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L'amico azero

SangachalStefano Vergine, L'Espresso
28 maggio 2015

A vederlo da lontano, non fosse per le quattro torri metalliche che sputano fuoco dalla testa, sembrerebbe un normale complesso industriale. Una distesa di capannoni bianchi, con le spalle coperte dalle aride montagne del Gobustan e il fronte rivolto verso le acque oleose del Mar Caspio. Il terminal dì Sangachal, a una cinquantina di chilometri da Baku, capitale dell'Azerbaigian, ...
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