Così i rifiuti di plastica soffocano le coste e gli oceani

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L’Espresso
16 03 2015


SAN JOSE, California – Secondo il primo studio scientifico condotto su questo problema, ogni anno finiscono nelle acque degli oceani otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, equivalenti a quindici sacchi pieni per ogni metro di costa in tutto il mondo.

La ricerca, condotta da americani e australiani e pubblicata dall’American Association for the Advancement of Science in occasione del suo congresso annuale qui a San Jose, ha analizzato i dati relativi alla produzione di rifiuti plastici in 192 paesi, arrivando alla conclusione che nel 2010 sono finiti in mare tra i 4,8 milioni e i 12,7 milioni di tonnellate – con una media di otto milioni – di “plastica non debitamente smaltita”.

Il mare italiano è una pattumiera: 27 rifiuti per chilometro quadrato

Abbiamo visionato in esclusiva il rapporto “Marine Litter 2014”, stilato da Goletta Verde sui rifiuti galleggianti. E il risultato è desolante. Plastica, detergenti, prodotti sanitari, scarpe. Dal Tirreno, all'Adriatico, allo Ionio. Tra i casi limite il Gargano e la costa abruzzese
Negli oceani la plastica sta diventando un problema ecologico molto serio per la vita del sistema marino, oltre a essere un orribile materiale inquinante che finisce sulle spiagge e galleggia in mare aperto.

I grossi frammenti di plastica, per esempio i sacchi integri della spazzatura, rappresentano un grave pericolo per gli animali, dalle tartarughe ai delfini, che possono restarvi intrappolati o ingerirli con esiti letali. Ancora più insidioso è da questo punto di vista il processo di deterioramento dei frammenti di plastica in minuscole particelle che possono essere ingerite perfino da microscopici invertebrati.

Lo studio, pubblicato anche dalla rivista “Science”, riporta l’elenco delle venti nazioni colpevoli perché non effettuano uno smaltimento adeguato dei rifiuti di plastica. I primi 19 posti sono occupati da paesi a medio e basso reddito, mentre il ventesimo posto è degli Stati Uniti. I responsabili si trovano in Asia, e la sola Cina è responsabile del 28 per cento di tutti i rifiuti non debitamente smaltiti, seguita dall’Indonesia con il 10 per cento.

Le quantità di rifiuti di plastica che finiscono negli oceani stanno aumentando rapidamente, seguendo il ritmo della produzione globale di plastica: così dice Jenna Jambeck, dell’Università della Georgia e responsabile dello studio.

“Nel 2025 la produzione annua di plastica dovrebbe arrivare al doppio di quella del 2010, pari a trenta sacchi pieni per metro lineare di costa” ha detto. “La produzione complessiva nel 2025 sarà però superiore alle nostre stime del 2010 di circa venti volte e si parlerà quindi di 300 sacchi pieni di plastica per metro di costa”.

Per salvare gli oceani e i loro abitanti dai rifiuti di plastica che li soffocano sarebbe indispensabile un investimento enorme. “La soluzione ideale richiederebbe di abbinare sforzi locali a quelli globali”, ha detto la professoressa Jambeck.

Traduzione di Anna Bissanti
(c) 2015 The Financial Times Limited

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