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Dopo Ferguson, la rabbia arriva a New York. Notte di proteste contro le violenze sui neri

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La Stampa
04 12 2014

Dopo Ferguson, New York. La rabbia e la protesta per le violenze della polizia contro i neri sono scoppiate ieri sera nella Grande Mela, perché un Grand Jury di Staten Island ha deciso di non incriminare un poliziotto bianco che a luglio aveva ucciso un uomo nero. Per tutta la sera i manifestanti hanno bloccato il traffico, marciando a Manhattan, dalla stazione di Grand Central a Times Square, fino all’autostrada che circonda l’isola. La polizia ha fatto oltre trenta arresti, ma le proteste sono state per la maggior parte pacifiche.

Garner era un nero di 43 anni, che vendeva sigarette di contrabbando a Staten Island. Nel luglio scorso l’agente Daniel Pantoleo aveva cercato di arrestarlo, e durante la colluttazione aveva fatto una mossa per prenderlo per il collo. Garner, che era disarmato, aveva detto all’agente che stava soffocando, ma il poliziotto non aveva mollato la presa e lui era morto. Un caso di violenza eccessiva, come quello di cui era stato vittima Mike Brown a Ferguson. Come in questo caso, però, il Grand Jury convocato a Staten Island ha deciso di non incriminare l’agente bianco, perché Pantoleo aveva agito nell’ambito delle sue consegne. Ora l’unica possibilità di rivedere questo caso sembra essere l’inchiesta federale per violazione dei diritti civili di Garner, che il ministro della Giustizia Holder ha annunciato ieri sera.

Il sindaco de Blasio ha annullato tutti gli impegni e ha invitato i manifestanti a protestare in maniera pacifica: «Questa - ha detto - è una brutta giornata», ricordando come lui stesso in passato abbia dovuto mettere in guardia il figlio Dante, mulatto, dal pericolo di scontrarsi con i poliziotti.

Il presidente Obama ha invece commentato così: «Quando qualunque persona in questo Paese non è trattata in maniera uguale davanti alla legge, è un problema. E’ il mio lavoro, come presidente, aiutare a risolverlo».

La questione razziale sta esplodendo come il principale elemento di divisione negli Stati Uniti, dopo i casi di Ferguson, quello del dodicenne ucciso dalla polizia a Cleveland, e ora New York. La violenza delle forze dell’ordine sembra a questo punto solo la questione che sta scatenando una rabbia e una insoddisfazione più profonde, legate alla generale discriminazione che ancora esiste contro i neri.

New York, notte di proteste da Times Square ad Harlem

Una lunga notte di proteste in tutti gli Stati Uniti per la decisione del Gran giurì che a New York ha scagionato l’agente bianco che la scorsa estate ha ucciso, soffocandolo, un uomo di colore disarmato.

A New York sono almeno 30 le persone arrestate. Le manifestazioni spontanee, alle quali si sono uniti anche personaggi famosi come il regista Spike Lee, si sono svolte in diversi punti della città e sono state complessivamente pacifiche. Anche se si registrano alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine nella West Side di Manhattan, dove i manifestanti hanno bloccato la West Side Highway paralizzando il traffico, così come accaduto sulla Broadway. E così come bloccato è stato per almeno un’ora il Lincoln Tunnel che unisce Manhattan al New Jersey.

Paolo Mastrolilli

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