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Degrado e illegalità nel centro rifugiati di Alfano

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Corriere della Sera
13 02 2015

A Mineo si trova il centro rifugiati più grandi d'Europa e costa allo Stato oltre 30 milioni l'anno (come già mostrato in un’inchiesta sugli appalti legati al CARA pubblicata da Reportime).Ogni giorno al Cara vengono corrisposti 35 euro per ognuno dei 3500 migranti e ad ogni ospite spetterebbe una quota giornaliera di €2.50 in buoni acquisto ma, incredibilmente, la cifra viene talvolta corrisposta in sigarette con le quali, per stessa ammissione del Cara, alimentano un mercato nero.

Cinquestelle e Sel hanno fatto più interrogazioni parlamentari e il ministero dell’Interno ha assicurato che “effettua il controllo tramite le prefetture”. La prefettura di Catania però non ha mai risposto alla richiesta di accesso ai rapporti ispettivi da noi inoltrato per finalità di informazione, pertanto non possiamo sapere che cosa ne pensa del commercio abusivo tollerato dai gestori, dei servizi igienici previsti dal capitolato ed erogati solo in parte, dei gravissimi reati commessi all'interno del Cara o della scarsa vigilanza sulle attività dei migranti, monitorati solo tramite un badge elettronico.

Nonostante il rischio incendi, poi, manca un presidio dei vigili del fuoco: non è mai stato disposto dall’ex commissario per l’emergenza immigrati Giuseppe Castiglione, oggi sottosegretario all’Agricoltura e luogotenente in Sicilia di Ncd.

Come mostrato in un’inchiesta pubblicata la settimana scorsa su Reportime, sempre di Ncd è Anna Aloisi, sindaco del Comune di Mineo, dove la presenza del Centro di accoglienza ha prodotto ben 400 nuovi posti di lavoro. E forse non è dunque un caso che proprio il partito del Ministro Alfano, responsabile per competenza di tutti i centri per immigrati, qui a Mineo abbia sbaragliato qualsiasi record, raggiungendo nella città catanese il 40% dei voti, rispetto al 4% ottenuto su scala nazionale.

Claudia Andreozzi

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