Megalopolis #43, un omicidio di Stato

megalopolis43Marco Omizzolo e Roberto Lessio, Zeroviolenza
7 aprile 2015

Si chiama MEGALOPOLIS #43 lo spettacolo teatrale della compagnia Instabili Vaganti, che sarà possibile vedere il 30 aprile prossimo a Genova, Teatro Akropolis - Festival Testimonianze, ricerca, azioni.
Lo spettacolo porta in scena la drammatica vicenda dei 43 studenti e studentesse della Scuola normale agraria di Ayotzinapa, nella città di Iguala, in Messico, massacrati il 26 settembre del 2014 dalla polizia dello Stato di Guerrero, insieme ai narcos “Guerreros Unidos”.
Ragazzi e ragazze massacrati di botte, bruciati vivi e infine sepolti in una fossa comune per mano del narco-governo messicano, solo per aver manifestato contro un governo corrotto nelle mani dei narco-trafficanti. Narcos e polizia, insieme, come un unico corpo d'armata fascista, hanno assaltato gli studenti, uccidendone sei, ferendone venti e facendone scomparire quarantatre.

Una spedizione punitiva, che ricorda le squadre in camicia nera del fascismo, la Celere di Scelba, le violenze della polizia di Franco o di Pinochet e di qualunque altro regime antidemocratico.
Ciò che è avvenuto a Iguala si ripete sistematicamente. È la politica che agisce per conto del governo corrotto, sono atti criminali, pensati, voluti, pianificati e attuati. Perché tutti sappiano chi comanda e cosa succede agli oppositori.

Non è un caso se quelle esecuzioni, perché di questo si tratta, siano state possibili, come molti ritengono, con il beneplacito del sindaco perredista José Luis Abarca Velázquez, del governatore dello stato Ángel Aguirre Rivero, anch’esso del Partido de la Revolución Democratica (Prd), e la complicità delle più alte cariche del paese. Si chiama omicidio di Stato, di uno Stato fascista e mafioso. Ragioni che spingono a partecipare alla lotta di liberazione di quel paese dal regime narco-governativo e per restituire giustizia e verità alla memoria di quei giovani, ragazze e ragazzi di una gioventù ribelle, che pretende democrazia e legalità, e alle loro famiglie.

La regia dello spettacolo è di Anna Dora Dorno, che insieme a Nicola Pianzola e Mariagrazia Bazzicalupo ha curato anche la drammaturgia originale. In scena ci sono, oltre alla stessa Anna Dora Dorno, anche attori e attrici bravissime come Nicola Pianzola, Irene Segalla e Mariagrazia Bazzicalupo. La cura dello spazio scenico è di Giuliana Davolio.

Assistere a Megalopolis #43, insieme alle emozioni che suscita, ad una legittima rabbia e indignazione, al desiderio di continuare a lottare, significare superare ogni reticenza e pigrizia e scegliere di stare dalla parte di quei ragazzi, morti innocenti per aver gridato il loro desiderio di vita e di libertà. Significa insomma partecipare ad una battaglia globale per la democrazia. Durante lo spettacolo viene chiesto al pubblico “e se fossi tu il numero 44?”.

Il progetto MEGALOPOLIS nasce nel 2012 a Città del Messico grazie agli studenti dell’Università nella Plaza de las tres culturas, già nota per il massacro del Tlatelolco del 2 ottobre del ’68, quando oltre 300 giovani vennero uccisi dai reparti speciali dell’esercito e della polizia messicana a pochi giorni dalla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico con il solo scopo di reprimere il movimento studentesco.

L’hashtag #Megalopolisproject43 per tutti quelli che vogliono unirsi alla battaglia, per informare su ciò che è accaduto e che sta accadendo in Messico, per reagire attraverso l’arte e i nuovi media ad ogni forma di ingiustizia e oppressione nel mondo. Vale la pena andare a teatro, dunque, per vedere Megalopolis #43 e partecipare piuttosto che continuare a pensare che in fondo nulla può cambiare. Quei 43 compagni e compagne erano di un altro avviso.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Ottobre 2015 16:44
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