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Che vergogna quelle armi italiane usate nel massacro di Gaza

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Globalist
17 07 2014

Parla il palestinese-italiano Jamal Qaddorah, dopo la manifestazione di sostegno agli abitanti della Striscia svoltasi a Napoli.

Napoli si mobilita per Gaza. Nel capoluogo campano ieri oltre settecento persone sono scese in piazza per esprimere solidarietà al popolo palestinese. Jamal Qaddorah, palestinese, da anni impegnato nella Cgil Campania come responsabile per le politiche dell'immigrazione, è addolorato e arrabbiato mentre impotente guarda in video le bombe israeliane che uccidono donne, uomini, bambini nella striscia di Gaza. Le parole per dire di guerra e morte sono sempre riduttive, ma i media, solitamente interessati alle notizie di "sangue" in questo caso ci provano a stento. L'Italia, che Jamal ha scelto come patria (nel 2009 ha ricevuto il riconoscimento della cittadinanza italiana), continua a rendersi complice di un massacro, fornendo gli M346 a Israele.

Secondo lei in Occidente abbiamo una visione chiara di ciò che accade a Gaza? Assolutamente no. Ad esempio la vicenda dei tre poveri ragazzi israeliani, morti, secondo le nostre fonti sono rimasti uccisi in un incidente stradale e non per mano palestinese.

Eppure la notizia è stata usata per contrastare l'eco internazionale che stava avendo il vertice del Vaticano e il richiamo ad Israele. Così è stato sottaciuto che i tre integralisti israeliani che hanno bruciato il ragazzo palestinese sono stati incarcerati per mostrare al mondo che Israele vuole fare giustizia, ma subito dopo sono stati rilasciati senza aver subito alcun processo. Altre vicende di cui non si è quasi parlato sono quelle di un ragazzo italiano picchiato il 7 giugno scorso perché indossava la kefiah e delle pallottole esplose contro l'ambasciata palestinese a Roma. Se queste stesse cose fossero accadute agli israeliani sarebbero uscite su tutti i giornali.

Qual è la verità taciuta? Siamo a 200 morti solo in questi giorni, con palazzi crollati in pochi istanti e donne e bambini uccisi. Israele ha compiuto più di 860 attacchi a Gaza, ucciso 90 persone, di cui più di 22 bambini, 650 ferite. Gaza è senza luce e senza acqua. Sono stati colpiti un'ambulanza dell'ICRC e l'ospedale Wafa, in Shijaya, ucciso un giornalista alla giuda di un'auto su cui era ben visibile la scritta TV. Un medico norvegese attivista in un ospedale a Gaza ha riferito di persone "bruciate dentro" e si presume che Israele stia sperimentando sui palestinesi armi proibite e sconosciute, così come è accaduto nel 2011 con il fosforo bianco.

L'Italia come si sta ponendo? L'Italia è il primo paese in Europa a vendere armi a Israele. Mi vergogno del fatto di essere italiano e vedere uccisi le nostre donne e bambini a causa degli M346. La situazione delle continue aggressioni israeliane e della colonizzazione della Cisgiordania è drammatica anche a causa della vergognosa complicità dei governi ipocriti. L'Italia paga lo scotto di decenni di berlusconismo che ha rovinato la cultura e ha portato la politica ad un livello mediocre. L'Europa tutta sconta la coscienza sporca dell'Olocausto eppure non denuncia crimini vergognosi quanto quelli nazisti.

La comunità palestinese a Napoli e gli stessi napoletani stanno sostenendo la Palestina? I napoletani sono da sempre solidali con la causa palestinese. Dopo un primo presidio del 5 luglio, sabato 12 luglio in 300 siamo andati davanti alla Rai di Napoli, per denunciare la disinformazione parziale e manipolata diffusa dai media e a chiedere un'informazione adeguata e veritiera sulle vicende in Palestina. In seguito al nostro intervento è stato realizzato un servizio accurato da parte delle televisione pubblica. Ma dovrebbe essere sempre così, non dovremmo essere noi a chiedere il diritto all'informazione libera. Intanto i napoletani ci chiamano per chiedere se possono mandare medicine e sacche di sangue a Gaza. Ma come li portiamo? Gaza è un carcere a cielo aperto.

Da 66 anni il conflitto tra Palestina e Israele continua a mietere vittime. Come si possono trovare ragioni plausibili per una guerra infinita? Semplicemente perché Israele non ha interesse a fare la pace, perché anche quando viola le regole delle Nazioni Unite e i diritti umani, non viene punito con l'embargo o il boicottaggio perché è una potenza economica. Il mondo deve obbligare Israele ad accettare la legalità internazionale. La rete italiana per il disarmo ha chiesto al ministro Federica Mogherini "una decisione veloce e chiara in merito alla fornitura degli M346, che impedisca agli armamenti italiani di rendersi complici in futuro di atti di guerra e di violazione dei diritti umani di popolazioni già duramente colpite da decenni di conflitto". La sicurezza di Israele passa per la sicurezza dei palestinesi.

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