare Badawi, il blogger saudita condannato a 10 anni e 1000 frustate

Il Corriere della Sera
17 06 2014

Oggi è il secondo anniversario dell’arresto di Raif Badawi, blogger riformista dell’Arabia Saudita.

Dal 17 giugno 2012, è detenuto nel carcere di Gedda, per nient’altro che aver cercato di esercitare il suo diritto alla libertà di espressione, attraverso il suo sito “Liberali dell’Arabia Saudita”: un innocuo forum di discussione, che le autorità del regno hanno giudicato un pericoloso tentativo di sovvertire lo stato.

Per aver violato le leggi sulle comunicazioni elettroniche e aver offeso l’Islam attraverso i suoi post e i commenti pubblicati sul forum, il 30 luglio 2013 Badawi è stato condannato in primo grado a sette anni di carcere e 600 frustate. All’epoca, ne parlammo qui.

Una sentenza evidentemente giudicata troppo mite dalle autorità saudite. In appello, il 7 maggio di quest’anno, le frustate sono diventate 1000 e gli anni di carcere 10.

Infine, il 28 maggio, a Badawi sono state inflitte altre due condanne aggiuntive: il divieto per 10 anni, alla fine della condanna, di lasciare il paese e quello, della stessa durata, di svolgere qualsiasi tipo di attività nel campo dei media.

In occasione del secondo anniversario dell’inizio della persecuzione nei suoi confronti, Amnesty International ha lanciato un appello per l’annullamento di tutte le condanne e l’immediata scarcerazione di Badawi.

Su Twitter, oggi, sarà promossa un’azione mondiale di solidarietà per Raif Badawi e per sua moglie Ensar Haidar attraverso gli hashtag #Raif_Badawi #FreeRaif #Istandwithraif

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