Intoccabili in un paese emergente

12 05 2015

Un enorme, altissimo e sfavillante grattacielo con una parte trasformata in un giardino innaffiato con zampilli che dal basso sono indirizzati verso l'alto, quasi a sconfiggere la forza di gravità. È l'immagine di una ricchezza oscena alimentata dalle risorse naturali espropriate da un gruppo ristretto di imprese e dal lavoro di un miliardo di uomini e donne.

Inizia così il nuovo libro della scrittrice Arundhati Roy, da poco nelle librerie per Guanda. Il titolo - I fantasmi del capitale (pp. 180, euro 14) -, è la stessa autrice a spiegarlo: fa riferimento esplicito, cambiando il complemento di specificazione, a una frase di Karl Marx. Ma in questo caso non c'è lo spettro del comunismo che si aggira per l'India, bensì quello di un capitale indifferente alle sorti delle società dove opera.

Per accumulare profitti è disposto a cacciare gli abitanti di centinaia di villaggi, di militarizzare intere regioni del paese, di limitare la libertà di espressione, di alimentare il razzismo e di finanziare i partiti fondamentalisti hindi ora al potere, specializzati in pogrom di musulmani...

Benedetto Vecchi
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